I personaggi sono molto importanti nell'economia di una storia, perché creano un legame emotivo con il lettore, che può gioire o soffrire come se si trovasse ad affrontare le stesse prove. Per questo i personaggi devono essere vivi, credibili e interessanti. Se ho imparato qualcosa leggendo fantasy, è che non basta creare un mondo pieno di mirabolanti effetti speciali per rendere interessante una storia; a volte non è nemmeno necessario. Jordan ci riesce? Posso solo dire la mia. Sebbene egli non sia né un innovatore né un imbrattatele - quelli che "dipingono con le parole", è riuscito a mettere in piedi un cast solido e rispettabile. Ci sono stati momenti, nei libri centrali (dal settimo al decimo) in cui ho pensato di abbandonare la lettura perché troppo prolissa. Mi hanno trattenuto due fattori: la scommessa che, nonostante le lungaggini, si sarebbe arrivati alla conclusione e l'affetto che nutrivo per alcuni dei protagonisti.
The Wheel of Time ha un numero di personaggi da capogiro: oltre 2000, includendo anche coloro che saranno dimenticati nel giro di due paragrafi. Alto è anche il numero di narratori, poiché la storia è raccontata da svariati punti di vista. Se però vogliamo ridurre al nocciolo il novero dei protagonisti, isolandoli per importanza nella trama principale, arrivo a contarne quattro, tutti provenienti dallo stesso villaggio.


