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mercoledì 2 agosto 2017

Fantasy storico dall'Acheronte

Quando aprii il Pozzo, parlai molto bene dell'iniziativa editoriale della Acheron Books, italiana e orientata a un fantastico nostrano che fosse esportabile all'estero tramite la lingua inglese. Nel tempo, tra ebook e cartacei ne ho letti un bel mucchietto, nonostante abbia recensito solamente il divertente Italian Way of Cooking. Ma bando alle ciance, cosa c'entra la storia? Nell'ultimo anno, complice anche l'essermi fatto convincere dal buon uomo dello stand (il nome non me lo ricordo mai...) e dalla masnada di autori che si alternavano tra Stranimondi e altre fiere, ho impilato una serie di romanzi fantasy di ambientazione storica, di cui farei un accenno, soprattutto per chi fra i miei lettori si butta sullo storico quando si trova sotto l'ombrellone*.

Demon Hunter Severian è il primo che ho letto, a firma di Giovanni Anastasi, pseudonimo di quel Luca Tarenzi che già avete conosciuto con Godbreaker, Quando il diavolo ti accarezza eccetera. Anastasi ci porta indietro nella Milano del tardo Impero Romano, epoca in cui il vescovo Ambrogio poteva permettersi di rifiutare l'ingresso in chiesa all'imperatore Teodosio e ferveva il contrasto tra cattolici e ariani. Il protagonista, Severiano appunto, è un cacciatore di demoni e viene  assoldato dal vescovo per risolvere alcuni casi di omicidi avvenuti misteriosamente nel sonno, che sembrano legati a riti demoniaci e a una non del tutto dimenticata divinità pagana.
Se vi piacciono le indagini con il mostro, soprattutto se vengono catapultate in un'altra epoca e magari condite con elementi esotici, questo libro fa decisamente al caso vostro.

lunedì 11 aprile 2016

“Italian way of cooking” di Marco Cardone

Italian way of cooking è un libro che mi ha divertito dalla prima all'ultima pagina. Forse non l'avrei detto all'inizio, un po' spiazzato dalla presentazione ("... romanzo horror, urban fantasy culinario...") ma nonostante tutto incuriosito dal presupposto: un cuoco che di punto in bianco si mette a cucinar mostri. Ma è anche questo il bello di una sorpresa per un nuovo autore che finora non conoscevo e perciò sono felice di promuovere, chiedendogli di rispondere ad alcune domande in fondo al post.

Italian way of cooking è la storia di Nero, cuoco proprietario di un ristorante che non versa in buone acque, tra il calo dei clienti e una vecchia questione con delle tasse non pagate anni addietro. Nero è inoltre separato (o divorziato) e deve ogni tanto occuparsi anche dei figli, che insieme al ristorante, ai dipendenti e alle beghe con il fisco vede come tante catene che lo vincolano all'inesorabile declino della sua vita. Una sera però un mostro si intrufola nella loro casa, situata sopra il ristorante, e aggredisce il figlio più piccolo. Nero riesce a uccidere il mostro e tranquillizzare i bambini, tuttavia si trova di fronte al problema concreto di liberarsi della carcassa senza che gli provochi ulteriori problemi. E l'idea di provare a cucinare il mostro si rivelerà essere decisiva per il futuro della sua attività.

Se da una parte è presente, e sembra quasi scontato, l'elemento orrorifico, questo romanzo è più propriamente un urban fantasy, sebbene di ambientazione rurale, del tipo a cui forse in Italia non siamo molto abituati, o che forse non è mai stato presentato in questo modo. Nero è un eroe contemporaneo, che però ha molto poco di eroico; è un personaggio a tutto tondo, simpatico ma con difetti e debolezze e una serie di problemi molto concreti: la sua avventura è la ricerca di un modo per risollevare le sorti del locale, e magari conservare la propria casa. È quindi in un contesto (purtroppo) facilmente riconoscibile che spuntano i mostri, tutti presi dal folklore italiano, nuovi problemi e opportunità.

Italian way of cooking è un romanzo scorrevole, che si legge con gusto dall'inizio alla fine. La cucina, ovviamente, è un elemento fondamentale (in appendice c'è una serie di ricette raccolte in un contest di Letteratura Horror) e il lavoro di Nero viene descritto minuziosamente e con competenza. La lingua usata nei dialoghi è il vernacolo. Se ascoltare i personaggi di Lo chiamavano Jeeg Robot vi ha dato fastidio, questo libro potrebbe sortire lo stesso effetto. Tuttavia è la lingua che sentirei, da turista, nel Chianti, pertanto, dopo un primo spiazzamento, l'ho trovato molto naturale e apprezzato in quanto si sposa magnificamente con il tono della narrazione.

In conclusione, una novità che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di cucina e di fantasy, che almeno una volta siano passati dalle colline toscane. Per tutti gli altri, un pensierino lo farei lo stesso.

giovedì 14 maggio 2015

Video recensioni, corsi di scrittura e Salone del Libro 2015

Con un po' di ritardo*, segnalo anche qui l'uscita della seconda parte di Un Libro in Due, video rubrica a due voci realizzata con Romina Tamerici, in cui abbiamo recensito il racconto Amy Foster di Joseph Conrad e il film che ne è stato tratto, Lo Straniero che venne dal mare. Speriamo anche in questo caso di riuscire a strapparvi un sorriso.


Amy Foster a me è piaciuto (se non si fosse capito). C'è una prima metà che avrei assottigliato, ma solo perché la scrittura di Conrad è un po' vecchiotta e segue altri canoni. Ho scoperto però che il tema è ancora sorprendentemente attuale, perché i migranti si stanziano ma le migrazioni non finiscono mai, per cui… beh, se vi capita è una lettura abbastanza svelta.

Secondariamente, volevo segnalare che questo fine settimana sarò a Torino per il Salone Internazionale del Libro 2015. Quest'anno andrò un solo giorno, di venerdì, perché sabato e domenica vorrei visitare per bene una città in cui mi reco con una certa frequenza, senza però il tempo di vedere le sue bellezze. Anzi, ne approfitto: se qualche torinese ha consigli, consigli**!

Per quanto riguarda il Salone, sarò felice di incontrare chiunque voglia segnalare la sua presenza, anche solo per un caffè o simili. Giusto per dare una coordinata, pensavo di passare dall'aperitivo offerto da Iperborea e Ikea alle 18:30.

Ho da poco finito il corso di scrittura organizzato da Acheron, editore di cui avevo parlato nel primo post del mio nuovo blog. Con profitto, potrei dire, anche se non sono riuscito a terminare tutti e tre i racconti, ma scoprendo una straordinaria costanza nei giorni in cui riuscivo a dedicarmici. Una bella esperienza, con insegnanti d'eccezione (Adriano Barone, Luca Tarenzi, Aislinn e Davide Mana) per un corso molto valido (non si finisce mai di imparare), pieno di spunti di lettura e onesto. Si è anche formato un bel gruppo di studenti e...

… e ho un'ideuzza per una storia di un certo respiro, che vorrei mettere in cantiere. Se sono rose, come si suol dire, saranno mozzate e usate per disturbare dei clienti al bar.

Con questo è tutto, almeno per il momento.
A presto, qui o sul Pozzo!


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Per non perdervi le successive puntate, o essere anche solo avvisati per tempo, potete suggerire il mio nuovo blog Il Pozzo e lo Straniero o iscrivervi al canale Youtube (dove tanto pubblico solo questa rubrica).
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Già segnalati il rinnovato Museo Egizio (ma era ovvio), il Museo del Cinema e il Museo del Mondo Arabo (credo si chiami così).

martedì 3 marzo 2015

Cosa bolle nella pentola dell'Argonauta?

Verrebbe da chiedersi, innanzitutto, se l'Argonauta ce l'ha, una pentola. Avrei giurato di no, se poi non mi fossi trovato a pubblicare un post culinario su Il Pozzo e lo Straniero. Come diceva quel tale*, così va la vita...

Sono ormai due mesi e mezzo che ho trasferito l'attività sul nuovo blog. Oggi potrebbe addirittura (!) uscire un post in simultanea. O forse no. Non vi annoierò con lunghe disamine sui pro e i contro (ce ne sono) di questa scelta, perché nel complesso sono soddisfatto. Allo stesso tempo, sono rimasto legato a questo blog e, oltre a portare di là la figura dell'argonauta, come nick con il quale firmo i nuovi post, mi sono spesso chiesto se non valesse la pena di mantenere attivo questo spazio, magari per ospitare contenuti più personali, che di là ho scelto di limitare, pur restando alla polpa una pagina personale.

A proposito, avete visto che l'ho rifatto? Ho deciso di ri-metterci la faccia! Insieme a un'altro volto noto di questo isolato della blogosfera, Romina Tamerici, già autrice della suddetta rubrica culinaria, abbiamo realizzato una rubrica bimestrale di video recensioni. La prima vittima è stato un mangaka dal dubbio gusto per il nonsense, ma la prossima volta contiamo di leggere qualcosa di meritevole. Abbiamo chiamato questa rubrica Un libro in due e potete sorbirvi il primo episodio qui sotto.


La ospito sul mio canale Youtube, che finora avevo utilizzato in una sola occasione a fine didattico (nel senso che ero io lo studente). In inglese. Questa volta parlo in italiano e, con qualche aggiustatina, dovrebbe venirne una rubrica leggera e gradevole.

Questo mi ricorda che ormai, nel circondario, inizio a conoscere parecchi blogger, persone - non personaggi! - con cui trascorrere un pomeriggio piacevole, senza parlare necessariamente di fantasy e quant'altro, giusto per il gusto di conoscerli meglio. In passato ho sempre segnalato la mia partecipazione a fiere o affini**, perché ho sempre considerato il blog (i blog) come una piccola comunità, anche al di fuori dei temi trattati.

L'ultima novità è che ieri, senza che me lo aspettassi, lo Zio Nick di Nocturnia mi ha avvisato che ho ricevuto una segnalazione al Premio Italia, nella categoria "fan". Sono due voti che non cambiano la vita, ma anche questo, come altre piccole attestazioni di stima ricevute in passato, mi fa molto piacere e mi ripaga, emotivamente parlando, del tempo investito nella mia attività - amatoriale e in perdita - di blogger.

Varrebbe forse la pena di spendere due parole conclusive sul progetto 3Narratori - Il Libro delle ombre ma non sono sicuro di averne. La lavorazione dell'ebook è ferma. Io mi sono arenato sulla cornice, le revisioni non sono ancora ultimate. Purtroppo ce ne occupiamo a tempo perso e non sono sicuro, neanche a testi ultimati e pronti, di riuscire a impaginarlo in tempi brevi. Per lo stesso motivo ho zompato l'ipotetica edizione 2015, nonostante avessi un'idea. La priorità va al libro, ma non posso garantire che 3Narratori torni a breve a essere una priorità rispetto alle altre cose.

Però lo produrrò, fosse anche l'ultima cosa che faccio...

Sto seguendo un corso di scrittura. Un corso "vero", in presenza. Ho deciso di farlo per rivitalizzare la vena creativa, che soffriva di pressione bassa (quasi inesistente), e sta funzionando. Il corso è organizzato da Acheron Books, di cui ho parlato nel post inaugurale del nuovo blog. Tenuto da persone che conosco e stimo, spero così di riuscire a migliorare il mio Dao scribacchino. Per adesso sono molto soddisfatto del mio ruolo di adepto e sto davvero ricominciando a scrivere.

Con questo ho veramente chiuso.
Però ci risentiamo, anche se non so come o quando. Ci risentiamo.

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Kurt Vonnegut, nel suo  Mattatoio n. 5.
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A proposito, per i milanesi: chi va al Cartoomics?

giovedì 18 dicembre 2014

Acheron Books e il made in Italy venduto in tutto il mondo

Per altre forme artistiche, è semplice varcare il confine, quasi immediato con gli strumenti del web. Un artista emergente può farsi conoscere tramite Deviantart e promuovere le sue opere in tutto il mondo, istantaneamente. Un musicista può condividere i suoi brani su Jamendo e sulla stessa piattaforma controllarne lo sfruttamento commerciale, senza perdere tempo con bollini e borderò. Questo perché musica e arte (illustrazione, grafica e quant'altro) sono linguaggi perlopiù universali, che è possibile veicolare su una miriade di canali, portali e social network. Per la letteratura, invece, esiste una barriera linguistica, che, intendiamoci, è tutt'altro che insuperabile, ma richiede uno sforzo, anche economico, maggiore. Perché un libro va tradotto.

Un tempo, il mercato dei foreign rights era unidirezionale; solo pochi autori italiani riuscivano a interessare gli editori stranieri, in particolar modo di area anglosassone. Oggi, si assiste a una serie di iniziative per abbattere questa barriera in un modo più o meno naturale, facilitando il passaggio dei nostri libri sugli scaffali di tutto il mondo. L'esempio più importante è il portale Books in Italy, dedicato alla promozione dell'editoria italiana, con un forte focus sui titoli di maggior successo commerciale e sugli editori più importanti. Ma non è questa l'iniziativa più interessante, quanto quella di tante piccole realtà che fanno del web, e del formato digitale, un mezzo privilegiato per lo sbarco nel mercato internazionale.


Parliamo di Acheron Books. Ne avevo sentito mezze notizie, fino a che non è stato lanciato il suo sito web. Acheron Books è uno dei molti editori nativi digitali nati in questi ultimi anni, con una missione precisa: sfruttare il formato eBook per diffondere in tutto il mondo libri prodotti in Italia. Acheron Books è un editore di genere, che si prefigge di pubblicare fantasy, fantascienza e horror direttamente in lingua inglese. I libri già pronti sono 6 e spaziano dall'horror radicato nel folclore nostrano al fantasy storico, valorizzando quindi le peculiarità della narrativa fantastica italiana. Allo stesso tempo, si tratta di narrativa moderna, più audace rispetto ai filoni che affollano le librerie, e pertanto più allettante per il pubblico internazionale, abituato a un'offerta meno asfittica.

Acheron Books nasce in questi giorni, con un sito web e 6 libri già pronti. Vi suggerisco di dare un'occhiata al catalogo. Fra gli autori cito Luca Tarenzi e Samuel Marolla, gran maestro dell'urban fantasy l'uno e veterano dell'horror radicato nel folclore lombardo il secondo, oltre al blogger e scrittore di ottima narrativa (e non narrativa) breve Davide Mana. La maggior parte dei titoli, forse uno solo non lo è, sono disponibili anche in italiano. Per chi volesse acquistarli direttamente dal sito è previsto fino a gennaio uno sconto del 30%.

Il nome Acheron richiama l'Acheronte, che separa il mondo dei vivi dall'Inferno dantesco. Sebbene non sia l'unica start-up a sfruttare le potenzialità del digitale, apprezzo la grinta con cui si inserisce in un mercato affollato, nella speranza che sia ricettivo agli autori italiani. Acheron è una casa editrice di nuova generazione, come molte fra quelle native digitali, e ritengo che sia più efficace rispetto alla vetrina generalista di Book in Italy. Allo stesso tempo, pur essendo piccola, parte con due autori già noti, uno dei quali ha partecipato ai ballottaggi preliminari del Bram Stoker award, ed è quindi già in grado di richiamare l'interesse.

In attesa di leggere qualcuno dei loro libri, auguro in bocca al lupo ad Acheron ricordando quanto diceva il vecchio Enea:

Flectere si nequeo Superos, Acheronta movebo
         (Se non posso smuovere gli Dei, sposterò l'Inferno.)

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