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giovedì 1 dicembre 2016

Video recensione di “Mille Tempeste” di Tony Sandoval

Ed ecco* a voi, con enorme ritardo, l'undicesimo episodio di Un libro in due, la rubrica a due voci ideata insieme a Romina Tamerici (che ne ha parlato sul suo blog qualche giorno fa), una sorta di sit-com letteraria in cui recensiamo, in maniera un po’ diversa da quella a cui magari siete abituati, libri letti da entrambi.

In questa puntata parliamo di un libro del fumettista e illustratore Tony Sandoval, Mille Tempeste, edito da Tunué. Sandoval è uno degli autori che seguo con una certa regolarità, poiché adoro il modo in cui riesce a infondere la materia dei suoi viaggi onirici nei suoi acquerelli. E perché è un simpatico metallaro che scrive di morte e sofferenza (non solo, ovviamente) e lo fa in maniera magistrale. Quest'opera, a dire il vero, l'ho trovata un po' sottotono, ma se vi è piaciuto Watersnakes non esitate a fiondarvici.

Vi lascio quindi alla nostra video recensione, ricordandovi che è possibile esprimere un voto qui, sotto il post di Romina o su Youtube (dal video). Il prossimo libro lo sceglierete voi! Purtroppo ci ho messo un’eternità doppia a scrivere questo post di due righe, per cui spero che abbiate già espresso la vostra preferenza.

Buona visione!



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* Sì, nuovi post verranno. E spero anche di trovare il tempo di ultimare la migrazione di quanto c'era sul Pozzo...

lunedì 14 marzo 2016

Uomini d'acciaio, intellettuali e supercattivi

Il 2016 sarà l'anno dei supereroi che se le danno di santa ragione. Fra pochi giorni uscirà Batman v Superman, mentre a maggio sarà il turno di Captain America - Civil War. Se da una parte penso che i due supereroi DC abbiano raggiunto da decenni il rango di icone pop e, nonostante le molteplici metamorfosi sulla carta e sul grande schermo, suscitino un enorme interesse per il solo fatto di vederli in un unico film, dall'altra la Disney/Marvel ci ha abituati negli ultimi anni a un universo cinematografico (il Marvel Cinematic Universe o MCU) sempre più interconnesso e ricco, tanto che è difficile prevedere quale dei due andrà meglio. C'è chi dice che il vero fenomeno sia invece Deadpool, un prodotto a costo relativamente basso che punta più sul lato divertente dei fumetti, anziché questi kolossal fin troppo ridondanti. Non è un mistero tuttavia che l'MCU sia costruito sui grassi introiti di un pubblico che non sembra averne abbastanza, di supereroi. Ma non è dei film americani che vorrei parlare, poiché l'uscita che mi ha colpito di più, in questo 2016, è un film italiano: Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti.


Lo chiamavano Jeeg Robot è ambientato in Italia. Nella capitale, per la precisione. Enzo Ceccotti è un ladruncolo di Tor Bella Monica, ridotto a vivacchiare grazie a piccoli crimini, che grazie a una contaminazione da manuale si ritrova dotato di superpoteri: diviene fortissimo e in grado di rigenerarsi molto rapidamente. Il primo istinto tuttavia lo porta a rapinare una banca, in modo rocambolesco e molto poco eroico, segno che probabilmente non basta un grande potere per accendere in un uomo ormai non più giovane la consapevolezza di avere una grande responsabilità (ammesso poi che in un adolescente sia più facile). Enzo così continuerebbe a vivere alla giornata, se non fosse che incontra Alessia, figlia del suo ultimo "datore di lavoro", ossessionata dall'anime di Go Nagai Jeeg Robot, di cui vede in Enzo il protagonista Hiroshi Shiba. Come se non bastasse, il padre di Alessia era coinvolto in un'operazione malavitosa tra un clan camorrista e un piccolo boss locale, lo Zingaro, e ci vorrà poco affinché la situazione di Enzo si complichi e lo porti, in qualche modo, sulla strada del cambiamento.

venerdì 30 ottobre 2015

L'Argonauta va al Lucca Comics 2015

Fine ottobre. Tempo di morti, streghe e santi. Tempo di fumetti e giochi, al Lucca Comics & Games, fiera che ogni anno riempie la bellissima cittadina medievale di schiamazzi e colori. Riempie? La invade, piuttosto! E come gli scorsi anni, da affezionato frequentatore, sarò uno dei molti invasori, insieme a Romina Tamerici (che ne ha parlato qui) e speranzoso di incontrare altri amici.

Qualcuno di voi ci sarà?
Come al solito, sarei contento di incontrare chiunque volesse palesarsi. I limiti sono i soliti: limitato accesso a internet e cellulare che salta ogni due per tre. Se però voleste contattarmi, faremo il possibile!
Per quanto mi riguarda, sarò lì sabato e domenica, anche se il sabato sarà parzialmente occupato da un paio di educational, quello di Aislinn e Luca Tarenzi sulla questione di genere nel fantasy e quello di Sapkowski su... be', è Sapkowski e tanto mi basta! Domenica invece sarò più libero ma relativamente, perché sarò conteso da due possenti forze: il desiderio di acquistare e il freno del risparmio.
Vedremo poi cosa ne sarà.

A chi ci andrà ma non riuscirò a incontrare, auguro preventivamente una buona Lucca*!

Siamo davvero pronti a ciò?

giovedì 12 giugno 2014

Le realtà di Paperinik

Ho tra le mani l'ultimo numero di Paperinik APPGRADE, che avevo iniziato a seguire in occasione della miniserie Universo PK. Cinque puntate in cui sarebbe stato il vecchio Paperinik ad affrontare le tipiche situazioni pikappiche, con la sola attrezzatura fornita da Archimede e lo zio Paperone come finanziatore. L'idea era carina, l'esecuzione al più gradevole, poiché non di sole citazioni vive una buona storia, soprattutto se dopo due episodi saltano le premesse. Se penso che Faraci ha sceneggiato proprio Trauma, l'episodio più amato dai Pkers nonché uno dei miei preferiti, mi viene da piangere...


lunedì 14 aprile 2014

Una graphic novel al premio Strega?

Una notizia che ha fatto discutere in questi giorni è l'ingresso nella rosa dei 12 contendenti del premio Strega 2014 di unastoria di Gipi, graphic novel edita dalla Coconino Press. Prima ancora si parlava della sua stessa ammissibilità. Fermo restando che non ho mai seguito il premio Strega, salvo forse quella volta che mi regalarono un libro vincitore, sono ben consapevole che il rischio di entrare nel giro di polemiche in stile Sanremo è elevato e quindi mi terrò il più possibile al di qua della linea rossa dello snobismo culturale.
E quindi: cos'è un fumetto?

A prima vista si adocchiano due componenti: parole e immagini. Questa distinzione è grossolana, poiché esistono graphic novel di sole immagini, come L'Approdo di Shaun Tan, che ha più aspetti in comune con le raffigurazioni pittoriche della via crucis che con un romanzo. Parole e immagini, ma anche due ruoli, quello dello sceneggiatore e del disegnatore, che possono essere rivestiti da una, due o più persone.

Chi liquida la questione dell'ammissibilità sostenendo che unastoria non è scritta in versi dovrebbe riflettere sulla possibilità di disegnare in versi.

sabato 11 gennaio 2014

Il ritorno di Paperinik?

Segnalazione dal Papersera!
Ricordate Paperinik? Il supereroe Disney per eccellenza, il lato eroico che non avremmo mai sospettato nello sfortunato Paperino. Parlare di un solo Paperinik non è facile poiché ce ne sono stati diversi, dal primo "diabolico vendicatore", il cui unico scopo era rivalersi delle angherie subite (principalmente dallo Zio Paperone), a un vero e proprio supereroe che dedica le sue notti a combattere il crimine.

C'è poi stata PKNA (PaperiniK New Adventures), una testata nuova nel formato e nei contenuti, vicina ai fumetti americani nei disegni, in cui Paperinik si trovava ad affrontare alieni, pirati temporali e tutta una serie di situazioni molto al di sopra della sua portata se non fosse per i nuovi alleati, in primi l'intelligenza artificiale Uno. PKNA rompeva con il tenore delle storie pubblicate all'epoca. C'erano tematiche più mature e meno risate, anche se non mancano momenti umoristici. Naturalmente, trattandosi di una testata Disney non ci si aspetti sangue o coinvolgimenti sentimentali, tuttavia viene meno quella patina di buonismo che caratterizza le storie contemporanee ambientate a Paperopoli.
PK non è Paperinik, non del tutto.
PK è comparso in tre serie: la già citata PKNA (52 numeri e 4 speciali), PK2 (18 numeri e 1 speciale) e PK-Pikappa (32 albi). La terza serie si può ignorare, perché fuori continuity e perché, complessivamente non all'altezza né di PK né di Paperinik. Inoltre, non ha mai raggiunto la popolarità delle precedenti, tanto che i fan hanno continuato ad acquistare le ristampe delle serie precedenti.

Cosa succede in questo periodo? Negli ambienti più elitari dei Pkers (= fan) si è iniziato a vociferare di un gran ritorno. Sono voci confermate. Tito Faraci, fra le altre cose uno degli storici sceneggiatori di PKNA, si è addirittura sbilanciato mettendo per iscritto: "Ci stiamo lavorando!"

Le sorprese non finiscono qui.
Nel numero di gennaio di Paperinik Appgrade compare la prima parte della miniserie in 5 puntate Universo PK, sceneggiata da Tito Faraci, che consiste non tanto in un ritorno di PK, quanto in un what if. Cosa sarebbe successo se ad affrontare i nuovi nemici ci fosse stato "solo" Paperinik, senza le caratteristiche e le risorse del più maturo PK? Probabilmente si sarebbe rivolto ad Archimede Pitagorico, per le sue mirabili invenzioni, e allo Zio Paperone per i finanziamenti. Il risultato è una storia gradevole, anche se al momento non merita più di "carina", con parecchie strizzate d'occhio agli appassionati. Per il resto è anche una storia di Paperinik - non PK - e quindi immagino possa servire ad avvicinare i lettori più giovani al rilancio del personaggio.

Fra l'altro, questo Appgrade, nonostante il titolo orribile, non è malaccio. È ormai la terza testata antologica dedicata a Paperinik. Ci sono 8 storie, di cui una inedita (questa) e una d'annata, Paperinik e l'intrepido signore del fuoco del 1974, che ho trovato parecchio interessante perché qui l'eroe, pur mantenendo i tratti di antagonista di uno Zio Paperone spregiudicato, a cui i lettori moderni (anch'io quando ero più giovane) non sono abituati, inizia a modellarsi in quel "difensore dei deboli" a cui forse siamo più abituati.
Inoltre, c'è la prima comparsa degli stivaletti-jet e delle piro-pillole!
Scusate se è poco.

sabato 28 dicembre 2013

I Tecnopadri - Alejandro Jodorowsky

Mi sono avvicinato alla lettura di questa nuova edizione integrale, da poco pubblicata per i tipi della Magic Press, poiché già una volta sono rimasto deluso da uno spin-off ambientato nel fascinoso universo di Jodorowsky. Il tomo in questione era l'appena discreto Megalex, a fronte di quel capolavoro che è L'Incal, anche grazie ai disegni di Moebius. Bene, se L'Incal è il capolavoro, questa nuova saga è senz'altro un fumetto superlativo e sono proprio contento di essermelo regalato.

I Tecnopadri non è una saga generazionale, come mi sembra di capire sia quella dei Meta-Baroni, ma è incentrata sulle vicende di Albino e del fedele Tinigrifi, una sorta di topo parlante. Albino è un giovane idealista, nato da una sacerdotessa caduta in disgrazia a seguito di uno stupro, che sogna di diventare creatore di giochi nella gilda Pan-Tecno. Se non mi seguite, i Tecno sono una casta pseudo-religiosa che si occupa dello sviluppo tecnologico della galassia, e sono anche il principale antagonista nella saga dell'Incal. La madre, invece, ha come unico scopo la vendetta contro quei pirati che l'hanno ridotta in disgrazia. Insieme ad Albino ha avuto altri due figli: il grigio Almagro, l'unico che considera tale, e la rossa Onyx, che con le sue quattro braccia è subito declassata a serva.
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