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domenica 29 marzo 2020

Morti colorate, la quarantena e uno speciale d'eccezione

In questi giorni di quarantena, costretti nelle nostre case con la speranza che lo sforzo collettivo aiuti a ritardare la diffusione di COVID-19, sembra di vivere in pieno l'antica maledizione cinese: "Che tu possa vivere tempi interessanti!". I tempi interessanti sono quelli che solitamente portano con sé turbolenze, guerre e in generale periodi di irrequietezze. In queste settimane c'è una calma estraniante nelle nostre strade, per cui non è proprio come andare in guerra... ci si farebbe la firma, per una guerra con così pochi morti, Netflix e consegne a casa di tutto il superfluo di cui abbiamo bisogno... ma l'impressione che ci sia, una guerra, è data dalla dimensione del "tutti contro il mostro", per quanto questo sia piccolo e invisibile, e dell'accerchiamento, perché il nemico è intorno a noi.
La Maga Magò perde nettamente il duello di magia
Non sono pochi tra i miei conoscenti che hanno paragonato questa situazione alla guerra, alla trincea. Si tratta di sensazioni, di emozioni che la situazione ci suscita. Non è facile vivere rinchiusi, anche quando per indole personale... pigrizia... non usciremmo se non per necessità. In alcune case, inoltre, ci sono sicuramente situazioni difficili a causa delle complicate dinamiche personali o anche solo per via della metratura. C'è anche chi è fortunato, e può spezzare la giornata dedicandosi al lavoro o alla scuola, grazie a smart working e lezioni online.
Non so se per gli uni o per gli altri, ho deciso di raccogliere alcuni sfiziosi suggerimenti di lettura, non molto ottimisti, ma che ritengo di qualità e in grado di farvi evadere per qualche ora dalle vostre dimore.

martedì 5 dicembre 2017

"3Narratori - Il libro delle ombre", l'ebook

Nessuno può sfuggire dalla propria ombra...

... e questo libro è la mia, in un certo senso. Una delle tante.
Ideai il progetto 3Narratori nel 2013, riunendo un gruppo di blogger per organizzare l'omonimo concorso e produrre un primo ebook pubblicato nello stesso anno. Era un concorso semplice, per un ebook semplice da diffondere gratuitamente e un piccolo premio per i tre racconti migliori. Il secondo concorso lo organizzai meglio, imponendo un tema che facesse da filo conduttore alle storie, ma che fosse allo stesso tempo abbastanza sottile da lasciare spazio a diverse interpretazioni. Ebbe meno successo del primo e cadde in un periodo in cui capitarono, a me e alle altre componenti del gruppo, tutta una serie di sconvolgimenti che ci allontanarono dal traguardo. Io, per esempio, adesso sono sposato, ho una bellissima bimba di otto mesi e vivo a qualche decina di chilometri da dove mi trovavo all'epoca (con due traslochi nel mezzo).
Ma alla fine ce l'ho fatta. Non da solo, certo. Devo ringraziare mia moglie Romina, che mi ha pungolato spesso e mi ha dato un aiuto cruciale nell'editing, alla fine mezzo ebook è passato sotto il suo sguardo inquisitore e ha fatto un ottimo lavoro. Ha anche realizzato un bellissimo booktrailer, che trovate più sotto. Devo ringraziare Camilla ed Erica, che mi hanno aiutato fin dall'inizio e in fase di selezione dei racconti. Anche Erica mi ha supportato nell'editing, curando due dei racconti. Ringrazio infine Paola Cocchetto, che ha realizzato una splendida illustrazione di copertina, che questa volta non è basata sui racconti vincitori, come nel primo ebook, ma sulla cornice... perché sì, questa volta ho voluto mettercela, anche per dare al lettore un minimo di filo conduttore e valorizzare il concept.
L'editing di uno dei racconti, la stesura della cornice e l'impaginazione artigianale dell'ePub che leggerete invece sono opera del sottoscritto, che ci ha messo tanto ma in alcuni momenti ci ha messo il cuore. Mettete quindi una mano sul vostro, quando dovrete valutare il nostro lavoro.
Un ultimo ringraziamento, ma non meno importante, va agli autori dei racconti, che hanno aspettato pazientemente, forse senza più troppe speranze, la fine del lavoro. Se il risultato vi piace, è principalmente merito loro.

E qui mi fermo.
Forse scriverò un altro post per svelarvi i retroscena di questo ebook, ma per ora credo di essermi dilungato anche troppo.
Vi lascio quindi al booktrailer realizzato da Romina (anche lei ne parla), per invogliarvi alla lettura:


Infine, se siamo riusciti a convincervi, ecco il link per il download gratuito, tramite il simpatico badge di Smashwords:

(E poi, quando l'avrete letto, non dimenticatevi di lasciare una valutazione in Goodreads!)

giovedì 18 maggio 2017

"Il Grande Avvilente" di Alessandro Forlani

Non è facile parlare di un libro di Alessandro Forlani, tanto meno due in uno stesso post! E lo è ancora meno se dalla lettura del libro è passato troppo tempo, sufficiente a cancellare le impressioni a caldo che di solito alimentano le mie prime stesure. Cionondimeno, mi cimenterò nell'impresa, sperando di non perdermi troppo per strada... e di non perdere nessun lettore.

I due romanzi di cui voglio parlare oggi sono Tristano e Agnes. Il primo, se non erro, è anche il primo romanzo pubblicato dall'autore, edito inizialmente da Joker Edizioni e ripubblicato prima da Edizioni Imperium, poi da Delos Books nella sua collana digitale. Agnes, invece, che ne è il seguito diretto, è stato pubblicato direttamente in digitale, prima per Edizioni Imperium e poi per Delos.

Agnes è anche uno degli ultimi romanzi pubblicati da Forlani, nonostante sia stato scritto poco dopo il primo. Ci troviamo quindi davanti alla peculiarità di un libro che come maturità autoriale, se si può dire, precede di alcuni anni i titoli più recentemente introdotti sul mercato, come Eleanor Cole, per esempio, o il nuovissimo Xpo Ferens, uscito per Acheron Books.

Per capire di cosa parlino questi due libri, vorrei adottare l'approccio diretto. Prendete un tipico romanzo fantasy classico, di quelli in cui vi è un Paese assoggettato a un Regno forte e oppressivo, un totalitarismo, se vogliamo, o se preferite un governo di quelle belle distopie del secolo scorso, che controlla la vita dei cittadini per mantenere un sopportabile status quo. Nella fattispecie, in questo mondo la felicità è bandita, e per una ragione ben peculiare: come forma di prevenzione dalle delusioni, dalle disillusioni e da quanto di brutto può capitare nel corso di una vita ordinaria. QuestoRegno è situato geograficamente in un'isola lacustre, difesa da terribili mostri acquatici, e da lì si dipartono gli Avvilenti, i funzionari governativi che hanno il compito di mantenere la sua stretta sul popolo, avvalendosi della forza di bruti orcheschi, gli Uominineri. Come si può facilmente ipotizzare, in qualche punto del Paese la forza del Regno viene messa in discussione e spuntano dal nulla alcuni Eroi, decisi a sollevare gli oppressi e soverchiare il Regno. E questi eroi, i buoni della storia, non potranno che vincere, giusto?

martedì 27 maggio 2014

Scott Lynch - Gli inganni di Locke Lamora

Uno dei videogiochi che più mi ha entusiasmato è Baldur's Gate. Per chi non lo conoscesse, è il miglior gioco di ruolo per computer basato sulle regole di Dungeons & Dragons, nonché il secondo per quanto riguarda la trama. Nel secondo capitolo - BG2: Shadows of Amn - c'è una particolare quest, se il vostro personaggio ha una classe ladresca, che vi scaraventa nel mezzo di una guerra tra due gilde di ladri, di cui, se vittoriosi, sarete poi a capo. La quest deve essermi piaciuta davvero tanto, perché è a essa che mi è subito venuto da pensare, mentre leggevo il primo libro della serie dei Bastardi Galantuomini di Scott Lynch - a proposito, ricordate la petizione?

Chi è dunque Locke Lamora?
Locke Lamora è un truffatore nato. È basso, deboluccio e poco abile con la spada, ma è anche dotato di un'astuzia senza pari, fra i ladri di Camorr. Fin da piccolo ha imparato a sfruttare il suo dono, tanto che il Forgialadri prende in seria considerazione la sua soppressione prima che causi troppo scompiglio. Perché a Camorr è istituita una tregua segreta, che pone tutte le bande di ladri sotto la guida del severo Capa Barsavi a patto che nessuna di loro tocchi la nobiltà. Solo i Bastardi Galantuomini, capeggiati dal giovane Lamora, infrangono regolarmente la tregua, portando a segno colpi memorabili all'insaputa di tutti e protetti dall'imbarazzo delle vittime. Fino a quando compare in città il Re Grigio, misteriosa figura il cui passatempo è ammazzare i capibanda fedeli a Barsavi, e in ultimo minacciare la sua stessa famiglia. È in mezzo a questo tumulto che Locke e i suoi ordiscono il loro piano più ardito...

venerdì 16 maggio 2014

George R. R. Martin e lo spirito dei sixties

The Armageddon Rag (1983) è probabilmente il libro di Martin che mi è piaciuto di più, per cui non stupitevi se ne parlerò in modo appassionato. Avevo già iniziato a esplorare la produzione dello zio Martin precedente alla sua famosa saga fantasy, scoprendolo autore di alcuni ottimi racconti e di un buon romanzo di fantascienza che aveva il suo punto di maggiore forza nella costruzione di un mondo crepuscolare e isolato. The Armageddon Rag fu molto importante per la sua carriera perché, nonostante un buon responso dalla critica, non incontrò il successo sperato e mancò poco che egli smettesse di scrivere.

Il romanzo è ambientato nei primi anni '80. Sandy Blair, ex sessantottino ed ex giornalista per una testata musicale alternativa, è diventato uno scrittore di discreto successo con ormai cinque romanzi all'attivo. Ha una macchina sportiva, una collezione di vinili e una casa a New York dove abita con la sua compagna. Ed è bloccato a pagina 37 del nuovo romanzo, a soli tre mesi dalla scadenza. A distoglierlo dai propri doveri ci pensa il suo vecchio editore, che lo chiama per scrivere una retrospettiva in occasione dell'omicidio di uno di quei produttori musicali che hanno fatto la storia del rock. Sandy accetta, ma ben presto si rende conto che la morte del produttore è avvolta nel mistero e sembra essere collegata alla storia di uno dei gruppi di cui il defunto era manager: i Nazgûl. Nonostante i pareri contrari del suo rappresentante, della compagna e, in ultimo, anche dell'editore della rivista, Sandy intraprende una personale peregrinazione negli Stati, incontrando gli ex componenti della band e alcuni vecchi amici di cui aveva perso le tracce; il viaggio si trasforma ben presto in un viaggio alla ricerca di ciò che è sopravvissuto della rivoluzione, della musica e di tutto il resto, per rispondere a una elementare domanda:

‘Where do you belong, then?’

giovedì 24 aprile 2014

The Goblin Emperor - Katherine Addison

Qualche tempo fa, curiosando in rete, ero incappato in un forum dove una sedicente editor-non-di-professione dava consigli ai giovani sull'editoria fantasy in Italia. Il rivoluzionario di turno aveva in mente la sua idea di fantasy, con le solite razze con i nomi cambiati (da una buffa suddivisione esoterica) e linguaggio aulico, tuttavia rigettava con foga le "solite storie con messaggi anti guerra/razzismo/quant'altro". Al di là dell'aspetto sociale, è interessante l'osservazione che faceva la nostra editor, ovvero che nel fantasy questi argomenti non sono trattati così di frequente. Quindi, nonostante fossi inizialmente contrario a parlare di un libro che, oltre a non essere stato tradotto in italiano, non era neppure uscito* per il mercato anglosassone, mi sono finalmente deciso a farlo.
Tuttavia vi avverto: qui c'è il messaggio.
Ed è pure uno young adult (YA), per cui, se la cosa vi irrita, non sentitevi obbligati a continuare la lettura.


The Goblin Emperor di Katherine Addison** è un libro che si allontana dal fantasy a cui sono abituato. Non è epico, non c'è un campagnolo che deve salvare il mondo né una scuola di magia. Il protagonista è Maia, un mezzo goblin (e mezzo elfo, mezzo educato e con altre caratteristiche rigorosamente a metà) che si ritrova Imperatore delle Terre Elfiche (elflands). D'un tratto scopre di avere molti nuovi nemici e pochi alleati, la cui lealtà non è ancora in grado di giudicare. È giovane e gli è più facile ringraziare qualcuno, piuttosto che decapitarlo o esiliarlo come a suo tempo era accaduto a lui e al suo educatore. Insomma: non gli daremmo una settimana di vita. Invece, anche grazie alla sua indole e alle amicizie la sua strada sarà sufficientemente lunga da costruirne una storia.

martedì 18 febbraio 2014

Trine


Una ladra.
Un mago.
Un cavaliere.
Tre eroi che più diversi non si può, uniti da un arcano manufatto, il Trine, per sconfiggere l'oscurità che si è impadronita del regno.

Trine è un gioco platform con elementi rompicapo ambientato in un mondo fantasy medievale. Le scenografie sono estremamente curate e pittoresche, con tocchi caratteristici che accompagneranno lo sviluppo della storia. La trama, l'avrete intuito, è piuttosto semplice e funzionale a giustificare gli ostacoli e le orde di nemici che dovrete affrontare. Ogni personaggio ha un background di massima e alcune doti o poteri specifici, per esempio il rampino della ladra e la capacità del mago di creare dal nulla scatole e assi di legno. Questi poteri servono a superare le difficoltà che di volta in volta si presentano, lasciando al giocatore la scelta della strategia migliore. Di fronte a una schiera di non morti, la scelta più ovvia è la spada del cavaliere, ma anche la ladra può essere di aiuto con il suo arco. Il giocatore può passare in qualsiasi momento dal controllo di un personaggio all'altro, purché questo non sia deceduto. Ogni livello è costellato da checkpoint, dove si può recuperare le energie e resuscitare un personaggio (è praticamente impossibile restare bloccati in un livello), nonché di scrigni e ampolle che sbloccheranno nuovi poteri e capacità.

venerdì 7 febbraio 2014

Aislinn - Angelize

"Ci stanno gli angeli che ammazzano la gente!" (Anonimo recensore)

Non è facile chiacchierare del libro di una persona che conosco, che occasionalmente legge il blog e a cui si drizzeranno le ali quando leggerà il titolo di questo post. Fortunatamente mi capita pochissimo, nel caso ci si adatta.
Dopotutto eri stata avvertita.

martedì 28 gennaio 2014

Neil Gaiman & Terry Pratchett - Good Omens

Mi sono appropinquato alla lettura di questo romanzo con un misto di scetticismo e venerazione repressa per due mostri sacri del fantastico. Il primo, Gaiman, all'epoca era noto principalmente per la serie a fumetti Sandman, la raccolta Smoke and Mirrors (l'unico altro suo libro che ho letto) e doveva ancora scrivere le opere per cui è più noto. Il secondo, Pratchett, all'epoca aveva già pubblicato la prima manciata di libri del Mondo Disco. È con questi due autori che avevo a che fare, non con le loro proiezioni future - che poi sono il presente. Questa premessa è d'obbligo, poiché per entrambi credo si possano indicare altri titoli fra i libri da consigliare. Eppure, trovo che il risultato non sia per nulla inferiore alla somma delle parti, né si può ignorare l'influenza di questo libro nel fantasy, specialmente di area urban. In chiusura a questa lunga premessa, ringrazio Maria e le altre partecipanti del gruppo di lettura, sia per l'opportunità di non rimandare, una volta tanto, questa lettura, sia perché farò frequenti riferimenti alle discussioni avute con loro.
Signore e signori... sigla!

A sinistra edizione US, a destra quella inglese. Trovate le differenze!

mercoledì 8 gennaio 2014

Jack Vance e il ciclo della Terra Morente


Credevo di averci messo due anni ma Anobii giura (e spergiura) che si è trattato solo di un anno e quattro mesi. Non male per un'opera così importante per l'immaginario fantastico. È pensando a essa che qualcuno ha coniato l'etichetta science fantasy, genere ibrido tra fantasy e fantascienza. Lo stesso titolo, che racchiude in sé le atmosfere di questa ambientazione crepuscolare, ha finito per designare un sottogenere della fantascienza. In un futuro lontano, quando il sole è ormai una grossa stella agonizzante, lì lì per spegnersi del tutto (e portare con sé gran parte dei pianeti), i nostri ultimi discendenti conducono le loro vite nell'ultima, decadente era dell'umanità. La civiltà è sparsa, frammentata e decadente. Il sapere è racchiuso nelle mani di pochi uomini in grado di praticare la magia, la forma più alta di scienza. Le lande sono percorse da avventurieri mossi perlopiù da motivazioni futili, per il proprio immediato tornaconto o vaghi ideali.
Questa è la Terra Morente e merita una sosta lungo la nostra strada di mattoni gialli.

martedì 3 dicembre 2013

#Petizione - I Bastardi Galantuomini di Scott Lynch in Italia

No, non ho mai letto Lynch. È svanito in una nuvola di fumo più rapidamente di quanto il mio interesse ci ha messo a formarsi. Diciamolo, la copertina del primo libro non era delle più invitanti. Quanto al seguito, mi dicono che sia già introvabile. Non ci sarà un terzo, a sentire la Nord che non ne ha comprato i diritti. Perché ne parlo, quindi? Perché è uno di quegli autori che è importante avere sugli scaffali, per evitare l'inghippo di credere che il fantasy sia rimasto fermo agli anni '50. Lo cita Abercrombie in un'intervista, fra gli scrittori che a suo parere dovrebbero essere tradotti (e in effetti lo è stato). Si tratta di bilanciare la fuoriuscita di lettori, che sempre più spesso leggono direttamente in inglese.

Il basso livello di serietà sotteso a scelte di questo tipo, come interrompere una serie o non pubblicare titoli che altrove hanno avuto un buon riscontro di critica e pubblico, nuoce soprattutto ai lettori e riduce la qualità di ciò che troverete sugli scaffali delle librerie. Se gli editori credono che il lettore tipo di letteratura fantastica abbia 13 anni, sarà più difficile trovare tematiche adulte e si moltiplicheranno i casi in cui un cervo si tramuta, nel corso della traduzione, in un unicorno.
Sul serio, un unicorno! Non si tratta di una svista: è una chiara politica editoriale, di chi deve averci presi tutti per dei cretini.

Bestie magiche a parte, arrivo al punto. La Leggivendola, che con questo si è meritata un'etichetta, ha creato una petizione rivolta alla Nord per la pubblicazione del terzo libro della serie di Lynch, che l'editrice non intende pubblicare.
In seconda istanza, credo si potrebbe manifestare l'interesse a un altro editore, ma qui le cose si fanno più complicate e ci vogliono numeri che poi si traducano in acquisti.
Se avete un minuto da perdere, basta cliccare sul link che ho nascosto poche righe sopra!

giovedì 28 novembre 2013

Tim Powers - Il Re Pescatore

Nel 1979, il ventisettenne Tim Powers, qualche anno dopo annoverato fra gli inventori del genere steampunk, decise di buttarsi sul fantasy* e pubblicare una storia molto, molto particolare. Il titolo di questo romanzo è The Drawing of the Dark, tradotto per il popolo italico come Il Re Pescatore, e ha a che fare, a onor del vero, sia con la Scura sia con il suddetto sovrano.

La storia in breve: Brian Duffy, soldato di ventura irlandese, viene assoldato a Venezia dal un mago Aurelianus sotto mentite spoglie, per servire come buttafuori presso una birreria di Vienna.
Ci sono anche i vichinghi.
Svariati mostri.
Una spada leggendaria.
E la birra, naturalmente.
La birra è centrale, nel romanzo.

Vediamo un po' meglio il contesto storico.
Siamo nel 1529, e Vienna sta per essere visitata da un esercito nemico forte di 70000 uomini, diventando così teatro del più eclatante scontro fra l'Impero Ottomano e la cristianità. Giannizzieri contro Lanzichenecchi. I Turchi di Solimano, al massimo della potenza, muovono guerra al cuore del Sacro Romano Impero in un momento storico di grande debolezza. L'Impero di Carlo V, infatti, è già alle prese con due nemici: la Francia di Francesco I, che si oppone per tutta la sua vita all'egemonia asburgica (portando spesso lo scontro sul suolo italiano), e la crescente diffusione della Riforma di Lutero.
Siamo in uno di quei momenti in cui possiamo percepire l'onda di marea che, nel lungo conflitto tra Occidente e Oriente, ha coinvolto ora l'Europa. Solimano il "Magnifico" è un sultano che non cede certo il passo a colui che, fra gli imperatori d'occidente, giunse più vicino a unificare la cristianità sotto un'unica bandiera.

lunedì 28 ottobre 2013

Bride of the Swamp God - Davide Mana

Un po' intimorito dalla chiave di ricerca "libri significativi", repentinamente apparsa nelle statistiche di blogger, continuo imperterrito nella segnalazione di ebook autoprodotti. Potete stare tranquilli: prima o poi la smetterò e riprenderò quei post che avevo anticipato.
Solo che, ecco, rompere un po' le regole è un buon modo di festeggiare le 49999 visite di questo blog (al momento in cui apro l'editor)!

Cosa ci fanno un soldato romano, una principessa egiziana e i seguaci di un antico culto, di notte, nei pressi di un tempio in rovina? Sono le premesse di questa novelette ambientata nel Delta del Nilo, all'incirca nel III secolo dopo Cristo. Sesto Cornelio Aculeo è un centurione della legione Traiana, di stanza ad Alessandria. Il suo coinvolgimento negli eventi è fortuito, perché egli vuole solo rintracciare alcuni suoi sottoposti per evitare loro un processo per diserzione. La presenza di Amunet, una donna seducente e iniziata alla magia, è invece finalizzata al risveglio di un Dio dimenticato, il cui nome è Isfet, che forse è bene che lo rimanga.

Bride of the Swamp God è un solido racconto sword & sorcery. Nato dalla contaminazione del mondo egizio di età romana, già antico e pieno di misteri, con l'orrore lovecraftiano, riesce principalmente grazie ai protagonisti. Si intravede infatti in Aculeo e Amunet la potenzialità di diventare una di quelle classiche coppie discordi per carattere e obiettivi, ma tenute insieme da una alchimia che funziona, come ci ha insegnato il cinema d'avventura. La narrazione è orientata all'azione, piuttosto che al mistero, così non aspettatevi di essere trascinati in un abisso lovecraftiano pieno di angoli impossibili e colori venuti da chissà dove.
Il tempio di Isfet è concreto, così come le minacce che i nostri eroi affronteranno.

Mi sono divertito moltissimo a leggere questa novelette. Un po' per il fascino delle culture antiche, che sul sottoscritto ha facile presa, un po' per l'efficacia della trama che, per quanto piuttosto prevedibile, tra un colpo di scena e l'altro non perde mai il ritmo.
Unico vero difetto, per chi non legge in inglese non esiste (credo) una versione italiana.
L'ebook lo trovate sul solito Kindle store a prezzo tutt'altro che inarrivabile e senza DRM.

lunedì 14 ottobre 2013

Alia, l'arcipelago del fantastico

Fotografia di craigletourneau

Dovrei presentarvi in poche righe cos'è Alia - L'arcipelago del fantastico, come (e quando) ne sono venuto a conoscenza e per quale ragione, se mi sentivo in dovere di parlarne, mi sono sempre limitato a citarla qua e là, in modo vago e distratto. Spero di riuscire a dare senso a tutte queste cose.

Inizierei dal nome. Alia, che ritengo essere un nominativo plurale neutro dell'aggettivo latino alius, alia, aliud, si può tradurre con "le altre cose" o "le cose diverse". È un buon nome, per una serie di pubblicazioni antologiche di racconti fantastici. Rende bene l'idea del varco, di quella rottura da cui può entrare qualcosa di estraneo a ciò che consideriamo reale. Alius è la parola da cui deriva "alieno", non a caso uno dei topoi* più diffusi nella fantascienza.

Alia, dicevo, è una raccolta di racconti. Ne sono usciti sei volumi, di cui alcuni suddivisi in più parti secondo il criterio della provenienza geografica dei racconti: Italia, anglosfera ed estremo oriente. Delle tre è forse l'ultima a stupire maggiormente. Alia 5 - Sol Levante, per esempio, contiene una selezione di racconti giapponesi, mentre in Alia 6 (volume unico) sono pervenuti anche autori di Cina e Singapore. Devo dire che non capita tutti i giorni di avere l'opportunità di leggere, tradotti, autori così distanti da noi, sia nello spazio che culturalmente. Leggere storie scritte dall'altro capo della Via della Seta è come scoprire lentamente uno scrigno antico, anche se gli autori sono contemporanei, e i tesori valgono sicuramente lo sforzo di costruire un ponte là dove la difficoltà di comprensione è maggiore.

mercoledì 18 settembre 2013

3Narratori - racconti scelti

L'ebook del contest 3Narratori è finalmente disponibile per il download gratuito, nei formati per ePub e per Kindle.
I link sono in fondo alla pagina.
Per chi non è allergico ai preamboli, lasciate che lo presenti.


Il contest si è ufficialmente concluso il 6 maggio di quest'anno, con la proclamazione dei vincitori. Nel corso di questi mesi, tra impegni di vario tipo, io e le mie due collaboratrici ci siamo impegnati nelle varie fasi di editing e realizzazione materiale del libro. Di quest'ultima mi sono occupato personalmente, per cui, se qualcosa non va, potete prendervela con il sottoscritto. Se invece i racconti vi sono piaciuti, il merito è ovviamente di chi li ha scritti.

L'elenco completo dei racconti è il seguente:
  1. Pochi anni scelti della mia vita, di Alessandro Madeddu
  2. Re della notte, di Moreno Pavanello
  3. Derowen, di Maria Cristina Robb
  4. Denocciolati, di Marco Migliori
  5. Lezione di botanica, di Alessandro Forlani
  6. La Locanda, di Mauro Ruggieri
Gli ultimi tre sono una sorpresa per tutti coloro che non erano coinvolti nella fase di selezione. Credo che sia una bella selezione, ma da organizzatore e curatore è un po' difficile essere obiettivo!
Spero vi divertiate, come ci siamo divertiti noi a leggerli.

La copertina è stata realizzata da Paola Cocchetto, giovane artista che ho conosciuto grazie al suo blog IllustrArt. La copertina, che potete ammirare anche nel suo aspetto originario, raffigura tre immagini tratte dai racconti.
Ma questo potete vederlo solo scaricando il libro.

Scarica subito l'ebook in formato ePub!

Se cercate una versione compatibile con il Kindle, ne parlo sotto.
L'ebook è distribuito gratuitamente con una licenza Creative Commons, i dettagli all'interno.
Auguro a tutti una buona lettura.

L'ebook è presente su GoodReads!


mercoledì 24 luglio 2013

Godbreaker - Luca Tarenzi

Gli Dèi esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi… Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l’agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro si ritrova coinvolto in una sfida grottesca: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Liàthan, antichissimo dio celta dalla morale ambigua e dalle ambizioni limitate non prende sul serio la minaccia. Ma dovrà ricredersi ben presto, quando Edwin – questo è il nome del ragazzo – mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo.
Un romanzo epico, pieno di colpi di scena e di personaggi memorabili a metà tra le atmosfere cupe e sognanti di American Gods e quelle crude e drammatiche di Hunger Games… ma con molto umorismo in più.
(Dal sito dell'editore)



Recensione


"La vendetta è il nettare degli Dei". Così recita il sottotitolo di questa ultima fatica di Luca Tarenzi, che è un buon indizio sul suo interno. I protagonisti divinità e il fulcro della storia è la vendetta, caratteristica quasi irrinunciabile per un dio. È principalmente dalla tradizione che Tarenzi pesca, rinfrescando e attualizzando il mito. Io, lo confesso, non sono mai stato un estimatore del genere "urban fantasy", un po' per pregiudizio e un po' per alcuni inciampi incontrati nel mio percorso di lettore. Devo però ammettere che questo libro è riuscito a convincermi fin da subito anche per il modo in cui sono stati bilanciati i due aspetti, il fantastico e il mondo contemporaneo.

lunedì 1 luglio 2013

Il caso Jane Eyre

Questo libro mi è stato consigliato durante una manifestazione studentesca da una cara amica, pertanto dedico a lei questa recensione.
A lei i miei più sentiti ringraziamenti.

Trama

(Dal sito dell'editore)

C'è un 1985 diverso: i libri sono il bene più prezioso, il tempo tende a flettersi all'improvviso e i confini tra realtà e fantasia sono molto morbidi. 
È il mondo di Thursday Next, trentaseienne dolce e coraggiosa, di professione Detective Letteraria.
Thursday ha le sue ombre: non riesce a dimenticare il fratello Anton, caduto in Crimea (dove la guerra non è mai finita) e rimpiange un amore perduto. Ma è una donna piena di risorse. Fa bene il suo lavoro; la rallegrano gli incontri fortuiti con il padre, disertore della CronoGuardia, e le visite al laboratorio del vecchio e stravagante zio Mycroft.
Zio Mycroft è un inventore, affascinato dall'elasticità del tempo, dello spazio, della realtà. Dopo lunghi esperimenti, ha trovato la chiave per entrare e uscire (fisicamente!) da un'opera letteraria.
Ma l'invenzione cade nelle mani sbagliate. 
Acheron Hades, criminale diabolico, il terzo uomo più ricercato del pianeta, se ne appropria. Sottrae il manoscritto di Jane Eyre dalla casa natale di Charlotte Brontë, piomba nel romanzo sul più bello e rapisce la povera Jane Eyre in camicia da notte. Poi chiede un riscatto insostenibile... Milioni di fan di Charlotte Brontë sono disperati. Scende in campo Thursday Next. Le indagini la riportano a Swindon, dove vive il suo antico amore. Tra dilemmi sentimentali, pressioni della potentissima Goliath Corporation, sfide all'ultimo sangue con Acheron Hades... riuscirà a portare in salvo Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita?

lunedì 24 giugno 2013

La Ruota del Tempo, III parte


I personaggi sono molto importanti nell'economia di una storia, perché creano un legame emotivo con il lettore, che può gioire o soffrire come se si trovasse ad affrontare le stesse prove. Per questo i personaggi devono essere vivi, credibili e interessanti. Se ho imparato qualcosa leggendo fantasy, è che non basta creare un mondo pieno di mirabolanti effetti speciali per rendere interessante una storia; a volte non è nemmeno necessario. Jordan ci riesce? Posso solo dire la mia. Sebbene egli non sia né un innovatore né un imbrattatele - quelli che "dipingono con le parole", è riuscito a mettere in piedi un cast solido e rispettabile. Ci sono stati momenti, nei libri centrali (dal settimo al decimo) in cui ho pensato di abbandonare la lettura perché troppo prolissa. Mi hanno trattenuto due fattori: la scommessa che, nonostante le lungaggini, si sarebbe arrivati alla conclusione e l'affetto che nutrivo per alcuni dei protagonisti.

The Wheel of Time ha un numero di personaggi da capogiro: oltre 2000, includendo anche coloro che saranno dimenticati nel giro di due paragrafi. Alto è anche il numero di narratori, poiché la storia è raccontata da svariati punti di vista. Se però vogliamo ridurre al nocciolo il novero dei protagonisti, isolandoli per importanza nella trama principale, arrivo a contarne quattro, tutti provenienti dallo stesso villaggio.

mercoledì 12 giugno 2013

La Ruota del Tempo, II parte


I Fiumi Gemelli, abbiamo detto. Uno sguardo alla mappa, viene subito da pensare alla Terra di Mezzo, con i Fiumi Gemelli al posto della Contea e il Tenebroso che dimora a nord anziché a sud-est*. Quando stavo ancora leggendo L'Occhio del Mondo, credo di aver presentato a un amico questa saga come "Il Signore degli Anelli ma con le nazioni". La seconda cosa che balza all'occhio, mantenendo il professor Tolkien come unico riferimento, è che la mappa ha dei confini al suo interno. Questa scelta, sconsigliata su tutti i forum in cui si discute di come non dovrebbe essere una cartina fantasy, permette di avere fin da subito l'impressione che questo mondo sia molto più popoloso - e bellicoso. Già, perché se non c'è un unico Re o Imperatore a rivendicare il controllo del mondo, è chiaro che prima di combattere il Tenebroso il nostro futuro Drago rischia di finire nel mezzo di una guerra.

Per fortuna Jordan non è Martin e nei 14 libri viene lasciato davvero poco spazio alle scaramucce di confine. Ci sono però situazioni pericolose, soprattutto quando c'è qualcuno che si proclama Drago. Soprattutto se è un falso Drago. I giovani dei Fiumi Gemelli lasciano la loro oasi isolata e felice per affrontare il mondo, libro dopo libro. I reami attraversati hanno differenze culturali e caratteristiche proprie, credo che valga la pena di mostrarvene qualcuno. La premessa, doverosa, è che anche qui si prosegue sul solco della tradizione europeo-medievale, sia nelle modalità di combattimento sia nello stile di vita - ma senza una vera e propria religione.

lunedì 10 giugno 2013

La Ruota del Tempo, I parte



Il genere fantasy è comunemente associato a trilogie, o comunque cicli di più libri che seguono una stessa storia o le avventure di uno o più eroi. Lasciando un attimo da parte la trilogia, divenuta quasi obbligatoria dopo il successo del professor Tolkien, si ha l'impressione che certe storie non sia soddisfacente rinchiuderle negli stretti limiti di un romanzo. Quella scritta da Robert Jordan è una delle opere più imponenti da questo punto di vista. 14 libri, per un totale di quasi 12000 pagine in 23 anni di pubblicazioni. Lì in mezzo c'è anche la morte dello scrittore. Gli ultimi tre volumi, in origine pensati come un unico mastodonte, sono così stati completati grazie a Brandon Sanderson, astro nascente del fantasy, e agli appunti lasciati da Jordan prima di lasciarci.

Di simbolismo ce n'è a bizzeffe
The Wheel of Time è la storia del nostro mondo in un'altra epoca, un epoca in cui, a seguito di un cataclisma avvenuto 3000 anni prima, l'umanità ha costruito i suoi regni in attesa di una nuova guerra contro le tenebre. Il Tenebroso (Dark One), entità maligna che corrompe il mondo, al termine di ogni era si scontra con il campione della Luce, ovvero il Drago. È bene notare che, mentre il Tenebroso è un'entità esterna alla Tessitura (Pattern), ovvero la trama che lega i fili del mondo e degli uomini, il Drago viene eletto tra gli uomini. La Luce è invece un'entità astratta, che non prende mai forma in un qualche tipo di divinità; è la Ruota a tessere i destini degli uomini, ciclicamente epoca dopo epoca. Nonostante non ci sia una vera e propria religione, molti dei popoli hanno una loro spiritualità. L'opera ne è intrisa, dato che uno dei presupposti della Ruota del Tempo è che le anime dono destinate a reincarnarsi, perlomeno quelle che sono a essa legate. Il Drago, al di là del suo destino, ha il potere di influenzare direttamente la Tessitura da cui è scaturito, e così è anche per altre persone chiamate Ta'veren.
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