Sono un maledetto romantico.
L'altra sera sono andato a vedere Il grande e potente Oz di Sam Raimi. Chi mi segue da un po' sa che sono vittima del fascino del mondo creato da Lyman F. Baum, anche se nei libri, se posso dirlo, ci sono alti e bassi - alti piuttosto alti e bassi molto, molto profondi. Una delle parti peggiori è quando, nel quarto, noiosissimo libro, Dorothy incontra nuovamente il Mago e si fa raccontare la sua storia. Ora, Baum aveva due problemi. Il primo, facilmente risolvibile, era la strana coincidenza che Oz fosse sia il nome del regno sia quello del suo governante. La seconda, più difficile, era ritrattare il fatto che Oz, al suo arrivo, avesse venduto la legittima principessa - Ozma, che avete visto nel cupo film del '72 - al miglior offerente, impadronendosi del trono.
Ora, il mago è sostanzialmente un personaggio buono. Inganna i suoi sudditi, ma non fa male a nessuno e, anzi, sembra in grado di mantenere la pace nonostante abbia contro due streghe malvagie. Lasciando un attimo da parte il fatto che ci siano altre due streghe buone, egli è un eroe. Per questa ragione, sono felice che Sam Raimi abbia ignorato quanto scritto da Baum. Questo film, salvo alcuni ritocchi, è da considerarsi un prequel del classico del '39.
Over the rainbow, ricordate?
Lo aspettavo da un anno.
Il trailer prometteva bene, ma i trailer sono ingannevoli e troppo, troppo avevo paura che la magia si rovinasse, come successo con l'Alice di Burton. Sono felice di rivelarvi, che non è andata così e che Il grande e potente Oz è un film che ho amato in ogni singolo fotogramma.
Così, dato che parlarvi della trama sarebbe un insulto al fanciullino che è in voi, vi parlerò un pochino dei personaggi, con l'accortezza di non rivelare più del dovuto.

