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lunedì 27 maggio 2013

ViteParallele #3: La verità è che la verità non esiste!

Esiste la verità?
Non voglio qui cercare la risposta a una domanda che l'uomo si pone dacché ha iniziato a filosofeggiare e che forse non troverà mai risposta, così lascio la parola a due autori che in questa disputa si sono buttati senza timori.


Rashomon di Akira Kurosawa

Nato come trasposizione cinematografica del racconto Nel Bosco di Ryūnosuke Akutagawa*, Rashomon è integrato con altri estratti dello stesso autore e, a quanto ho capito, modificato nel finale.
La trama in breve: in una giornata piovosa, tre uomini (un monaco, un taglialegna e un viandante) si riuniscono alla porta della città e discutono di un delitto avvenuto qualche tempo prima, l'uccisione di un samurai. La storia ci viene presentata tramite le deposizioni degli interessati, il brigante, l'assassinato (tramite un medium) e la moglie del samurai. A questo punto il boscaiolo, che ha assistito ai fatti, ci racconta una quarta versione. Ciascun racconto, con l'aggiunta di dettagli nuovi, contrasta con i precedenti, lasciando intendere che la verità, se esiste, è filtrata dalla coscienza e dalla personalità di chi la racconta. Ci si potrebbe chiedere perché il bandito, praticamente già morto, dovrebbe mentire, o perché dovrebbe farlo lo spirito del samurai. Si è portati a dare fiducia alla moglie, o al taglialegna in quanto non coinvolto nella colluttazione, ma entrambi hanno delle ragioni per nascondere o piegare la verità
A questo punto, subentra il monaco, se non ci si può fidare del prossimo il mondo rischia di diventare un inferno - e lo è già, secondo il passante. Si scontrano quindi non solo le storie raccontate da diversi punti di vista (e motivazioni), ma anche due visioni del mondo, quella di chi crede nella verità e di chi crede che essa non esista. La questione, naturalmente, non si risolve nel corso del film. Però, prima della fine c'è un avvenimento che restituisce un pizzico di speranza nel mondo degli uomini.
Film molto bello, ma come avrete capito tutt'altro che allegro.

giovedì 11 aprile 2013

2MM:N - Capitolo 9: Il "making of"

Ho già parlato di 2 Minuti a Mezzanotte, la round robin ideata e organizzata da Alessandro Girola, così come del mio coinvolgimento sia l'anno scorso sia nella seconda stagione, Nativity. Quanto segue è un modesto (ma lungo) making of riguardante il capitolo da me scritto e uscito ieri. Poiché quando consegnai il capitolo per la prima stagione questa usanza non era ancora stata consolidata, coglierò l'occasione per delineare un po' meglio il personaggio-spalla da me creato: Kensei Musashi.
Infine, volevo lasciare un po' di speranza a chi non ha mai letto la prima stagione né alcuno dei suoi molti spin-off: potete tranquillamente leggere Nativity, che segue temporalmente i fatti di 2MM ma è una storia indipendente e godibilissima anche da sola.
Buona lettura.


Making of del capitolo 9


Questo capitolo ha molti punti in comune con il capitolo 16 che avevo scritto per la prima stagione. In entrambi compare il trio composto da Sniper, Musashi e un terzo, prima Stakanov e ora Jackson, e in entrambi proseguo idealmente sulla traccia lasciata da Mr. Giobblin, l'ideatore dei golem. A differenza della prima stagione, questa volta avevo a disposizione 500 parole in più, e materiale su cui è più facile su cui lavorare.
In realtà, inizialmente avrei voluto scrivere un capitolo diverso. Incentrato su Clark, apparso fin dal primo capitolo, con una breve digressione su una delle notizie lette sul giornale... posso anche dirlo, la città scomparsa. Clark non compariva, vado a memoria, dal 13 ottobre (capitolo 6) e l'azione negli ultimi tre capitoli ha raggiunto il 20 ottobre. Era quindi un ottimo modo di gestire il mio migliaio di parole, lasciandomi spazio per un eventuale divertissement.
Poi ho riletto i capitoli e mi sono accorto che l'altra sottotrama che avevo adocchiato, quella di Jackson, era ferma al 13 ottobre dal capitolo 2. Inoltre, al 20 ottobre (capitolo 5) al NIMBUS non si hanno ancora notizie del dottore. I casi sono due: o Jackson ci ha rimesso la pelle, il che lo troverei disdicevole per un personaggio introdotto al secondo capitolo, oppure è arrivata "la cavalleria" ma per qualche ragione non è riuscito a prendere contatto con la base.
Sulla base di queste considerazioni ho iniziato a scrivere per portare avanti entrambe le vicende.

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