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martedì 16 gennaio 2018

Torta e menù magici ma senza miracoli

Certe cose sono come il prezzemolo, come le ricette e i blog di cucina. Questo però non è un blog di cucina e di ricette... be', non sono un grande chef e ciò non è un mistero (anche se qualcosina so fare anch'io). Lascio dunque spazio a Romina, che nel defunto blog Il pozzo e lo straniero curava questa rubrica squisitamente aperiodica a tema culinario, dal taglio più avventuroso che tecnico (ma ci sono anche le ricette), perché anche in cucina, badate, si possono vivere grandi emozioni!

Non so nemmeno se ve lo ricordate, ma su Il pozzo e lo straniero  di tanto in tanto io curavo una rubrica di cucina narrativa dal titolo Avventure ai fornelli.
Finora erano usciti solo due post e questo terzo compare su questo blog, invece che sull'altro, ma spero vi piacerà lo stesso.
Per farmi perdonare la lunga assenza, oggi non vi proporrò solo una ricetta ma un intero menù molto semplice e da realizzare in tempi record (per decisione o per necessità, come vedrete).


Torta e menù magici senza miracoli


Sono settimane (mesi ormai) che sto organizzando cene, merende e pranzi per far vedere la casa nuova ad amici e parenti. Adoro cucinare e sedersi a tavola è il modo migliore per conversare, secondo me. La cena di oggi è abbastanza semplice: sei persone, di cui due bambine, quindi con un menù leggermente differenziato. Parenti stretti per i quali non è necessario tentare di fare una bella figura ma basta offrire buon cibo. Insomma, sulla carta, una cena semplice e senza troppe pretese.
Sì, c'è anche il tempo per fare un po' di acquisti nel pomeriggio e tornare a casa per le 15 e cucinare tutto con assoluta calma.

Peccato che le 15 diventano per una serie di sfortunate combinazioni le 17!
Come si può cucinare una cena completa (antipasto, primo, secondo e dolce) in così poco tempo? L'arrivo degli ospiti è previsto per le 19 o le 19.15. Io comincio a sperare in un ritardo che sposti il tutto almeno alle 19.30, ma sperare non serve a niente: meglio mettersi all'opera.

Insomma, non c'è tempo da perdere: il menù deve essere pronto in due ore, quindi diventa fondamentale incastrare i vari tempi e ottimizzare le procedure. Lo spazio per l'errore, l'imprecisione e il tentennamento poteva esserci solo avendo le due ore previste in più: ora deve essere tutto perfettamente organizzato. Difficile, ma non impossibile. In dispensa e in frigorifero ci sono tutti gli ingredienti e le ricette sono stabilite da tempo.

venerdì 10 luglio 2015

Tempura di tempura con condimento di lezioni di vita

Lo so, lo so: è passato tantissimo tempo dal mio precedente post di Avventure ai fornelli.
Mi dispiace, ma ero troppo impegnata a fare mille cose, tra le quali cucinare! Ho tante nuove avventure da raccontarvi, ma il bello di questa rubrica aperiodica è che potrebbero passare dei secoli tra una e l'altra, quindi godetevi quella di oggi: sarà molto profonda!

Tempura di tempura con condimento di lezioni di vita



Cibo giapponese – tofu – schifo – tempura – verdura – zucca.
Ecco, più o meno comincia tutto così, per associazioni di idee partorite da una mente che associa la cucina al riciclo creativo degli avanzi. Provo a essere un pochino più chiara...
Qualche giorno prima avevamo mangiato al giapponese, c'era del tofu avanzato in frigorifero e, si sa, il tofu da solo
fa schifonon è il massimo. Avevo sentito parlare della tempura di tofu (o me l'ero immaginata?), mentre io di solito la mangio con le verdure. E nel congelatore c'era della zucca da consumare.
Queste le premesse... ma torniamo alla ricetta.

"Oggi tempura di tofu e zucca!"
Dichiarazione perentoria di cui finirò per pentirmi. Presto.

In un attimo trovo su internet la ricetta per fare la tempura (Giallo Zafferano è, come sempre, la mia garanzia). Subito però mi trovo davanti un ostacolo: non ho l'acqua frizzante. E senza acqua frizzante niente tempura.
Che delusione!
Prima lezione di vita di questa ricetta: Prima di decidere cosa fare, assicurati sempre di poterlo fare, evita la frustrazione.

mercoledì 28 gennaio 2015

Polpette agli avanzi di cous cous su fondo di avanzi avanzati

Comincia tutto per necessità: quando non vivi più con i genitori, se non cucini, non mangi. Semplice. La prima fase di assestamento è quella in cui la spesa prevede più semilavorati e prodotti finiti che ingredienti per cucinare... poi, pian piano, se glielo lasci fare, la cucina ti conquista, ti appassiona, ti cambia.Dove prima stavano buste di minestrone precotto e snack per ogni occasione, pian piano compaiono stampi per dolci e attrezzi da cucina. È l'inizio della fine: è ciò che ti trasforma da una persona che cucina per obbligo a un piccolo ma appassionatissimo chef.

La cosa rimane sotto controllo almeno finché cucini solo per te, ma se hai qualcuno per cui cucinare... be', a quel punto è semplicemente un delirio: di lì a poco scatta l'arte della cucina improvvisata e riciclata, della creatività culinaria, della sperimentazione più folle... da questi momenti di vita ai fornelli, nascono questi brevi racconti che spero vi regalino un sorriso e un po' di voglia di cucinare!



Polpette agli avanzi di cous cous su fondo di avanzi avanzati


«Oggi, faccio il cous cous con carote e piselli».
«Va bene».
L'ignara creatura nemmeno può prevedere che il siffatto cous cous sarà prodotto in quantità tali che due persone mai potranno consumare.
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