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domenica 29 marzo 2020

Morti colorate, la quarantena e uno speciale d'eccezione

In questi giorni di quarantena, costretti nelle nostre case con la speranza che lo sforzo collettivo aiuti a ritardare la diffusione di COVID-19, sembra di vivere in pieno l'antica maledizione cinese: "Che tu possa vivere tempi interessanti!". I tempi interessanti sono quelli che solitamente portano con sé turbolenze, guerre e in generale periodi di irrequietezze. In queste settimane c'è una calma estraniante nelle nostre strade, per cui non è proprio come andare in guerra... ci si farebbe la firma, per una guerra con così pochi morti, Netflix e consegne a casa di tutto il superfluo di cui abbiamo bisogno... ma l'impressione che ci sia, una guerra, è data dalla dimensione del "tutti contro il mostro", per quanto questo sia piccolo e invisibile, e dell'accerchiamento, perché il nemico è intorno a noi.
La Maga Magò perde nettamente il duello di magia
Non sono pochi tra i miei conoscenti che hanno paragonato questa situazione alla guerra, alla trincea. Si tratta di sensazioni, di emozioni che la situazione ci suscita. Non è facile vivere rinchiusi, anche quando per indole personale... pigrizia... non usciremmo se non per necessità. In alcune case, inoltre, ci sono sicuramente situazioni difficili a causa delle complicate dinamiche personali o anche solo per via della metratura. C'è anche chi è fortunato, e può spezzare la giornata dedicandosi al lavoro o alla scuola, grazie a smart working e lezioni online.
Non so se per gli uni o per gli altri, ho deciso di raccogliere alcuni sfiziosi suggerimenti di lettura, non molto ottimisti, ma che ritengo di qualità e in grado di farvi evadere per qualche ora dalle vostre dimore.

martedì 28 novembre 2017

"Mondi senza tempo" di Francesco Troccoli


Sono rimasto legato alla saga di Tobruk Ramarren, inaugurata da un racconto vincitore del premio Giulio Verne 2011 e proseguita poi con tre romanzi e novelle (o romanzi brevi), che oggi potete trovare nell'edizione digitale Delos. Ho anche avuto il piacere di conoscere Francesco Troccoli per puro caso, al Lucca Comics, e l'ho intervistato a suo tempo per la compianta webzine Il Futuro è Tornato; una bella conversazione, che metteva in luce la forza e l'attualità di questo universo insonne, in cui alla povera gente è stato sottratto il sonno in nome della produttività ed è soggetta al controllo dei poteri forti, nascosti alle masse che popolano la galassia.

venerdì 18 settembre 2015

Intervista ad Alessandro Forlani

A volte ritornano, le interviste!
Oggi ho il piacere di presentarvi Alessandro Forlani, autore di Eleanor Cole delle Galassie Orientali. Durante la lettura del romanzo, e credo si intuisse nella recensione della scorsa settimana, mi sono sorte alcune domande che, fortunatamente, sono riuscito a rivolgere all'autore. Si trovano lì nel mezzo.
Spero di offrirvi una buona chiacchierata.

Ciao Alessandro, benvenuto sul blog! Vuoi presentarci brevemente l'autore di Eleanor Cole?

Sono nato a Pesaro, dove vivo, nel 1972. Laureato in lettere moderne, mi sono poi specializzato in sceneggiatura e scrittura creativa, materie che insegno ormai da dodici anni all'accademia di belle arti di Macerata e presso vari istituti privati. Pratico la narrativa da prima dell'attività accademica; di recente ho avviato collaborazioni con editori di boardgame e videogiochi. Attualmente pubblico con Imperium e Delos. Nel tempo libero mi dedico a giochi di ruolo e wargame, cinema, e leggo volentieri saggi di storia militare.

Quali sono i tuoi punti di riferimento, non necessariamente letterari, come scrittore e come lettore?

Devo ammettere che le mie letture e i miei studi (come autore) sono piuttosto disordinati, ovvero: scrivo horror e fantascienza ma guardo come modello a classici quali Alighieri, Landolfi, Eliot... ma quando ne ho bisogno torno anche a sfogliare autori come McNab o Bill King. Ho il culto di Lovecraft. Ho molti modelli cinematografici: Leone, Tarantino, Scorsese, Herzog... La saggistica è sempre una preziosissima fonte. Penso si debba imparare sempre e comunque da chi fa o ha fatto qualcosa meglio di te, fosse pure un solo paragrafo, a prescindere dalla cosiddetta “statura” letteraria o intellettuale di un autore. Se scopro e/o noto una tecnica letteraria e mi accorgo che funziona, la studio e mi ci esercito: complimenti a chiunque l'abbia elaborata e la pratichi meglio di me!

Parliamo del libro. L'universo di Eleanor Cole si presenta come una mescolanza di elementi moderni e retrò, oserei dire rinascimentali (o barocchi). Vuoi raccontarci come l'hai realizzato?

È un universo che possiede tecnologie prossime a quelle di Star Wars o Star Trek ma ha un gusto e una sensibilità barocca. Pensavo esattamente all'estetica e alla civiltà del XVII-XVIII secolo quando l'ho scritto: sono periodi storici che mi hanno sempre affascinato, sotto tutti gli aspetti: la musica, la moda, l'architettura, la condotta della guerra, la società che si esprime per esempio nel teatro di Moliere, di Goldoni e nelle opere di Mozart e Lorenzo da Ponte. Mentre lo elaboravo temevo che qualcuno ci potesse vedere troppo Capitan Harlock di Matsumoto o degli eccessi barocchi di Warhammer 40.000 (che pure sono due modelli che mi influenzano dall'infanzia e adolescenza), ma nessun lettore si è espresso in questo senso, e spero significhi che sono riuscito a creare un mondo abbastanza originale. Qualcuno l'ha immaginato steampunk: poiché scrivo anche racconti di questo genere l'ho trovato strano, perché gli elementi caratterizzanti sono molto diversi.

Con Edizioni Imperium hai pubblicato anche tre manualetti di scrittura, uno dei quali proprio sul world building. Qual è il rapporto tra il Forlani scrittore e l'insegnante?

In seguito a vicende accademiche e personali recenti, mi sono accorto di insegnare più da scrittore che da ("semplicemente") docente universitario, e ritengo sia un bene. Mi rendo conto che – per esempio insegnando a fare editing – io stesso miglioro di volta in volta nell'editing; correggendo errori o ingenuità dei miei studenti affino la mia stessa tecnica. C'è sempre di mezzo una cattedra, e quindi non sarà mai un rapporto "alla pari" come ad alcuni docenti piace favoleggiare, ma lo spirito è quello – appunto – dei tre prontuari Imperium che hai citato: una chiacchierata fra onesti artigiani della narrativa.

Come in altri tuoi lavori, non manca in Eleanor Cole la critica sociale (e di costume). Cosa accomuna o separa il negromante Sarastro dai nobili a capo delle multinazionali del futuro?

Non voglio "spoilerare", ma... chi ha letto il romanzo si sarà accorto di un episodio, verso il finale, che credo risponda in modo abbastanza esplicito a questa domanda. Le due espressioni del Male presenti in Eleanor Cole perseguono lo stesso scopo; per loro intrinseca natura tuttavia si negano a vicenda (c'è un breve monologo della co-protagonista, Delfina, in cui ho spiegato perché)... fino a quando non decidono di superare certi limiti morali e naturali...

Quali sono i tuoi progetti futuri? Leggeremo altre avventure di Eleanor Cole?

Una è già stata pubblicata e disponibile presso Delos (collana Robotica): Sonno Verde; un racconto lungo in cui la nostra antropologa spaziale ha a che fare con una comunità umana misteriosamente connessa alla vegetazione di un remoto pianeta. Si tratta di un personaggio e un universo che credo si prestino bene alla serialità, e ad Eleanor mi sono affezionato. Quindi... è molto probabile!
A breve (dovrebbe essere per ottobre) pubblicherò sempre per Delos un nuovo romanzo, questa volta steampunk. Per ora non aggiungo altro: è un lavoro cui tengo molto e vorrei parlarne diffusamente a tempo debito.
Spero inoltre di presentare entro poche settimane il primo di una serie di game-e.book che mi hanno commissionato: è il mio secondo passo nell'editoria del gioco dopo Kingsport Festival della Stratelibri/Sir Chester Cobblepot.

Ringraziandoti per la disponibilità, ti lascio uno spazio per aggiungere qualcosa per i lettori del blog.

Nulla da aggiungere. Grazie a te!

mercoledì 9 settembre 2015

"Eleanor Cole delle Galassie Orientali" di Alessandro Forlani

Tra i libri che attendevo quest'anno c'era Eleanor Cole delle Galassie Orientali, di Alessandro Forlani. Chi seguiva Argonauta Xeno lo ha già incontrato, dato che avevo già segnalato I Senza-tempo (premio Urania 2011) e All'inferno Savoia!, una raccolta di racconti steampunk all'italiana (ma senza spaghetti). Di Forlani avevo molto apprezzato la critica sociale presente nel suo romanzo, così come il recupero di vocaboli caduti in disuso nell'italiano contemporaneo. Non è raro che uno dei suoi personaggi chachinni, per esempio, o schifi, anziché dire qualcosa, ma su questo aspetto torneremo in seguito. Eleanor Cole è il suo romanzo più recente, ultimo di una serie di pubblicazioni, tra raccolte di racconti e prontuari di scrittura, uscite per Edizioni Imperium.

Eleanor Cole è un romanzo di fantascienza. Nel XXVII secolo, l'umanità ha ormai raggiunto le stelle e la sua espansione è guidata non dai governi terrestri o confederazioni interplanetarie, ma da alcune compagnie commerciali costruite sul modello delle antiche Compagnie delle Indie. A capo delle compagnie siedono pochi oligarchi, che sono i discendenti degli amministratori delle multinazionali del nostro presente. È quindi in un contesto di neo mercantilismo che l'umanità ha colonizzato altri mondi: prima lo sfruttamento minerario, poi quello commerciale degli insediamenti.

C'è però un secondo pilastro su cui poggia la Compagnia delle Galassie Orientali, il cui motto è, per l'appunto, Umanità e Commercio. A occuparsene, sul pianeta Ammit, è l'antropologa Eleanor Cole, che crede fermamente nell'importanza di non lasciarla a spasso, l'umanità. Inutile dire che non tutti la pensano come lei. Tuttavia, proprio lei sarà protagonista di un avvenimento straordinario, quando durante la cerimonia di commerce-forming su Ammit una forza antica e misteriosa ma ben nota a chi ha seguito i suoi studi: la magia. Sarà il negromante Sarastro, proveniente da un lontano passato, a portare scompiglio sul pianeta minerario... e minacciare nuovamente la galassia!

mercoledì 10 dicembre 2014

Jacek Dukaj - La Cattedrale

Esiste sempre un margine di errore, nel bene o nel male, quando si acquista un libro senza sapere davvero di che si tratta. La Cattedrale non è un romanzo, né una raccolta originale di racconti. Si tratta di una selezione di tre racconti lunghi dell'autore polacco Jacek Dukaj, a opera dell'editrice Voland. Si inserisce infatti nell'obiettivo della suddetta di tradurre e far conoscere in Italia la letteratura in lingua slava, anche contemporanea e fortunatamente anche "di genere". Dukaj scrive infatti fantascienza, con un taglio diverso dai soliti temi e stilemi propri degli autori anglosassoni.

Immagine tratta dal cortometraggio Katedra di Tomasz Bagiński

La Cattedrale è tratto dalla prima raccolta dello scrittore, edita nel 2000, da cui è stato tratto un cortometraggio animato. Il protagonista è un prete, incaricato dalla Santa Sede di esaminare alcune prove nell'ambito di un processo di beatificazione. Viene così spedito fra gli Ismiraidi, un gruppo di planetoidi in transito in un vicino sistema solare raggiunto dall'umanità. Fra i misteri degli Ismiraidi, il più grande è una costruzione in cristalvivo, solo parzialmente frutto di programmazione consapevole, che negli anni si è sviluppata fino a costituire una cattedrale. Man mano che gli Ismiraidi si avvicinano al punto di non ritorno, il prete lavora alla soluzione dei suoi interrogativi, sotto il fascino del gioco di luci e ombre dell'imponente edificio.

giovedì 16 ottobre 2014

Francesco Verso - Livido

Recupero per l'occasione una recensione già apparsa su Il futuro è tornato, blogzine di fantascienza che dovreste conoscere. Ho letto questo libro un anno fa, nel frattempo è approdato, tradotto, nei paesi anglofoni. La mia opinione è rimasta la stessa, per cui lo ripropongo con poche correzioni.

Peter Pains è costretto fin da giovane a rovistare tra i rifiuti di Colle Vasto, la discarica vicino a casa. Soffre le angherie del fratello Charlie, capo di una banda di riciclatori abusivi, i Dead Bones, in un futuro dove la palta assedia le città e il riutilizzo è entrato a far parte dello stile di vita (almeno delle classi medie e meno abbienti). Ma soprattutto, Peter è alla ricerca della felicità. La donna dei suoi sogni è Alba, perfetta nel suo essere per metà artificiale. La sua mente è stata infatti copiata, digitalizzata e caricata su un corpo artificiale; gli uomini e le donne che scelgono l’upload, potendoselo permettere,  sono chiamati nexumani.

Peter conosce Alba lungo la strada che percorre ogni giorno per raggiungere Colle Vasto, dove  lavora in un’agenzia viaggi di sua proprietà. Il ragazzo però non si rende subito conto della sua condizione. I nexumani possono sembrare umani perfetti, ma il loro status giuridico è ambiguo: in cambio di una vita prolungata e di un corpo migliore, non godono di tutti i diritti dell’umanità. Che non è umana se ne accorge subito Charlie, che è lesto di giudizio: in quanto nexumana, anche Alba è palta. Durante una scorreria dei Dead Bones le dà la caccia e la uccide, sotto lo sguardo esterrefatto di Peter, che osserva il suo sogno smembrato e ripartito fra i membri della banda. Peter riesce tuttavia a recuperarne la testa e da qui inizia il percorso di recupero di quella felicità che si è visto strappar via.

martedì 2 settembre 2014

Desolation Road - Ian McDonald


Desolation Road...
Desolation Road è il romanzo d'esordio (1988) di Ian McDonald, edito da Zona42 e tradotto da Chiara Reali. È un romanzo di fantascienza consigliato dalla Leggivendola, che me lo ha consigliato e io la ringrazio. Desolation Road parla dei circa 20 anni* di vita dell'omonima città marziana, una città che non sarebbe nemmeno dovuta esistere, attorno alla quale si intrecciano le sorti di moltissimi personaggi.

Tutto inizia quando il dottor Alimantado, dopo avere inseguito per giorni l'evanescente pelleverde attraverso il deserto, è investito della responsabilità di fondare una città - una torre di trasmissione e qualche caverna - con il benestare della Benedetta Signora. Alle grotte giungono il fuggiasco Jericho, la famiglia Mandella e via via altri personaggi, come a una fermata imprevista della linea ferroviaria della Bethlehem Ares. Una fermata a un passo dal paradiso, come afferma uno dei suoi abitanti. E così iniziano le storie. In principio ci sono gli arrivi. Poi le prime difficoltà, come la grande cometa che minaccia di devastare l'insediamento per donare all'ecosistema marziano l'acqua di cui necessita per ospitare i milioni di immigrati provenienti dalla Terra. A un certo punto alcune storie si allontanano da Desolation Road, per poi ricongiungersi, immancabilmente, nello scoppiettante finale.

lunedì 3 febbraio 2014

NativiDigitali: Pixel di Andrea Viscusi

Fin da quando ha conosciuto all'università l'eccentrico Glauco Salmone, Massimo Simi è rimasto ossessionato dall'idea che il mondo in cui viviamo possa essere solo una simulazione. Per questo, conclusi gli studi, ha avviato un Progetto per scoprire i confini dell'universo. Ma quando Glauco si ripresenta dopo anni di assenza, nemmeno questo sembra poter risolvere il problema.

Andrea Viscusi è un nome noto della fantascienza italiana. È mio coetaneo, credo, e può a tutti gli effetti considerarsi uno scrittore professionista. Oltre a un paio di ebook scaricabili gratuitamente dal suo blog, uno dei quali è approdato da queste parti, è comparso in svariate antologie e ha recentemente pubblicato la sua personale raccolta Spore per l'editrice I Sognatori. 

Il presente ebook contiene un solo racconto - una novelette, se vogliamo. La trama è piuttosto semplice, per cui non rivelerò nulla più di quanto non faccia l'autore. Ciò che conta è l'idea, che di per sé avrete sicuramente già incontrato, basti pensare a quante volte è stata sfruttata al cinema. Qualcuno ha detto Matrix? I paralleli ci sono, a cominciare dalla copertina, a patto però di dimenticarci sparatorie e attori dalle dubbie qualità recitative. Qui si torna al nocciolo. L'idea, dicevo, e le sue implicazioni. Pixel è fondamentalmente una storia di ricerca della verità, una verità che potrebbe sì cambiare totalmente la nostra concezione del mondo, ma in modo più sottile di quanto potreste pensare.

Pixel è un solido racconto di fantascienza, moderno e rispettoso verso la scienza. A differenza dei due ebook citati sopra lo trovate solo su Amazon*, a prezzo popolare e senza DRM.
Se invece pensare di avere tutti i requisiti per ottenere una copia gratuita, rimando al blog dell'autore.

venerdì 31 gennaio 2014

Francesco Troccoli - Falsi Dei

Recupero per l'occasione (!) una recensione già apparsa su Il futuro è tornato, blogzine di fantascienza con cui ogni tanto collaboro. Se siete curiosi, l'articolo originale include anche una breve intervista all'autore, che colgo l'occasione per ringraziare nuovamente.


Falsi Dei, secondo romanzo di Francesco Troccoli, è il proseguimento delle avventure di Tobruk Ramarren, l’uomo senza sonno. Dopo aver contribuito alla costruzione di uno stato dove rieducare le genti di Harris IV al sonno, il movimento dei dormienti ha bisogno di diffondersi nella galassia. Il Presidente Hobbes, un tempo compagno d’armi di Tobruk, ha identificato Maraar III come pianeta ideale per trovare nuovi proseliti. Viene dunque allestita una spedizione esplorativa con il beneplacito dell’Oikos delle Genti, l’alleanza interplanetaria a cui è però nascosto il vero scopo della missione. Inutile dire che Tobruk e i suoi incontreranno parecchi ostacoli, non ultimi quei temibili nemici che intendono impedire a ogni costo la buona riuscita di questa rivoluzione.

Perché ora la posta in gioco è più alta.

mercoledì 8 gennaio 2014

Jack Vance e il ciclo della Terra Morente


Credevo di averci messo due anni ma Anobii giura (e spergiura) che si è trattato solo di un anno e quattro mesi. Non male per un'opera così importante per l'immaginario fantastico. È pensando a essa che qualcuno ha coniato l'etichetta science fantasy, genere ibrido tra fantasy e fantascienza. Lo stesso titolo, che racchiude in sé le atmosfere di questa ambientazione crepuscolare, ha finito per designare un sottogenere della fantascienza. In un futuro lontano, quando il sole è ormai una grossa stella agonizzante, lì lì per spegnersi del tutto (e portare con sé gran parte dei pianeti), i nostri ultimi discendenti conducono le loro vite nell'ultima, decadente era dell'umanità. La civiltà è sparsa, frammentata e decadente. Il sapere è racchiuso nelle mani di pochi uomini in grado di praticare la magia, la forma più alta di scienza. Le lande sono percorse da avventurieri mossi perlopiù da motivazioni futili, per il proprio immediato tornaconto o vaghi ideali.
Questa è la Terra Morente e merita una sosta lungo la nostra strada di mattoni gialli.

sabato 28 dicembre 2013

I Tecnopadri - Alejandro Jodorowsky

Mi sono avvicinato alla lettura di questa nuova edizione integrale, da poco pubblicata per i tipi della Magic Press, poiché già una volta sono rimasto deluso da uno spin-off ambientato nel fascinoso universo di Jodorowsky. Il tomo in questione era l'appena discreto Megalex, a fronte di quel capolavoro che è L'Incal, anche grazie ai disegni di Moebius. Bene, se L'Incal è il capolavoro, questa nuova saga è senz'altro un fumetto superlativo e sono proprio contento di essermelo regalato.

I Tecnopadri non è una saga generazionale, come mi sembra di capire sia quella dei Meta-Baroni, ma è incentrata sulle vicende di Albino e del fedele Tinigrifi, una sorta di topo parlante. Albino è un giovane idealista, nato da una sacerdotessa caduta in disgrazia a seguito di uno stupro, che sogna di diventare creatore di giochi nella gilda Pan-Tecno. Se non mi seguite, i Tecno sono una casta pseudo-religiosa che si occupa dello sviluppo tecnologico della galassia, e sono anche il principale antagonista nella saga dell'Incal. La madre, invece, ha come unico scopo la vendetta contro quei pirati che l'hanno ridotta in disgrazia. Insieme ad Albino ha avuto altri due figli: il grigio Almagro, l'unico che considera tale, e la rossa Onyx, che con le sue quattro braccia è subito declassata a serva.

domenica 22 dicembre 2013

Quattro consigli per il Natale alle porte

Non c'è blogger che si rispetti che non abbia pile di libri da consigliare per Natale. Le feste sono avide di idee, soprattutto quelle in cui il regalo è considerato un momento importante. Poiché Argonauta Xeno riconosce che siamo in un momento di crisi, e dal momento che ci siamo ridotti agli sgoccioli (mea culpa), qui sotto troverete perlopiù suggerimenti a costo zero.

Partiamo dai libri.
Il 2013 è stato per me l'anno dei 3Narratori. (L'avete letto tutti?) Di iniziative simili, autoprodotte e in un certo senso artigianali, ce ne sono molte e, fra queste, alcune molto valide. Meritano una segnalazione gli ebook di Mr. Giobblin di Minuetto Express. Hydropunk, uscito da poco, è una raccolta di storie ambientate in un secolo ventesimo (o giù di lì) semi-sommerso dalle acque, in balia di mostri marini e misteri. Il concept è forte. L'indice degli autori, che potete consultare sull'apposita pagina, parla da solo se avete dubbi sulla qualità del prodotto.
Download gratuito, ma è sempre possibile condividere se vi è piaciuto!

Un altro ebook gratuito, non certo una novità perché avreste potuto seguirla durante la pubblicazione, è la blog novel di Due Minuti a Mezzanotte - Nativity, seconda stagione della round robin a tema supereroistico ideata dal solito Alessandro Girola. La potete scaricare gratuitamente, leggere i commenti ai singoli capitoli e condividere. Nonostante tutto, consiglio la lettura di questo ebook anche a chi non avesse letto il primo: perderete qualche rimando, ma non rovinerà la lettura. Inoltre, ho avuto fin dall'inizio l'impressione che Nativity fosse scritta meglio, pur mantenendo le caratteristiche di una round robin senza massiccio lavoro di editing. Se queste cose invece vi mandano in panico, nello stesso sito c'è anche l'ebook del primo round.
(Comunque ci sono anch'io, in entrambe le stagioni!)

Stavo pensando che dovrei suggerirvi un libro natalizio. Il fatto è che uno lo starei leggendo, anche se non si può dire che mi stia convincendo. Si tratta di La bugia di Natale (Unholy Night, per gli anglofoni) di Seth Grahame-Smith, colui che ha "zombizzato la Austen". Non mi sta coinvolgendo particolarmente, perché l'idea sembrava divertente ma l'attuazione non lo è.
E non c'entra niente con Martin.

mercoledì 30 ottobre 2013

Cory Doctorow - Little Brother (o "X", che dir si voglia)

C'è chi sente parlare del datagate e sembra scoprire oggi l'esistenza dei servizi di intelligence, che non c'è nessun limite che impedisca di raccogliere informazioni su un leader alleato. Dick Cheney, ex vicepresidente dell'era Bush, rivela ciò che è "noto da tempo", ovvero che l'intelligence statunitense opera senza uno scopo, non sapendo "cosa potrà tornare utile" (rif). Per difendere la nazione dal terrorismo, ovviamente. L'organizzazione deputata a ciò si chiama NSA - Agenzia per la Sicurezza Nazionale. Nonostante si spettacolarizzi il fatto che il cellulare della Merkel venga intercettato, tuttavia, non si parla molto dell'altro problema, che non sembra preoccupare i nostri governanti: che anche gli altri milioni di internauti si trovano nella medesima situazione!
... Il che è abbastanza coerente con lo sviluppo dei calcolatori elettronici, se vogliamo, visto che un primo, grande sviluppo all'informatica fu dato dall'urgenza di decrittare le trasmissioni naziste in piena la II Guerra Mondiale!
Così, dato che l'argomento sembra interessare, ho deciso di ripescare e proporvi una recensione scritta a suo tempo per Il Futuro è Tornato.


Cory Doctorow - Little Brother


Sinossi

(dal sito dell'autore)

Marcus, a.k.a “w1n5t0n,” is only seventeen years old, but he figures he already knows how the system works–and how to work the system. Smart, fast, and wise to the ways of the networked world, he has no trouble outwitting his high school’s intrusive but clumsy surveillance systems.
But his whole world changes when he and his friends find themselves caught in the aftermath of a major terrorist attack on San Francisco. In the wrong place at the wrong time, Marcus and his crew are apprehended by the Department of Homeland Security and whisked away to a secret prison where they’re mercilessly interrogated for days.
When the DHS finally releases them, Marcus discovers that his city has become a police state where every citizen is treated like a potential terrorist. He knows that no one will believe his story, which leaves him only one option: to take down the DHS himself.

lunedì 14 ottobre 2013

Alia, l'arcipelago del fantastico

Fotografia di craigletourneau

Dovrei presentarvi in poche righe cos'è Alia - L'arcipelago del fantastico, come (e quando) ne sono venuto a conoscenza e per quale ragione, se mi sentivo in dovere di parlarne, mi sono sempre limitato a citarla qua e là, in modo vago e distratto. Spero di riuscire a dare senso a tutte queste cose.

Inizierei dal nome. Alia, che ritengo essere un nominativo plurale neutro dell'aggettivo latino alius, alia, aliud, si può tradurre con "le altre cose" o "le cose diverse". È un buon nome, per una serie di pubblicazioni antologiche di racconti fantastici. Rende bene l'idea del varco, di quella rottura da cui può entrare qualcosa di estraneo a ciò che consideriamo reale. Alius è la parola da cui deriva "alieno", non a caso uno dei topoi* più diffusi nella fantascienza.

Alia, dicevo, è una raccolta di racconti. Ne sono usciti sei volumi, di cui alcuni suddivisi in più parti secondo il criterio della provenienza geografica dei racconti: Italia, anglosfera ed estremo oriente. Delle tre è forse l'ultima a stupire maggiormente. Alia 5 - Sol Levante, per esempio, contiene una selezione di racconti giapponesi, mentre in Alia 6 (volume unico) sono pervenuti anche autori di Cina e Singapore. Devo dire che non capita tutti i giorni di avere l'opportunità di leggere, tradotti, autori così distanti da noi, sia nello spazio che culturalmente. Leggere storie scritte dall'altro capo della Via della Seta è come scoprire lentamente uno scrigno antico, anche se gli autori sono contemporanei, e i tesori valgono sicuramente lo sforzo di costruire un ponte là dove la difficoltà di comprensione è maggiore.

venerdì 27 settembre 2013

Il Grande Tempo di Fritz Leiber

Facciamo uno sforzo di immaginazione. Una rappresentazione teatrale. L'opera è un atto unico ed è ambientata in un locale che chiameremo Stazione di Recupero. Protagonisti sono i gestori del locale, fra cui il direttore, il pianista e le intrattenitrici, e alcuni avventori. Costoro sono soldati di ritorno dal fronte, hanno a stento riportato a casa la pellaccia e hanno un bisogno matto di rilassarsi e lavare via la fatica e tutta l'adrenalina e la rabbia accumulate. E di un guanto destro. Tutti, soldati e personale del locale, sono al servizio di una fazione, quella dei Ragni, che contende ai Serpenti il controllo dell'universo. La disfatta da cui sono reduci è solo una battaglia nello scenario di una guerra per il controllo della realtà: la Guerra del Cambio. Il campo di battaglia è tutta la storia dell'umanità e di tutti i mondi abitati dell'universo.

La situazione si aggrava all'ingresso in scena di altri tre soldati, due dei quali di origine extraterrestre, di ritorno da un'altra epoca (e da un'altra sconfitta). Anche se l'arrivo è imprevisto, il direttore li accoglie al meglio delle possibilità del locale. Solo che i tre hanno trasportato un bagaglio scomodo: una piccola testata nucleare. L'arma atomica esercita sui protagonisti il suo fascino terribile, causando non meno timore di quanto potesse farlo nel 1958, anno di pubblicazione del romanzo. L'arma è all'interno di un baule decorato, protetto da una combinazione, predisposta per l'intervento in una nuova campagna militare. Tutto sotto controllo, sembrerebbe, se non fosse che, a seguito di un'imprevedibile sequenza di eventi, qualcuno decide di armarla.
Nel giro di pochi minuti la situazione promette di diventare esplosiva.

mercoledì 18 settembre 2013

3Narratori - racconti scelti

L'ebook del contest 3Narratori è finalmente disponibile per il download gratuito, nei formati per ePub e per Kindle.
I link sono in fondo alla pagina.
Per chi non è allergico ai preamboli, lasciate che lo presenti.


Il contest si è ufficialmente concluso il 6 maggio di quest'anno, con la proclamazione dei vincitori. Nel corso di questi mesi, tra impegni di vario tipo, io e le mie due collaboratrici ci siamo impegnati nelle varie fasi di editing e realizzazione materiale del libro. Di quest'ultima mi sono occupato personalmente, per cui, se qualcosa non va, potete prendervela con il sottoscritto. Se invece i racconti vi sono piaciuti, il merito è ovviamente di chi li ha scritti.

L'elenco completo dei racconti è il seguente:
  1. Pochi anni scelti della mia vita, di Alessandro Madeddu
  2. Re della notte, di Moreno Pavanello
  3. Derowen, di Maria Cristina Robb
  4. Denocciolati, di Marco Migliori
  5. Lezione di botanica, di Alessandro Forlani
  6. La Locanda, di Mauro Ruggieri
Gli ultimi tre sono una sorpresa per tutti coloro che non erano coinvolti nella fase di selezione. Credo che sia una bella selezione, ma da organizzatore e curatore è un po' difficile essere obiettivo!
Spero vi divertiate, come ci siamo divertiti noi a leggerli.

La copertina è stata realizzata da Paola Cocchetto, giovane artista che ho conosciuto grazie al suo blog IllustrArt. La copertina, che potete ammirare anche nel suo aspetto originario, raffigura tre immagini tratte dai racconti.
Ma questo potete vederlo solo scaricando il libro.

Scarica subito l'ebook in formato ePub!

Se cercate una versione compatibile con il Kindle, ne parlo sotto.
L'ebook è distribuito gratuitamente con una licenza Creative Commons, i dettagli all'interno.
Auguro a tutti una buona lettura.

L'ebook è presente su GoodReads!


lunedì 1 luglio 2013

Il caso Jane Eyre

Questo libro mi è stato consigliato durante una manifestazione studentesca da una cara amica, pertanto dedico a lei questa recensione.
A lei i miei più sentiti ringraziamenti.

Trama

(Dal sito dell'editore)

C'è un 1985 diverso: i libri sono il bene più prezioso, il tempo tende a flettersi all'improvviso e i confini tra realtà e fantasia sono molto morbidi. 
È il mondo di Thursday Next, trentaseienne dolce e coraggiosa, di professione Detective Letteraria.
Thursday ha le sue ombre: non riesce a dimenticare il fratello Anton, caduto in Crimea (dove la guerra non è mai finita) e rimpiange un amore perduto. Ma è una donna piena di risorse. Fa bene il suo lavoro; la rallegrano gli incontri fortuiti con il padre, disertore della CronoGuardia, e le visite al laboratorio del vecchio e stravagante zio Mycroft.
Zio Mycroft è un inventore, affascinato dall'elasticità del tempo, dello spazio, della realtà. Dopo lunghi esperimenti, ha trovato la chiave per entrare e uscire (fisicamente!) da un'opera letteraria.
Ma l'invenzione cade nelle mani sbagliate. 
Acheron Hades, criminale diabolico, il terzo uomo più ricercato del pianeta, se ne appropria. Sottrae il manoscritto di Jane Eyre dalla casa natale di Charlotte Brontë, piomba nel romanzo sul più bello e rapisce la povera Jane Eyre in camicia da notte. Poi chiede un riscatto insostenibile... Milioni di fan di Charlotte Brontë sono disperati. Scende in campo Thursday Next. Le indagini la riportano a Swindon, dove vive il suo antico amore. Tra dilemmi sentimentali, pressioni della potentissima Goliath Corporation, sfide all'ultimo sangue con Acheron Hades... riuscirà a portare in salvo Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita?

lunedì 1 aprile 2013

Dune di Peter Berg (2009)

USA, colore, 152 minuti
Regia: Peter Berg
Sceneggiatura:

"Senza Dune, guerre stellari non sarebbe mai esistito."
(George Lucas)

Senza Guerre Stellari, questo Dune non sarebbe mai esistito. Peter Berg, già noto per aver partecipato, come attore e direttore, in molti film d'azione, non ha mai negato l'intento di fare del caolavoro di Herbert quello che Lucas fece nel '77. Perché in Dune ha visto le potenzialità per molta azione, avventura e anche divertimento. Era noto fin dall'inizio che il risultato si sarebbe discostato moltissimo dalla precedente trasposizione di David Lynch del 1984, che pochi esiterebbero a definire "visionaria". Il timore era che Berg volesse tagliare senza pietà al fine di ottenere un maggior riscontro al botteghino.


È innegabile che ci sia stato un lavoro di forte semplificazione. La vittima più importante è la CHOAM, la corporazione mercantile le cui quote sono nel libro suddivise fra i tre pilastri dell'impero: la Gilda Spaziale, il Lansraad, la "corte" costituita dai feudatari, e l'Imperatore stesso. La CHOAM è assorbita nella Gilda Mercantile, che si occupa quindi anche dei trasporti. È la Gilda, di fatto, a guidare l'Imperatore Shaddam IV (interpretato dall'ottimo Chow Yun-Fat) nelle sue scelte e a voler distruggere il casato Atreides, colpevole di aver sviluppato una tecnica di volo indipendente dalla spezia.

giovedì 21 febbraio 2013

FERRO SETTE di Francesco Troccoli

Dato che il sottoscritto si è preso un bel raffreddore, vi beccate quello che era pensato come terzo post in scaletta. La recensione. Il libro in questione l'avevo già recensito per Il futuro è tornato ed è qui riproposto senza modifiche significative. Sono molto legato a questa recensione perché è stata per me un giro di boa, la mia prima recensione seria che andasse oltre il semplice assemblaggio di impressioni, paragrafo dopo paragrafo. Aggiungo ancora che oltre alla recensione sullo stesso blog ho curato l'intervista a Francesco Troccoli, che non copio per varie ragioni ma potete leggere su questa pagina.


Futuro remoto: l’umanità ha smarrito le basi della sua stessa natura. Due vecchi commilitoni si ritrovano, ma nemici. Il primo, Tobruk Ramarren, è una ignara pedina di un potere occulto; il secondo, seguendo un’antica intuizione, si ribella a quella che sembra l’unica vita possibile. Nelle viscere di un piccolo pianeta minerario ai confini dell’Alleanza il protagonista s’imbatterà in una sorprendente comunità di reietti, custodi del segreto che li rende liberi. Lo scontro tra i Dominatori e lo sparuto gruppo di rivoluzionari è inevitabile, così come la sorpresa di Tobruk Ramarren di fronte alla scoperta che gli cambierà la vita.

(Dal sito dell'editore.)

* * *

Uno dei commenti che personalmente mi ha sempre dato fastidio è: “non è semplice fantascienza”. Come se un libro (o film) di fantascienza non potesse contenere qualcosa più di esplosioni e lucine colorate, qualcosa su cui riflettere. Esiste, in altre parole, una tendenza diffusa a considerare il fantastico un genere di evasione pura, assai lontano da tematiche serie e attuali.

FERRO SETTE, romanzo d’esordio di Francesco Troccoli, è uno di quei libri che suscitano questo genere di commenti. FERRO SETTE è anche il libro di un appassionato di fantascienza, passione che traspare da citazioni e ammiccamenti ad altre opere sparse lungo la storia, come il cognome del protagonista, Ramarren, preso in prestito da un romanzo della Le Guin.

lunedì 7 gennaio 2013

Cyberiade di Stanislaw Lem

Non conoscevo Lem prima di Cyberiade. Conoscevo la sua opera più famosa, Solaris, ma solo grazie al film che l'ha resa tale*. È quindi con animo contrito e in cerca di redenzione che mi sono avvicinato a questo bel libro dalla copertina nera...
... ed è anche la ragione per cui mi è stato difficile scrivere questa - chiamiamola così - recensione. L'avevo promessa in qualche momento di Dicembre, già rimandata, e alla fine ne ho scritta un'altra.
Spero che vada bene comunque.

Ulteriore premessa.
Stanislaw Lem nacque nel 1921 in Polonia. La fantascienza, per come l'ho conosciuta fin da piccolo, è stata scritta in inglese, pubblicata su riviste americane e giunta a noi in traduzione. Oltre a Lem, l'unico altro autore di origine slava che conosca è Asimov. Ma Asimov, di un anno più giovane, emigra negli Stati Uniti alla veneranda età di tre anni. Non sapevo quindi cosa aspettarmi da questo libro, soprattutto dopo aver letto una recensione (della cara Nereia) che parla di un libro che con Solaris sembrava aver poco a che spartire!


Un universo sospeso fra tecnologia e fiaba

Cyberiade è una raccolta di racconti, che ripercorre le principali "fatiche" di due inventori, Trurl e Klapaucius. Trurl è protagonista della maggior parte, mentre il secondo oscilla tra l'eterno scetticismo nei confronti del collega e l'invidia. Prima di partire, però, lasciamo parlare l'autore e ci leggiamo l'incipit: "Un giorno Trurl il costruttore montò una macchina in grado di creare tutto quello che cominciava per N".

Fin dalle prime righe, capiamo che il tono è fiabesco, poco rigoroso dal punto di vista scientifico ma molto ricco di inventiva. I due protagonisti sono, appunto, degli inventori, e per tutto il libro costruiscono macchine per risolvere problemi, propri e altrui, arricchendosi in denaro e notorietà. L'universo di Cyberiade è ricco di bizzarrie, a cominciare dai suoi abitanti. Ci sono re e principesse, cavalieri, pirati e forze di polizia, fantasmi e demoni. Insomma, una miriade di occasioni per provare l'ingegno di Trurl e Klapaucius.

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