venerdì 30 ottobre 2015

L'Argonauta va al Lucca Comics 2015

Fine ottobre. Tempo di morti, streghe e santi. Tempo di fumetti e giochi, al Lucca Comics & Games, fiera che ogni anno riempie la bellissima cittadina medievale di schiamazzi e colori. Riempie? La invade, piuttosto! E come gli scorsi anni, da affezionato frequentatore, sarò uno dei molti invasori, insieme a Romina Tamerici (che ne ha parlato qui) e speranzoso di incontrare altri amici.

Qualcuno di voi ci sarà?
Come al solito, sarei contento di incontrare chiunque volesse palesarsi. I limiti sono i soliti: limitato accesso a internet e cellulare che salta ogni due per tre. Se però voleste contattarmi, faremo il possibile!
Per quanto mi riguarda, sarò lì sabato e domenica, anche se il sabato sarà parzialmente occupato da un paio di educational, quello di Aislinn e Luca Tarenzi sulla questione di genere nel fantasy e quello di Sapkowski su... be', è Sapkowski e tanto mi basta! Domenica invece sarò più libero ma relativamente, perché sarò conteso da due possenti forze: il desiderio di acquistare e il freno del risparmio.
Vedremo poi cosa ne sarà.

A chi ci andrà ma non riuscirò a incontrare, auguro preventivamente una buona Lucca*!

Siamo davvero pronti a ciò?

giovedì 22 ottobre 2015

Una nuova video recensione "fumettosa"

Già, l'abbiamo rifatto. Una settimana fa, a dire il vero, ma la convinzione di uscire con un altro post, nel frattempo, era così ferma che ho ritardato fino a oggi il reblog dal Pozzo della nuova video recensione curata da me e Romina Tamerici.
Ebbene, eccolo qui.

I racconti dell'era del Cobra di Enrique Fernández, edito da Tunué, non è un capolavoro o un caposaldo della storia della letteratura, ma una lettura leggera su cui almeno uno dei recensori ha una buona opinione. Vi devo proprio dire chi? Anzi, a parer mio è anche originale nel modo in cui l'intreccio, da Mille e una Notte, si risolve con un exploit a dir poco... teatrale! Questi racconti affrontano un argomento difficile (come potere e arte influenzino l'uomo e la società) in modo assai gradevole, grazie a un paio di personaggi davvero memorabili, per cui io lo promuovo (Romina no).

... e non perdetevi il nostro gatto, Conan, che anche qui fa capolino, come una star!

Buona visione.
(Comunque siamo alla quinta puntata!)


lunedì 21 settembre 2015

Il Cavaliere lucente, un mini-racconto

Chiamarlo racconto è forse eccessivo, ma rientra nelle 300 parole limite. Ha infatti partecipato al concorso di compleanno del blog Romina Tamerici, senza piazzarsi negli agognati (!) primi posti. L'idea nasce da una bozza seminascosta, shiny, che ho rielaborato in maniera piuttosto frettolosa in chiave fiabesca. Mi sembra che il tenore generale ricordi un racconto natalizio apparso qualche anno fa sul blog, ma questo è comprensibilmente più da fine estate.

Vi lascio con l'invito a controllare sul blog di Romina quando usciranno i tre video, perché io stesso ero rimasto piacevolmente stupito ascoltando la sua lettura del mio Regina della notte.


Il Cavaliere lucente


Molto tempo fa, in una lontana provincia viveva un Cavaliere lucente. Tutti i sudditi lo ammiravano. Il Re, un giorno, decise di dargli in sposa l'unica figlia. La sola persona a rattristarsi fu proprio la Principessa, che a chiunque glielo domandasse rispondeva che non ne voleva sapere nulla di un uomo la cui unica qualità fosse la lucentezza. Non potendo sopportare quel visino triste, il Re invitò il Cavaliere nella capitale.
Tuttavia egli non rispose alla convocazione.
Fra il popolino dilagò lo sconforto. Il Re, abituato a essere obbedito, si addolorò molto per non poter dare ai sudditi ciò che chiedevano. Aspettò qualche stagione e al termine della stagione della caccia gli mandò un nuovo invito.
Ma il Cavaliere non si mosse dal suo castello.
Il Re, infuriato, decise quindi di muovere guerra al proprio vassallo; chiamò a sé i sudditi più valorosi e armò un grande esercito, che mise in marcia verso quella lontana provincia. La sua tenera figlia, il cui cuore soffriva ogni giorno di più, era alla finestra mentre si allontanava, e pianse.
Si racconta che dalle lacrime di un'anima infranta siano nati i fiumi del Regno. È per questo che un menestrello quale io sono esita a bere dal comune boccale, tanto quanto io esiti a raccontare l'epilogo della storia.
Da quel giorno la Principessa visse in una torre angusta, bevendo solo l'acqua più pura e pregando ogni giorno per il ritorno del suo augusto padre. Ogni tanto udiva nuove dalla guerra ma nulla che la rallegrasse.
Alla fine il Re fece ritorno. Era nero in viso e nel cuore; in un carro aveva riposto l'armatura splendente, che si trascinava in casa come una maledizione.
“Ora sarà qui, la sola luce del Regno,” disse.
Non ci fu più allegria, nel Castello. Solo ricordi.

venerdì 18 settembre 2015

Intervista ad Alessandro Forlani

A volte ritornano, le interviste!
Oggi ho il piacere di presentarvi Alessandro Forlani, autore di Eleanor Cole delle Galassie Orientali. Durante la lettura del romanzo, e credo si intuisse nella recensione della scorsa settimana, mi sono sorte alcune domande che, fortunatamente, sono riuscito a rivolgere all'autore. Si trovano lì nel mezzo.
Spero di offrirvi una buona chiacchierata.

Ciao Alessandro, benvenuto sul blog! Vuoi presentarci brevemente l'autore di Eleanor Cole?

Sono nato a Pesaro, dove vivo, nel 1972. Laureato in lettere moderne, mi sono poi specializzato in sceneggiatura e scrittura creativa, materie che insegno ormai da dodici anni all'accademia di belle arti di Macerata e presso vari istituti privati. Pratico la narrativa da prima dell'attività accademica; di recente ho avviato collaborazioni con editori di boardgame e videogiochi. Attualmente pubblico con Imperium e Delos. Nel tempo libero mi dedico a giochi di ruolo e wargame, cinema, e leggo volentieri saggi di storia militare.

Quali sono i tuoi punti di riferimento, non necessariamente letterari, come scrittore e come lettore?

Devo ammettere che le mie letture e i miei studi (come autore) sono piuttosto disordinati, ovvero: scrivo horror e fantascienza ma guardo come modello a classici quali Alighieri, Landolfi, Eliot... ma quando ne ho bisogno torno anche a sfogliare autori come McNab o Bill King. Ho il culto di Lovecraft. Ho molti modelli cinematografici: Leone, Tarantino, Scorsese, Herzog... La saggistica è sempre una preziosissima fonte. Penso si debba imparare sempre e comunque da chi fa o ha fatto qualcosa meglio di te, fosse pure un solo paragrafo, a prescindere dalla cosiddetta “statura” letteraria o intellettuale di un autore. Se scopro e/o noto una tecnica letteraria e mi accorgo che funziona, la studio e mi ci esercito: complimenti a chiunque l'abbia elaborata e la pratichi meglio di me!

Parliamo del libro. L'universo di Eleanor Cole si presenta come una mescolanza di elementi moderni e retrò, oserei dire rinascimentali (o barocchi). Vuoi raccontarci come l'hai realizzato?

È un universo che possiede tecnologie prossime a quelle di Star Wars o Star Trek ma ha un gusto e una sensibilità barocca. Pensavo esattamente all'estetica e alla civiltà del XVII-XVIII secolo quando l'ho scritto: sono periodi storici che mi hanno sempre affascinato, sotto tutti gli aspetti: la musica, la moda, l'architettura, la condotta della guerra, la società che si esprime per esempio nel teatro di Moliere, di Goldoni e nelle opere di Mozart e Lorenzo da Ponte. Mentre lo elaboravo temevo che qualcuno ci potesse vedere troppo Capitan Harlock di Matsumoto o degli eccessi barocchi di Warhammer 40.000 (che pure sono due modelli che mi influenzano dall'infanzia e adolescenza), ma nessun lettore si è espresso in questo senso, e spero significhi che sono riuscito a creare un mondo abbastanza originale. Qualcuno l'ha immaginato steampunk: poiché scrivo anche racconti di questo genere l'ho trovato strano, perché gli elementi caratterizzanti sono molto diversi.

Con Edizioni Imperium hai pubblicato anche tre manualetti di scrittura, uno dei quali proprio sul world building. Qual è il rapporto tra il Forlani scrittore e l'insegnante?

In seguito a vicende accademiche e personali recenti, mi sono accorto di insegnare più da scrittore che da ("semplicemente") docente universitario, e ritengo sia un bene. Mi rendo conto che – per esempio insegnando a fare editing – io stesso miglioro di volta in volta nell'editing; correggendo errori o ingenuità dei miei studenti affino la mia stessa tecnica. C'è sempre di mezzo una cattedra, e quindi non sarà mai un rapporto "alla pari" come ad alcuni docenti piace favoleggiare, ma lo spirito è quello – appunto – dei tre prontuari Imperium che hai citato: una chiacchierata fra onesti artigiani della narrativa.

Come in altri tuoi lavori, non manca in Eleanor Cole la critica sociale (e di costume). Cosa accomuna o separa il negromante Sarastro dai nobili a capo delle multinazionali del futuro?

Non voglio "spoilerare", ma... chi ha letto il romanzo si sarà accorto di un episodio, verso il finale, che credo risponda in modo abbastanza esplicito a questa domanda. Le due espressioni del Male presenti in Eleanor Cole perseguono lo stesso scopo; per loro intrinseca natura tuttavia si negano a vicenda (c'è un breve monologo della co-protagonista, Delfina, in cui ho spiegato perché)... fino a quando non decidono di superare certi limiti morali e naturali...

Quali sono i tuoi progetti futuri? Leggeremo altre avventure di Eleanor Cole?

Una è già stata pubblicata e disponibile presso Delos (collana Robotica): Sonno Verde; un racconto lungo in cui la nostra antropologa spaziale ha a che fare con una comunità umana misteriosamente connessa alla vegetazione di un remoto pianeta. Si tratta di un personaggio e un universo che credo si prestino bene alla serialità, e ad Eleanor mi sono affezionato. Quindi... è molto probabile!
A breve (dovrebbe essere per ottobre) pubblicherò sempre per Delos un nuovo romanzo, questa volta steampunk. Per ora non aggiungo altro: è un lavoro cui tengo molto e vorrei parlarne diffusamente a tempo debito.
Spero inoltre di presentare entro poche settimane il primo di una serie di game-e.book che mi hanno commissionato: è il mio secondo passo nell'editoria del gioco dopo Kingsport Festival della Stratelibri/Sir Chester Cobblepot.

Ringraziandoti per la disponibilità, ti lascio uno spazio per aggiungere qualcosa per i lettori del blog.

Nulla da aggiungere. Grazie a te!

mercoledì 9 settembre 2015

"Eleanor Cole delle Galassie Orientali" di Alessandro Forlani

Tra i libri che attendevo quest'anno c'era Eleanor Cole delle Galassie Orientali, di Alessandro Forlani. Chi seguiva Argonauta Xeno lo ha già incontrato, dato che avevo già segnalato I Senza-tempo (premio Urania 2011) e All'inferno Savoia!, una raccolta di racconti steampunk all'italiana (ma senza spaghetti). Di Forlani avevo molto apprezzato la critica sociale presente nel suo romanzo, così come il recupero di vocaboli caduti in disuso nell'italiano contemporaneo. Non è raro che uno dei suoi personaggi chachinni, per esempio, o schifi, anziché dire qualcosa, ma su questo aspetto torneremo in seguito. Eleanor Cole è il suo romanzo più recente, ultimo di una serie di pubblicazioni, tra raccolte di racconti e prontuari di scrittura, uscite per Edizioni Imperium.

Eleanor Cole è un romanzo di fantascienza. Nel XXVII secolo, l'umanità ha ormai raggiunto le stelle e la sua espansione è guidata non dai governi terrestri o confederazioni interplanetarie, ma da alcune compagnie commerciali costruite sul modello delle antiche Compagnie delle Indie. A capo delle compagnie siedono pochi oligarchi, che sono i discendenti degli amministratori delle multinazionali del nostro presente. È quindi in un contesto di neo mercantilismo che l'umanità ha colonizzato altri mondi: prima lo sfruttamento minerario, poi quello commerciale degli insediamenti.

C'è però un secondo pilastro su cui poggia la Compagnia delle Galassie Orientali, il cui motto è, per l'appunto, Umanità e Commercio. A occuparsene, sul pianeta Ammit, è l'antropologa Eleanor Cole, che crede fermamente nell'importanza di non lasciarla a spasso, l'umanità. Inutile dire che non tutti la pensano come lei. Tuttavia, proprio lei sarà protagonista di un avvenimento straordinario, quando durante la cerimonia di commerce-forming su Ammit una forza antica e misteriosa ma ben nota a chi ha seguito i suoi studi: la magia. Sarà il negromante Sarastro, proveniente da un lontano passato, a portare scompiglio sul pianeta minerario... e minacciare nuovamente la galassia!

mercoledì 19 agosto 2015

Nuova videorecensione e futuro del blog (forse)

Come già sapete se seguite Il Pozzo, è uscita la nuova puntata della rubrica co-prodotta dal sottoscritto e Romina Tamerici, Un libro in due.

Il quarto ospite della rubrica è James M. Barrie, con il suo romanzo Peter e Wendy e il racconto in cui Peter Pan muove – letteralmente! – i suoi primi passi. In qualche modo mi sembra di essere nuovamente saltato sulla strada di mattoni gialli che avevo iniziato a percorrere in un remoto passato, perché questa volta (ri)scopriamo uno dei classici del fantastico del secolo scorso. Pochi l’hanno letto, molti hanno visto il film della Disney o lo riconoscono per le sue comparsate qua e là… Once upon a time? E così, proprio per rintracciare il personaggio originale, ci è balenata l’idea di leggere l’opera di Barrie, in una comoda edizione che raccogliesse più o meno tutto quello che c’è da leggere su di lui.

I pirati ci sono, con il loro Capitan Uncino.
Il coccodrillo anche.
Ci sono pure i pellerossa, eterni dimenticati, che nel film della Disney non mi ricordavo affatto.
C’è anche la spiegazione su come nascono i bambini!

Ma questo già lo sapevate, per cui non vi resta che guardarvi il video.


Per quanto riguarda il futuro di questo spazio, non nego una certa esitazione a sbilanciarmi, non tanto perché non ci abbia ragionato lungamente, quanto perché poi mi sentirei in obbligo di attuare ciò che ho proposto e sentirei il peso di reggere non uno, ma due blog. Allo stesso tempo, ho più volte espresso il desiderio di non lasciare morire questo spazio, a cui sono ancora molto legato, ma di ravvivarlo con contenuti che siano diversi dal principale, e più personali.
Nell'ordine, ho pensato a varie possibilità:
  • Luoghi che ho visitato, come nel post sul castello di Devín;
  • Appunti su ciò che sto scrivendo (quando mi capita di farlo), con le divagazioni del caso;
  • Riflessioni personali non richieste;
  • Un mix (non ponderato) delle tre.
L'ultimo punto l'ho messo più per altro perché è qualcosa che a volte mi è capitato di intervenire in passato. Qualche volta l'ho fatto su argomenti scientifici, o legati alle libertà digitali, altre volte sono andato più a ruota libera. Per esempio, come avete vissuto l'obbligo di una maggiore trasparenza introdotto dalla cosiddetta cookie law?

Di appunti sulla scrittura ogni tanto ne sono comparsi e mi è capitato persino di proporre brevi racconti... forse potrei riprovare, magari con qualcosa di più articolato? Ho un racconto di una decina di pagine che potrei distribuire come freeBook, per esempio, giusto per tenermi in allenamento.
Cosa dite? Prima forse dovrei impegnarmi di più e concludere il Libro delle ombre?

Infine, i viaggi. L'argonauta non è un gran viaggiatore, lo confesso, ma qualche bel posticino mi è capitato di vederlo, magari poco conosciuto. Un paio di idee ce le ho, e magari potrei mutuare un post sui musei delle culture extra-europee.


Insomma, mi piacerebbe chiedervi cosa ne pensate, se c'è qualcosa che vi piacerebbe (tornare a) leggere su  questo blog.
Mi raccomando, non siate timidi!

venerdì 10 luglio 2015

Tempura di tempura con condimento di lezioni di vita

Lo so, lo so: è passato tantissimo tempo dal mio precedente post di Avventure ai fornelli.
Mi dispiace, ma ero troppo impegnata a fare mille cose, tra le quali cucinare! Ho tante nuove avventure da raccontarvi, ma il bello di questa rubrica aperiodica è che potrebbero passare dei secoli tra una e l'altra, quindi godetevi quella di oggi: sarà molto profonda!

Tempura di tempura con condimento di lezioni di vita



Cibo giapponese – tofu – schifo – tempura – verdura – zucca.
Ecco, più o meno comincia tutto così, per associazioni di idee partorite da una mente che associa la cucina al riciclo creativo degli avanzi. Provo a essere un pochino più chiara...
Qualche giorno prima avevamo mangiato al giapponese, c'era del tofu avanzato in frigorifero e, si sa, il tofu da solo
fa schifonon è il massimo. Avevo sentito parlare della tempura di tofu (o me l'ero immaginata?), mentre io di solito la mangio con le verdure. E nel congelatore c'era della zucca da consumare.
Queste le premesse... ma torniamo alla ricetta.

"Oggi tempura di tofu e zucca!"
Dichiarazione perentoria di cui finirò per pentirmi. Presto.

In un attimo trovo su internet la ricetta per fare la tempura (Giallo Zafferano è, come sempre, la mia garanzia). Subito però mi trovo davanti un ostacolo: non ho l'acqua frizzante. E senza acqua frizzante niente tempura.
Che delusione!
Prima lezione di vita di questa ricetta: Prima di decidere cosa fare, assicurati sempre di poterlo fare, evita la frustrazione.

martedì 7 luglio 2015

Video recensioni e progetti, vecchi e nuovi

Come di consueto, mi ricordo ogni tanto di aggiornare la mia vecchia bacheca. Ecco dunque il terzo episodio della rubrica di video recensioni curata da me e Romina Tamerici, con un libro che eccezionalmente è piaciuto a entrambi: La principessa sposa di William Goldman.

(Fate attenzione, perché da dietro le quinte farà la sua comparsa un pestifero figuro.)


Insieme al libro abbiamo anche voluto parlare del film, come già accaduto con Amy Foster di Conrad. Mi è subito piaciuta l'idea di aprire aprire al cinema nuovamente e credo che la recensione di Shintaro Kago, da buon pilota, rimarrà l'unica ristretta a un solo oggetto.

Insomma, continuate a seguire i nostri giudizi equanimi!

Passando ad altro, si è da poco concluso un periodo prosciugante, lavorativamente parlando, in cui ho avuto poco tempo (e voglia) per aggiornare il Pozzo. Ora, calmate le acque, ho deciso di riprendere le fila del progetto 3Narratori, grazie all'inestimabile aiuto delle mie collaboratrici. Ho ultimato la prima revisione della cornice, attualmente sottoposta a un editing rigoroso, e pian piano finiremo di rivedere anche gli altri racconti. Mi piacerebbe uscire con la lieta novella a fine estate, ma la strada non è breve e mi limiterò a mostrare un cauto ottimismo.

Infine, si torna a parlare di scrittura. Ho terminato ad aprile il corso di scrittura organizzato dai ragazzi di Acheron e un po' ho ripreso a scrivere, complice anche il fatto che la partecipazione al corso aveva una forte componente motivazionale che non si è esaurita. Ho ripreso in mano un vecchio progetto che era rimasto mutilato (file cancellato, una brutta storia...) e la suddetta cornice. Non solo, mi sono finalmente deciso a riordinare alcune idee affastellate alla rinfusa e si può dire che abbia di nuovo iniziato una storia di più ampio respiro.

Si tratta di un urban fantasy ambientato nella mia città, con due protagonisti (uno tosto, l'altro più che altro tostato) e qualche mostricino, in cui mi divertirò a infilare inside jokes finché non mi stancherò e li estirperò tutti. Scherzo, eh! Al più ce ne saranno un paio, e un tenero ricordo di infanzia.

Insomma, se supero la soglia psicologica della ventina di pagine ne riparliamo.

Un saluto a tutti e alla prossima, qui o nel Pozzo!

_____



Questo post partecipa, una volta tanto, all’iniziativa Una parola al mese del blog di Romina.

La parola di luglio 2015 è equanime.

lunedì 29 giugno 2015

"Quando il Diavolo ti Accarezza" di Luca Tarenzi

Inizialmente ero scettico. Con angeli, goccioline di sangue e carezze nel titolo, questo libro sembrava uno dei tanti paranormal romance per cui onestamente non provo interesse. Poi sono cambiate un paio di cose: ho "conosciuto" Tarenzi con l'ottimo Godbreaker e Angelize di Aislinn mi ha mostrato come gli angeli possano essere amorevoli come una mazzata si denti. Così mi sono deciso, l'ho letto ed eccomi qui a parlarne.

Quando il Diavolo ti Accarezza è la storia di due ragazzi, Arioch e Lena. Il primo in realtà è un demone votato al compimento di un efferato assassinio, mentre lei è una normale ragazza, studentessa (e lavoratrice) al secondo anno di veterinaria. I due si incontrano in Piazza Duca d'Aosta a Milano, poco dopo l'evocazione, non esattamente sotto i migliori auspici poiché un angelo, in tutto il suo splendore, è in procinto di restituire Arioch alla polvere.

Chi ha voluto l'evocazione del demone lo scopriremo poco alla volta, mentre i due protagonisti si invischiano sempre più in un intrigo che coinvolge le alte sfere... letteralmente! Da quel poco che mi ricordo del Paradiso aristotelico-dantesco, Tarenzi mantiene il complesso sistema in cui i teologi si sono divertiti a inserire gli angeli. Gli angeli stessi sono esseri primordiali e istintivi, ma con un forte senso di appartenenza alla propria schiera. Occasionalmente quelli di rango inferiore scendono sulla terra, per svolgere i loro compiti, e così è il caso di quello che aspetta Arioch al varco, la cui missione è proteggere colei che il demone è vincolato a uccidere, in forza del patto di sangue che l'ha richiamato in terra.

mercoledì 27 maggio 2015

Angelize II di Aislinn


Se la lettura del primo Angelize mi aveva lasciato entusiasta, questo seguito ne è una conferma e la cosa non mi dovrebbe stupire, dato che i due libri sono stati inizialmente concepiti come un unico romanzo. Da qui nasce la principale difficoltà di questa recensione, poiché la storia prende inizio da dove eravamo rimasti e quindi c'è il rischio che scappino anticipazioni un po' antipatiche per chi non avesse letto il primo. Farò del mio meglio per evitarle.

Angelize era una storia con un inizio (ovviamente) e una fine che poteva anche essere conclusiva. Gli angeli ibridi, esseri umani ascesi alla condizione angelica per consentire ad alcuni angeli puri di rinascere uomini e in seguito risorti nei propri corpi, si erano guadagnati a duro prezzo il diritto alla sopravvivenza. Nell'epilogo, tuttavia, c'era un colpo di scena che preannunciava una svolta di non poco conto. Il sottotitolo di Angelize II è Lucifer, per cui non credo sia una sorpresa che Aislinn abbia deciso di mettere in scena proprio le macchinazioni dell'angelo caduto per eccellenza.

giovedì 14 maggio 2015

Video recensioni, corsi di scrittura e Salone del Libro 2015

Con un po' di ritardo*, segnalo anche qui l'uscita della seconda parte di Un Libro in Due, video rubrica a due voci realizzata con Romina Tamerici, in cui abbiamo recensito il racconto Amy Foster di Joseph Conrad e il film che ne è stato tratto, Lo Straniero che venne dal mare. Speriamo anche in questo caso di riuscire a strapparvi un sorriso.


Amy Foster a me è piaciuto (se non si fosse capito). C'è una prima metà che avrei assottigliato, ma solo perché la scrittura di Conrad è un po' vecchiotta e segue altri canoni. Ho scoperto però che il tema è ancora sorprendentemente attuale, perché i migranti si stanziano ma le migrazioni non finiscono mai, per cui… beh, se vi capita è una lettura abbastanza svelta.

Secondariamente, volevo segnalare che questo fine settimana sarò a Torino per il Salone Internazionale del Libro 2015. Quest'anno andrò un solo giorno, di venerdì, perché sabato e domenica vorrei visitare per bene una città in cui mi reco con una certa frequenza, senza però il tempo di vedere le sue bellezze. Anzi, ne approfitto: se qualche torinese ha consigli, consigli**!

Per quanto riguarda il Salone, sarò felice di incontrare chiunque voglia segnalare la sua presenza, anche solo per un caffè o simili. Giusto per dare una coordinata, pensavo di passare dall'aperitivo offerto da Iperborea e Ikea alle 18:30.

Ho da poco finito il corso di scrittura organizzato da Acheron, editore di cui avevo parlato nel primo post del mio nuovo blog. Con profitto, potrei dire, anche se non sono riuscito a terminare tutti e tre i racconti, ma scoprendo una straordinaria costanza nei giorni in cui riuscivo a dedicarmici. Una bella esperienza, con insegnanti d'eccezione (Adriano Barone, Luca Tarenzi, Aislinn e Davide Mana) per un corso molto valido (non si finisce mai di imparare), pieno di spunti di lettura e onesto. Si è anche formato un bel gruppo di studenti e...

… e ho un'ideuzza per una storia di un certo respiro, che vorrei mettere in cantiere. Se sono rose, come si suol dire, saranno mozzate e usate per disturbare dei clienti al bar.

Con questo è tutto, almeno per il momento.
A presto, qui o sul Pozzo!


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Per non perdervi le successive puntate, o essere anche solo avvisati per tempo, potete suggerire il mio nuovo blog Il Pozzo e lo Straniero o iscrivervi al canale Youtube (dove tanto pubblico solo questa rubrica).
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Già segnalati il rinnovato Museo Egizio (ma era ovvio), il Museo del Cinema e il Museo del Mondo Arabo (credo si chiami così).

martedì 3 marzo 2015

Cosa bolle nella pentola dell'Argonauta?

Verrebbe da chiedersi, innanzitutto, se l'Argonauta ce l'ha, una pentola. Avrei giurato di no, se poi non mi fossi trovato a pubblicare un post culinario su Il Pozzo e lo Straniero. Come diceva quel tale*, così va la vita...

Sono ormai due mesi e mezzo che ho trasferito l'attività sul nuovo blog. Oggi potrebbe addirittura (!) uscire un post in simultanea. O forse no. Non vi annoierò con lunghe disamine sui pro e i contro (ce ne sono) di questa scelta, perché nel complesso sono soddisfatto. Allo stesso tempo, sono rimasto legato a questo blog e, oltre a portare di là la figura dell'argonauta, come nick con il quale firmo i nuovi post, mi sono spesso chiesto se non valesse la pena di mantenere attivo questo spazio, magari per ospitare contenuti più personali, che di là ho scelto di limitare, pur restando alla polpa una pagina personale.

A proposito, avete visto che l'ho rifatto? Ho deciso di ri-metterci la faccia! Insieme a un'altro volto noto di questo isolato della blogosfera, Romina Tamerici, già autrice della suddetta rubrica culinaria, abbiamo realizzato una rubrica bimestrale di video recensioni. La prima vittima è stato un mangaka dal dubbio gusto per il nonsense, ma la prossima volta contiamo di leggere qualcosa di meritevole. Abbiamo chiamato questa rubrica Un libro in due e potete sorbirvi il primo episodio qui sotto.


La ospito sul mio canale Youtube, che finora avevo utilizzato in una sola occasione a fine didattico (nel senso che ero io lo studente). In inglese. Questa volta parlo in italiano e, con qualche aggiustatina, dovrebbe venirne una rubrica leggera e gradevole.

Questo mi ricorda che ormai, nel circondario, inizio a conoscere parecchi blogger, persone - non personaggi! - con cui trascorrere un pomeriggio piacevole, senza parlare necessariamente di fantasy e quant'altro, giusto per il gusto di conoscerli meglio. In passato ho sempre segnalato la mia partecipazione a fiere o affini**, perché ho sempre considerato il blog (i blog) come una piccola comunità, anche al di fuori dei temi trattati.

L'ultima novità è che ieri, senza che me lo aspettassi, lo Zio Nick di Nocturnia mi ha avvisato che ho ricevuto una segnalazione al Premio Italia, nella categoria "fan". Sono due voti che non cambiano la vita, ma anche questo, come altre piccole attestazioni di stima ricevute in passato, mi fa molto piacere e mi ripaga, emotivamente parlando, del tempo investito nella mia attività - amatoriale e in perdita - di blogger.

Varrebbe forse la pena di spendere due parole conclusive sul progetto 3Narratori - Il Libro delle ombre ma non sono sicuro di averne. La lavorazione dell'ebook è ferma. Io mi sono arenato sulla cornice, le revisioni non sono ancora ultimate. Purtroppo ce ne occupiamo a tempo perso e non sono sicuro, neanche a testi ultimati e pronti, di riuscire a impaginarlo in tempi brevi. Per lo stesso motivo ho zompato l'ipotetica edizione 2015, nonostante avessi un'idea. La priorità va al libro, ma non posso garantire che 3Narratori torni a breve a essere una priorità rispetto alle altre cose.

Però lo produrrò, fosse anche l'ultima cosa che faccio...

Sto seguendo un corso di scrittura. Un corso "vero", in presenza. Ho deciso di farlo per rivitalizzare la vena creativa, che soffriva di pressione bassa (quasi inesistente), e sta funzionando. Il corso è organizzato da Acheron Books, di cui ho parlato nel post inaugurale del nuovo blog. Tenuto da persone che conosco e stimo, spero così di riuscire a migliorare il mio Dao scribacchino. Per adesso sono molto soddisfatto del mio ruolo di adepto e sto davvero ricominciando a scrivere.

Con questo ho veramente chiuso.
Però ci risentiamo, anche se non so come o quando. Ci risentiamo.

____
*
Kurt Vonnegut, nel suo  Mattatoio n. 5.
**
A proposito, per i milanesi: chi va al Cartoomics?

mercoledì 28 gennaio 2015

Polpette agli avanzi di cous cous su fondo di avanzi avanzati

Comincia tutto per necessità: quando non vivi più con i genitori, se non cucini, non mangi. Semplice. La prima fase di assestamento è quella in cui la spesa prevede più semilavorati e prodotti finiti che ingredienti per cucinare... poi, pian piano, se glielo lasci fare, la cucina ti conquista, ti appassiona, ti cambia.Dove prima stavano buste di minestrone precotto e snack per ogni occasione, pian piano compaiono stampi per dolci e attrezzi da cucina. È l'inizio della fine: è ciò che ti trasforma da una persona che cucina per obbligo a un piccolo ma appassionatissimo chef.

La cosa rimane sotto controllo almeno finché cucini solo per te, ma se hai qualcuno per cui cucinare... be', a quel punto è semplicemente un delirio: di lì a poco scatta l'arte della cucina improvvisata e riciclata, della creatività culinaria, della sperimentazione più folle... da questi momenti di vita ai fornelli, nascono questi brevi racconti che spero vi regalino un sorriso e un po' di voglia di cucinare!



Polpette agli avanzi di cous cous su fondo di avanzi avanzati


«Oggi, faccio il cous cous con carote e piselli».
«Va bene».
L'ignara creatura nemmeno può prevedere che il siffatto cous cous sarà prodotto in quantità tali che due persone mai potranno consumare.

giovedì 8 gennaio 2015

Je suis Charlie


Questa l'immagine che campeggia sul sito della nota rivista satirica francese, nota soprattutto, oggi, per la sparatoria avvenuta nella sua sede e la morte di alcuni autori.
Potete leggere approfondimenti più o meno ovunque, mi premeva solo partecipare a questa testimonianza.


PS
Suggerisco un importante spunto di riflessione pubblicato su Wired, su questa campagna e sul reale supporto alla libertà di espressione.


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