lunedì 14 ottobre 2013

Alia, l'arcipelago del fantastico

Fotografia di craigletourneau

Dovrei presentarvi in poche righe cos'è Alia - L'arcipelago del fantastico, come (e quando) ne sono venuto a conoscenza e per quale ragione, se mi sentivo in dovere di parlarne, mi sono sempre limitato a citarla qua e là, in modo vago e distratto. Spero di riuscire a dare senso a tutte queste cose.

Inizierei dal nome. Alia, che ritengo essere un nominativo plurale neutro dell'aggettivo latino alius, alia, aliud, si può tradurre con "le altre cose" o "le cose diverse". È un buon nome, per una serie di pubblicazioni antologiche di racconti fantastici. Rende bene l'idea del varco, di quella rottura da cui può entrare qualcosa di estraneo a ciò che consideriamo reale. Alius è la parola da cui deriva "alieno", non a caso uno dei topoi* più diffusi nella fantascienza.

Alia, dicevo, è una raccolta di racconti. Ne sono usciti sei volumi, di cui alcuni suddivisi in più parti secondo il criterio della provenienza geografica dei racconti: Italia, anglosfera ed estremo oriente. Delle tre è forse l'ultima a stupire maggiormente. Alia 5 - Sol Levante, per esempio, contiene una selezione di racconti giapponesi, mentre in Alia 6 (volume unico) sono pervenuti anche autori di Cina e Singapore. Devo dire che non capita tutti i giorni di avere l'opportunità di leggere, tradotti, autori così distanti da noi, sia nello spazio che culturalmente. Leggere storie scritte dall'altro capo della Via della Seta è come scoprire lentamente uno scrigno antico, anche se gli autori sono contemporanei, e i tesori valgono sicuramente lo sforzo di costruire un ponte là dove la difficoltà di comprensione è maggiore.

Alia 5 - Sol Levante
Sugli altri due mondi non mi dilungherei. Una parolina solo per l'Italia, che la sua modesta tradizione letteraria ce l'ha, anche se nei generi del fantastico la nostra lingua è marginale. Quando si tratta di antologie di più autori, c'è chi spicca e chi si inabissa, ed è sempre difficile tirare le somme. Alcuni racconti mi sono piaciuti davvero molto e credo che non sfigurino a confronto con i racconti provenienti da altre parti del globo. Forse la scelta che paga di più è proprio l'amalgamare fra loro spiriti così diversi, a voler creare questo arcipelago di idee ed emozioni nel mare del fantastico.

Ho conosciuto Alia per caso e per sventura. Per caso, perché ne parlavano un paio di blogger che stimo e seguo tuttora. Per sventura, poiché CS_libri, la libreria editrice che ne curava l'edizione, chiudeva proprio in quei giorni, destino comune a molte librerie indipendenti. Oltre a questo, c'è stato il fattaccio della scomparsa del piego di libri contenente Alia 5 - senza nulla volerne all'impiegato delle poste, che spero si stia godendo i libri - e così ho deciso che il sesto l'avrei preso al Salone del Libro di Torino. Così è stato.

L'anno scorso, sempre al Salone, ho conosciuto Massimo Citi, ormai ex-libraio ma tuttora scrittore (se ricordate, ho speso due paragrafetti per una sua novella) e blogger. E ancora editore, spero, dato che il progetto Alia è vivo e vegeto, e un nuovo volume è in lavorazione. Inutile dire che seguo con attenzione il suo sviluppo, e potete farlo anche voi seguendo i riferimenti in coda al post.
Alia 6 (volume unico)

Ecco, sono arrivato quasi alla fine e non ho speso nessuna parola sulle storie. Ho evitato questo punto per l'imbarazzo che mi provoca il dover dare un'idea complessiva là dove l'immaginario dei diversi autori è così vario che è quasi impossibile trovare delle linee di demarcazione. Per darvi un'idea, ci sono storie d'amore complicate dalla presenza di un buco nero, samurai robot marziani, minotauri in libertà in un condominio di periferia, treni fantasma in corsa sull'oceano, spie domestiche (questo è folle, ma divertentissimo) e vecchie ossessioni che tornano a galla. Un ampio spettro di temi, storie e personaggi, senza vincoli di genere.

I volumi, almeno quelli che ho letto, sono arricchiti da illustrazioni di artisti internazionali. Un aspetto che valorizza i racconti. (Ci tengo a precisarlo perché sono da sempre un sostenitore delle illustrazioni, non solo sulla copertina.)

Non so aggiornarvi sull'effettiva reperibilità dei volumi di Alia, per  cui invito i curiosi a contattare l'editore. Alia 7 se ho bene inteso sarà pubblicato prima in formato digitale, che non mancherò di pubblicizzare a tempo debito.

Nel frattempo, vi invito a visitare i siti di Alia:


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*
E qui chiudo con lo sfoggio non richiesto di presunta cultura classica. Topos in greco significa luogo, ed è usato anche per indicate una caratteristica di un determinato argomento.

8 commenti:

  1. Alia avrebbe meritato una maggior fortuna, a quanto pare però molti lettori la stanno riscprendo adesso.
    Il che lascia ben sperare per la riuscita di Alia 7.

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    1. Per quanto mi riguarda, la colpa è tua e di Davide! :P

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  2. …comincio ad odiarti ;-) suggerisci sempre libri “appetitosi”, uffa!

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    1. Guarda il lato positivo. In questo caso, Alia 7 è ancora in lavorazione e non è ancora un "appetitoso" alla nostra portata. Comunque ti capisco, ho imparato a compilare una lista dei desideri anziché acquistare libri, perché avevo iniziato ad accumularne più di quanti riuscissi a leggere. (Quest'anno credo di essere in pareggio, o almeno lo ero fino ad agosto.)
      Non volermene. :)

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  3. La parte etimologica a me è piaciuta un sacco!

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    1. Credo che tu sia l'unica. Era poca cosa, però. Dovessi ricordarmi anche come si traduce il latino... ^^

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  4. Grazie della recensione. Di questi tempi le recensioni sono preziosissime. Hai indovinato la genesi del nome, detto tra parentesi, il che non è proprio da tutti... ;-)

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    1. Recensione meritatissima. Probabilmente ci vorranno mesi perché finisca di leggere tutti i racconti, perché la narrativa breve tendo a centellinarla con cura per gustarmela meglio.
      Ne riparleremo comunque quando uscirà il prossimo libro! :)

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