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giovedì 16 ottobre 2014

Francesco Verso - Livido

Recupero per l'occasione una recensione già apparsa su Il futuro è tornato, blogzine di fantascienza che dovreste conoscere. Ho letto questo libro un anno fa, nel frattempo è approdato, tradotto, nei paesi anglofoni. La mia opinione è rimasta la stessa, per cui lo ripropongo con poche correzioni.

Peter Pains è costretto fin da giovane a rovistare tra i rifiuti di Colle Vasto, la discarica vicino a casa. Soffre le angherie del fratello Charlie, capo di una banda di riciclatori abusivi, i Dead Bones, in un futuro dove la palta assedia le città e il riutilizzo è entrato a far parte dello stile di vita (almeno delle classi medie e meno abbienti). Ma soprattutto, Peter è alla ricerca della felicità. La donna dei suoi sogni è Alba, perfetta nel suo essere per metà artificiale. La sua mente è stata infatti copiata, digitalizzata e caricata su un corpo artificiale; gli uomini e le donne che scelgono l’upload, potendoselo permettere,  sono chiamati nexumani.

Peter conosce Alba lungo la strada che percorre ogni giorno per raggiungere Colle Vasto, dove  lavora in un’agenzia viaggi di sua proprietà. Il ragazzo però non si rende subito conto della sua condizione. I nexumani possono sembrare umani perfetti, ma il loro status giuridico è ambiguo: in cambio di una vita prolungata e di un corpo migliore, non godono di tutti i diritti dell’umanità. Che non è umana se ne accorge subito Charlie, che è lesto di giudizio: in quanto nexumana, anche Alba è palta. Durante una scorreria dei Dead Bones le dà la caccia e la uccide, sotto lo sguardo esterrefatto di Peter, che osserva il suo sogno smembrato e ripartito fra i membri della banda. Peter riesce tuttavia a recuperarne la testa e da qui inizia il percorso di recupero di quella felicità che si è visto strappar via.

giovedì 5 dicembre 2013

Di realtà aumentata e privacy

Con realtà aumentata (in inglese augmented reality) si intende un aumento delle capacità percettive dell'essere umano grazie alla tecnologia. Il pensiero vola subito a quelle frontiere lontane esplorate dalla fantascienza, in romanzi come Livido di Francesco Verso*, ma la realtà è che anche qualcosa di molto famigliare come il cruscotto di un'automobile può considerarsi tale. La realtà aumentata fa parte della nostra quotidianità, in tutte quelle situazioni in cui uno strumento tecnologico ci consegna informazioni a cui non abbiamo accesso tramite i cinque sensi: dal tachimetro di un'automobile ai sofisticati sensori di una protesi sintetica.

L'esempio più immediato è il vostro smartphone, che vi collega, dovunque vi troviate, a quel mare magnum di informazioni che è il web, e allo stesso tempo dispone di sensori in grado di misurare posizione, campo magnetico, accelerazione gravitazionale e chissà cos'altro. C'è un'applicazione che riesce a contare i battiti del cuore attraverso il microfono - qualcuno ha visto l'episodio di Star Trek Corte marziale? L'idea di uno strumento tascabile in grado di effettuare misure biometriche era fantascientifica, cinquant'anni fa.

Fotografia di Tedeytan
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