Visualizzazione post con etichetta racconti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta racconti. Mostra tutti i post

martedì 5 dicembre 2017

"3Narratori - Il libro delle ombre", l'ebook

Nessuno può sfuggire dalla propria ombra...

... e questo libro è la mia, in un certo senso. Una delle tante.
Ideai il progetto 3Narratori nel 2013, riunendo un gruppo di blogger per organizzare l'omonimo concorso e produrre un primo ebook pubblicato nello stesso anno. Era un concorso semplice, per un ebook semplice da diffondere gratuitamente e un piccolo premio per i tre racconti migliori. Il secondo concorso lo organizzai meglio, imponendo un tema che facesse da filo conduttore alle storie, ma che fosse allo stesso tempo abbastanza sottile da lasciare spazio a diverse interpretazioni. Ebbe meno successo del primo e cadde in un periodo in cui capitarono, a me e alle altre componenti del gruppo, tutta una serie di sconvolgimenti che ci allontanarono dal traguardo. Io, per esempio, adesso sono sposato, ho una bellissima bimba di otto mesi e vivo a qualche decina di chilometri da dove mi trovavo all'epoca (con due traslochi nel mezzo).
Ma alla fine ce l'ho fatta. Non da solo, certo. Devo ringraziare mia moglie Romina, che mi ha pungolato spesso e mi ha dato un aiuto cruciale nell'editing, alla fine mezzo ebook è passato sotto il suo sguardo inquisitore e ha fatto un ottimo lavoro. Ha anche realizzato un bellissimo booktrailer, che trovate più sotto. Devo ringraziare Camilla ed Erica, che mi hanno aiutato fin dall'inizio e in fase di selezione dei racconti. Anche Erica mi ha supportato nell'editing, curando due dei racconti. Ringrazio infine Paola Cocchetto, che ha realizzato una splendida illustrazione di copertina, che questa volta non è basata sui racconti vincitori, come nel primo ebook, ma sulla cornice... perché sì, questa volta ho voluto mettercela, anche per dare al lettore un minimo di filo conduttore e valorizzare il concept.
L'editing di uno dei racconti, la stesura della cornice e l'impaginazione artigianale dell'ePub che leggerete invece sono opera del sottoscritto, che ci ha messo tanto ma in alcuni momenti ci ha messo il cuore. Mettete quindi una mano sul vostro, quando dovrete valutare il nostro lavoro.
Un ultimo ringraziamento, ma non meno importante, va agli autori dei racconti, che hanno aspettato pazientemente, forse senza più troppe speranze, la fine del lavoro. Se il risultato vi piace, è principalmente merito loro.

E qui mi fermo.
Forse scriverò un altro post per svelarvi i retroscena di questo ebook, ma per ora credo di essermi dilungato anche troppo.
Vi lascio quindi al booktrailer realizzato da Romina (anche lei ne parla), per invogliarvi alla lettura:


Infine, se siamo riusciti a convincervi, ecco il link per il download gratuito, tramite il simpatico badge di Smashwords:

(E poi, quando l'avrete letto, non dimenticatevi di lasciare una valutazione in Goodreads!)

mercoledì 12 luglio 2017

"Storie di gatti", Aa.Vv.

Storie di gatti è una raccolta di storie a tema felino i cui proventi sono devoluti alla Croce Rossa Italiana per le vittime del terremoto in centro Italia. La lista degli autori è piuttosto lunga e variegata, ma forse vi stupirà ugualmente scoprire che tra di essi c'è anche il sottoscritto, che ha contribuito con un racconto di ambientazione storica di poco più di 1000 parole.

Come sono stato coinvolto?
Sono venuto a conoscenza del progetto per vie traverse, tra Facebook e la blogosfera. Ho così scoperto il primo volume Buck e il terremoto, con cui la curatrice, Serena Bianca de Matteis, ha già raccolto una discreta sommetta per aiutare le popolazioni colpite, e il bando per la nuova antologia. Nelle suddette zone, inoltre, ci sono stato qualche anno fa come turista, e potendo annoverare nella mia storia familiare una disgrazia simile, mi sono riscoperto sensibile sul tema e desideroso di contribuire, nel mio piccolo, donando un racconto.

Il guardiano è una storia molto breve, ma vorrei spenderci ugualmente due righe. È ambientato nel '300 a Castelluccio di Norcia, oggi come allora colpito dalle scosse. Lì ho immaginato una comunità intenta a rimettere insieme i frammenti, raccogliendosi intorno alla locanda del villaggio. Naturalmente, uno dei personaggi è un gatto - un gatto vero, che non parla né ragiona in termini umani ma squisitamente felini. Le linee guida prevedevano che ci fosse un messaggio di speranza, o in ogni caso in armonia con lo scopo del progetto. Credo di esserci riuscito abbastanza bene, anche se non ho resistito a infilarci un paio di altre cosucce, per dargli maggiore consistenza, perlomeno un'impronta. Se ci sono riuscito, può dirlo solo il lettore.

Perché proprio i gatti?
Storie di Gatti non è la prima pubblicazione di questo gruppo, come accennavo prima. L'anno scorso è uscita un'antologia canina, sempre con la stessa finalità. Alcuni autori hanno partecipato a entrambi i libri e il team editoriale è il medesimo, per cui se preferite cani e lupi, vi consiglio appunto Buck e il terremoto. Non so se ve lo posso anticipare, ma entro l'anno è prevista l'uscita un terzo volume, per completare l'opera, ma eventualmente ne riparleremo. Tutti e due (eventualmente tre) libri hanno finalità di beneficenza, con lo stesso indirizzo.

Anche se ve lo scrivo solo adesso, il libro è uscito il 24 maggio e contiene 22 racconti. È liberamente acquistabile, sia in versione digitale sia cartacea, su Amazon.

Buona lettura!
#lamorenoncrolla


Riferimenti:
Sito del progetto - http://www.buckeilterremoto.com/ (con i resoconti delle donazioni)
Pagina facebook - https://www.facebook.com/buckeilterremoto/
Link per l'acquisto - http://amzn.eu/eoSxgMR


lunedì 8 febbraio 2016

Concorso Transilvania


Nasce il Concorso Transilvania


La Transilvania è un luogo di leggende, castelli e tradizioni. Una terra che ci rimanda subito al Conte Dracula, al Vampirismo e a Vlad Tepes. Lo sanno bene i transilvanici, che ce li propinano immancabilmente in ogni negozio di souvenir, e che ci portano a pensare al paese descritto da Bram Stoker come a un luogo lugubre, tetro e mortifero.
Ma cos'altro avrà da offrirci la Transilvania? Raccontatecelo voi.Scrivete un racconto che illustri la nascita di un mito, di una tradizione, di un modo di dire, di una favola che abbia a che fare con la Transilvania. Interpretate queste istruzioni nel senso più ampio: potete raccontarci come sia venuto in mente all'amico Vlad di impalare i suoi nemici, oppure il diario di viaggio di un contemporaneo antropologo che intende indagare le usanze locali.


Divertitevi e ingannateci.


Quello che ci racconterete non dovrà essere vero, e non è detto che debba essere plausibile. Può essere una vicenda ambientata ai giorni nostri, nel remoto passato o nel lontano futuro, nel nostro mondo o in una realtà alternativa.
Stupiteci. Questo sì.

Regolamento


  1. I racconti devono essere inediti.
  2. Di genere weird, gotico, fantastico, horror, urban-fantasy, steampunk e/o una qualsiasi fusione dei suddetti.
  3. Pervenire in formato .doc o .rtf o .odt entro il 5 Aprile 2016. È tuttavia possibile che la scadenza venga posticipata allo scopo di raccogliere un maggior numero di racconti.
  4. Variare indicativamente da un minimo di 2000 a un massimo di 6000 parole.
  5. Attenersi al tema descritto.
  6. Si può partecipare con un massimo di tre racconti.


Chi giudicherà i racconti?


La giuria è composta da un eterogeneo miscuglio di autori, librai e blogger, tutti fissati con la letteratura di genere.
Trattasi di Luca Tarenzi, noto nel panorama urban-fantasy italiano per i suoi numerosi romanzi, tra cui la serie Poison Fairies (Acheron Books), Il sentiero di legno e sangue (Asengard), Quando il diavolo ti accarezza e God Breaker (Salani). Nel tempo libero scrive su La capanna dello sciamano e si veste da fauno.
Aislinn, autrice dei fortunati Angelize e Angelize II – Lucifer, entrambi editi da Fabbri Editore. Nei suoi romanzi gli angeli si massacrano a vicenda, ed ella li omaggia preparando biscotti a forma di ali da offrire agli astanti durante le presentazioni. Su Aislinn Dreams chiacchiera di fantasy, di musica e di scrittura.
Andrea e Giulia, prodi proprietari della meravigliosa libreria Miskatonic University di Reggio Emilia, dedicata esclusivamente al fantastico, all'horror e alla fantascienza – e declinazioni. Curano la rubrica di consigli letterari Letters from Miskatonic University sul sito LetteraturaHorror.it.
Camilla Pelizzoli, creatrice del blog Bibliomania. Collabora con Il giornale della libreria, parla un sacco ma non morde (forse).
Irene Daino, creatrice del blog LibrAngolo Acuto, è esperta del brutto e delle sciatterie editoriali, ma sa riconoscere una cosa bella quando la vede. Dice.
Marco Stabile, creatore dei blog Argonauta Xeno e Il Pozzo e lo Straniero. Sempre alla ricerca di nuovi approdi nei mari del fantastico, è un discreto lettore e di tanto in tanto si diverte a scrivere storie.
Erica Casale, creatrice del blog La Leggivendola, nonché del Transilvania Project e di tutto ciò ad esso collegato. Talvolta si incaponisce in sterili polemiche sull'editoria, ma basta lanciarle un libro perché si distragga.

E il premio?


Le opere giudicate meritevoli verranno raccolte in un'antologia pubblicata online sul blog Transilvania Project*. Tutti coloro che vedranno il proprio racconto pubblicato avranno diritto a una copia cartacea. Gli autori dei tre racconti giudicati migliori vinceranno inoltre un buono di quindici euro da spendere alla libreria Miskatonic University di Reggio Emilia.
(Sì, fanno spedizioni.)

Potete spedire le vostre opere all'indirizzo concorsotransilvania@gmail.com, corredate di nome, cognome e informazioni di contatto.

Nel caso la qualità delle opere pervenute non fosse ritenuta adeguata, la giuria si riserva di annullare il concorso.
LA PARTECIPAZIONE È ASSOLUTAMENTE GRATUITA.

*E non solo. Ne riparleremo.

Bando originale sul blog Transilvania Project.

lunedì 21 settembre 2015

Il Cavaliere lucente, un mini-racconto

Chiamarlo racconto è forse eccessivo, ma rientra nelle 300 parole limite. Ha infatti partecipato al concorso di compleanno del blog Romina Tamerici, senza piazzarsi negli agognati (!) primi posti. L'idea nasce da una bozza seminascosta, shiny, che ho rielaborato in maniera piuttosto frettolosa in chiave fiabesca. Mi sembra che il tenore generale ricordi un racconto natalizio apparso qualche anno fa sul blog, ma questo è comprensibilmente più da fine estate.

Vi lascio con l'invito a controllare sul blog di Romina quando usciranno i tre video, perché io stesso ero rimasto piacevolmente stupito ascoltando la sua lettura del mio Regina della notte.


Il Cavaliere lucente


Molto tempo fa, in una lontana provincia viveva un Cavaliere lucente. Tutti i sudditi lo ammiravano. Il Re, un giorno, decise di dargli in sposa l'unica figlia. La sola persona a rattristarsi fu proprio la Principessa, che a chiunque glielo domandasse rispondeva che non ne voleva sapere nulla di un uomo la cui unica qualità fosse la lucentezza. Non potendo sopportare quel visino triste, il Re invitò il Cavaliere nella capitale.
Tuttavia egli non rispose alla convocazione.
Fra il popolino dilagò lo sconforto. Il Re, abituato a essere obbedito, si addolorò molto per non poter dare ai sudditi ciò che chiedevano. Aspettò qualche stagione e al termine della stagione della caccia gli mandò un nuovo invito.
Ma il Cavaliere non si mosse dal suo castello.
Il Re, infuriato, decise quindi di muovere guerra al proprio vassallo; chiamò a sé i sudditi più valorosi e armò un grande esercito, che mise in marcia verso quella lontana provincia. La sua tenera figlia, il cui cuore soffriva ogni giorno di più, era alla finestra mentre si allontanava, e pianse.
Si racconta che dalle lacrime di un'anima infranta siano nati i fiumi del Regno. È per questo che un menestrello quale io sono esita a bere dal comune boccale, tanto quanto io esiti a raccontare l'epilogo della storia.
Da quel giorno la Principessa visse in una torre angusta, bevendo solo l'acqua più pura e pregando ogni giorno per il ritorno del suo augusto padre. Ogni tanto udiva nuove dalla guerra ma nulla che la rallegrasse.
Alla fine il Re fece ritorno. Era nero in viso e nel cuore; in un carro aveva riposto l'armatura splendente, che si trascinava in casa come una maledizione.
“Ora sarà qui, la sola luce del Regno,” disse.
Non ci fu più allegria, nel Castello. Solo ricordi.

mercoledì 22 ottobre 2014

"Regina della notte", racconto e lettura teatrale

Qualche mese fa, l'infaticabile Romina Tamerici ha messo in piedi un piccolo concorso per festeggiare il terzo compleanno del suo blog. Il concorso era diviso in due momenti: il primo in cui lei avrebbe dovuto scegliere tre racconti fra quelli inviati, il secondo in cui i visitatori avrebbero potuto ascoltare (e votare) una sua lettura dei testi.
Caso vuole che mi sia infilato fra i tre - sono quasi certo di averlo condiviso da qualche parte... - e che ho avuto la fortuna di ascoltare questo portento. So bene che un bravo scrittore, non dico di esserlo, dovrebbe leggere ad alta voce le proprie frasi, ma non sono mai stato bravo a leggere con la dovuta espressività. Vi posso assicurare che ascoltare il mio Regina della notte letto da Romina è stata un'esperienza emozionante, tanto che mi è venuto da pensare, per un momento, di aver davvero scritto un bel racconto! Scherzi a parte, questo tipo di lettura "teatrale" è in grado di mettere in risalto aspetti del testo, di significato o emotivi, che sono per forza di cosa personali, e possono conferire a esso un valore aggiunto.
Per le letture rimando al blog di Romina e al suo canale youtube, dove trovate anche altri video interessanti. Se vi interessa invece chiederle una lettura teatrale, c'è la pagina apposita.
Quanto a me, posso riproporvi questo breve racconto.

Regina della notte


Una brezza leggera accarezza l'erba, muovendone i fili con eleganza. È uno spettacolo distensivo e continuo, adatto all'attesa.
Arroccata sul suo parapetto, Bast scruta la superficie cangiante e scura. A seconda di come risponde al tocco dell'aria, è in grado di determinare la posizione di una possibile preda e di calare su di essa senza esitazione. Bast è una cacciatrice, ultima figlia di una nobile stirpe, e il fossato della rocchetta è il suo territorio.
Un refolo di vento più insistente le smuove il pelo nero, che ora presenta uno sbuffo sul fianco. È un presagio. Poco più sotto, ha scorto il nemico mentre cerca di stanare uno dei suoi.
Bast si alza e scende dal parapetto.
Le zampe affondano nell'erba scura, in cui ora è immersa, e avanza cautamente con le orecchie tese in ogni direzione. Non si farà cogliere di sorpresa.
Lì di fronte sente che Thot viene aggredito.
I suoi muscoli scattano e in men che non si dica raggiunge il luogo della colluttazione. Un balzo ed è sullo striato. Si rotolano, lui le morde l'orecchio ma alla fine è lei a prevalere.
Con un colpo di reni, lo striato si libera e scappa. Gian Galeazzo, che un tempo era il più forte, adesso si ritira con la coda fra le gambe. Ormai Bast è la migliore, specialmente quando si prende cura dei suoi. Valuta le condizioni di Thot, che le miagola un ringraziamento, poi erge la testa sopra i fili d'erba e si guarda intorno.
È tardi. Presto i suoi le faranno resoconto. In pochi balzi è di nuovo sul parapetto, il suo punto di osservazione. Per ciò che resta della notte osserverà il movimento continuo dell'erba, vigile e regina della notte.

giovedì 3 luglio 2014

Tre segnalazioni: PK, ALIA Evo, THe iNCIPIT

Oggi tre rapide segnalazioni in sequenza.

Esce oggi la nuova storia di PK a cui avevo accennato... solo che devo essermi confuso tra news ed editoriali, perché esce su Topolino. Da oggi, per quattro settimane, troverete le quattro parti della storia sceneggiata da Francesco Artibani in dichiarata continuity con PKNA e PK2.
(Devo capire cosa uscirà sul mensile dedicato a Paperinik, a questo punto...)
Per policy redazionale non dirò nulla fino alla fine.
Ma è una bomba.

Seconda notizia, concedetemelo, esce finalmente in edizione digitale ALIA Evo, nuovo volumetto della premiata ditta di cui avevo parlato non molto tempo addietro. Alia è un progetto interessante perché ospita racconti fantastici molto diversi tra loro, dagli autori italiani a quelli americani, a quelli asiatici. Trovate sul blog di Alia tutte le informazioni del caso e i link per l'acquisto. L'ebook costa poco più di 7 euro e contiene 14 racconti; il ricavato andrà a finanziare una eventuale edizione cartacea. (Inutile specificare che Amazon si intasca una percentuale, vero?)

Terzo, mi sono lanciato in una "nuova avventura" sulla piattaforma THe iNCIPIT. Partecipo con un racconto che vorrebbe essere horror - il che è curioso, perché la mia cultura è limitata temporalmente a metà del '900, salvo Matheson e qualche italiano. Gotico, forse riesce a esserlo. Se vi va di seguirlo, potete cercarmi per nome oppure arrivarci tramite le condivisioni sui profili sociali. Qui non credo ne parlerò ancora, se non per le solite considerazioni sulla piattaforma e sui suoi meccanismi.

Alla prossima... e andate in edicola!

venerdì 3 maggio 2013

L'eremita sulla colonna - racconto

Un giorno, il vecchio stilita scese dalla colonna e si diresse al villaggio. Indossava un'ampia veste immacolata, e aveva barba e capelli anch'essi bianchi. Le vesti erano intese a mostrare la sua santità, il suo corpo a infondere saggezza nelle sue parole.
Il suo ritiro era durato diciannove anni. In un primo momento faticò a riconoscere i costumi di quegli strani esseri che un tempo venivano a omaggiarlo, piccoli e tutti ugualmente brutti. Poiché ora camminava fra loro, nessuno si avvicinò a omaggiarlo, neppure l'uomo che tempo addietro era venuto da lui in cerca di consiglio e che ora si faceva chiamare Re.
Lo stilita decise che avrebbe parlato al suo popolo con i piedi nella stessa polvere.
Per primo incontrò un vecchio. Con le dita riparava una rete, ma dalle palpebre appesantite fissava oltre. La pelle grinzosa del volto si contraeva come se masticasse, nonostante gli si vedessero le ossa. «Che fai?» gli chiese lo stilita. «Non riesci ad agire, ma l'ozio non si addice all'uomo retto. Il villaggio ha bisogno delle tue reti, la tua famiglia del pescato. Perché se ti guardo negli occhi io vedo la morte?»
Il vecchio rispose senza alzare lo sguardo. «La mia vita è erosa dal flusso degli anni. Un tempo il fiume mi diede ricchezza, ma ora è il Re a possederlo e non ho più da mangiare. Ora cerco solo la calma e la quiete. Vai a infastidire altri!»
L'eremita chinò il capo in segno di rispetto, ma in cuor suo fu turbato.
Ripreso il cammino, incontrò un giovane che bighellonava per strada. Prendeva un sassolino e lo lanciava sul muro antistante, dove qualcuno aveva tracciato dei segni col gesso. Era lercio e nelle movenze c'era un che di bestiale. «Per quale ragione sprechi il tuo tempo? Non ci sono campi da arare, capanne da riparare, anziani da accudire? Devi mettere il tuo vigore al servizio della comunità, perché non durerà in eterno. Che ne è dei tuoi sogni?»
Il giovane lo guatò a lungo prima di ribattere. «Il Re ci ha tolto i campi e la paglia. Passo il tempo qui in strada perché il Re non mi ha strappato i sogni, che sono al servizio della comunità se qualcuno li vorrà realizzare.»
Lo stilita si allontanò a capo chino, finché, al limitare del villaggio, incontrò una donna che spazzava la polvere in strada. «Per quale ragione svolgi questo lavoro? Non hai nulla da fare in casa, un figlio da accudire o un tappeto da tessere?»
La donna si mise le mani sui fianchi e lo squadrò come se ciò che aveva detto non avesse senso. «La concubina reale è morta senza dare eredi. Il Re ha bandito che guiderà gli uomini colui che saprà rendersi uguale a loro. Dice che fu un eremita a consigliarlo in tal senso. Tu sei forse quell'eremita? Attendevo il tuo arrivo e per questo ti pulisco il cammino.»
Un sorriso decorò il volto del saggio, che ringraziò la donna e proseguì verso la villa dove il Re dimorava. Prima di raggiungere il recinto, sentì una botta alla schiena e cadde. Il giovane a cui si era rivolto trotterellò di fronte a lui, e con la coda dell'occhio osservò il vecchio che l'incitava. La donna era tornata a spazzare, guardando in terra.
«Perché?» chiese lo stilita.
«Perché il Re è diventato tale ammazzando il proprio rivale. Ha poi radunato gli anziani durante un festeggiamento e imprigionato chi gli si è opposto. Tu sei sceso dalla colonna, ma non sei uguale a noi e l'ho capito dalle tue idiozie. Ora ti darò ciò che meriti!»
«Uccidilo!» berciò il vecchio raggrinzito, mentre il ragazzo lo prendeva a pugni, ma poi si stancò e tornò alla sua rete. Anche il ragazzo trovò di meglio da fare e corse via.
Solo la donna rimase a guardarlo, insozzato di polvere e sangue.
«Povero eremita. Forse non meritavi tutto questo. Spero che quando sarai tornato sulla tua colonna rifletterai bene prima di assecondare chi ti chiede consiglio!»
Lo stilita si chiese se fosse davvero il caso di proseguire.


* * *

Questa storia è comparsa a suo tempo su un giornalino scolastico, ma l'ho poi rimaneggiata e ho cambiato il finale. Il breve racconto non è in alcun modo da intendersi un'allegoria o chissà cosa. Ogni riferimento a fatti, persone... be', si è capito. Gli stiliti, per la cronaca, sono esistiti davvero nel medioevo. Tuttavia, nonostante l'indubbio fascino, non è uno stile di vita che mi sento di consigliare a chicchessia.

mercoledì 6 febbraio 2013

Sabbia

Si narra che il Sole splenda sul deserto di Roq per vendicare un antico torto, prosciugandolo e uccidendovi tutti gli animali. Solo in seguito vi si insediarono le tribù di predoni, che vivevano di ruberie e saccheggi, e si diceva vi nascondessero i propri tesori. Alcuni studiosi, tuttavia, negano che vi siano mai stati torti o ricchezze, ma che tutte le storie e leggende relative a esso traggano origine da fatti di sangue...

Un giorno, mentre vagava sotto il sole di Roq, il giovane Kassir raggiunse un'oasi dove si erano accampati alcuni predoni, cinque in tutto. Si avvicinò con circospezione. Il loro capo, guercio e con un torace possente, lo chiamò: «Avanza, pastore. Siedi con noi! Mangerai e berrai insieme a noi, il prezzo lo stabiliremo alla fine.»
Kassir si sedette e si rinfrescò, accettando quanto gli veniva offerto. Era però preoccupato dal prezzo che avrebbe dovuto pagare. Dovete infatti sapere che gli uomini del deserto erano avidi e spregiudicati, tanto pronti al riso quanto lo erano alle feroci incursioni nei villaggi ai margini del deserto, che depredavano di ogni ricchezza.
A sua volta, il giovane volle condividere con i briganti il vino speciale che portava con sé, ottenuto come pagamento per i servigi offerti a un mercante. L'otre fece il giro dei presenti e Kassir sperò che fosse abbastanza da lasciarlo andar via indenne.
Alla fine del pranzo, il capo volle raccontare una storia. Roteò uno spiedo ancora gocciolante e disse: «Quando ero giovane vivevo in un villaggio, tra pastori. La terra era arida né dava frutti. I fratelli erano magri e mia madre, per ingannare la morte, vendette le sorelle per procurarci da mangiare. Mio padre era scomparso che nemmeno lo ricordo, lasciandoci soli in condizione di povertà e debolezza. Un giorno ci fu una scorreria. I guerrieri, impietositi dalla nostra situazione, risparmiarono mia madre e si portaron via uno di noi. Da allora vivo nel deserto e non sono mai tornato al villaggio. Una volta incontrai un fratello. Si era costruito una casa poche leghe a nord di qui, troppo vicino al deserto.» Il predone sputò sulle braci. «L'ho sventrato dov'era, ho posseduto la sua donna e razziato i suoi averi. Certi uomini non imparano. Io sono nato debole, ma ora sono un capo. Ora sono forte!»
La modesta orda acclamò il condottiero, issando l'otre per un secondo giro. Intonarono un canto sguaiato. Terminate le sconcezze, il capo si piegò verso l'ospite, fissandolo con l'occhio buono. «Ora tocca a te, pastore. Raccontami la tua storia.»
Kassir non esitò e cominciò subito il racconto: «Sono nato in un villaggio slle colline Siffar, in una famiglia di pastori. Ricordo le scorrerie di predoni, ricordo la carestia di cui gli anziani parlano con terrore per spaventare i bambini. Un giorno chiesi loro il permesso di viaggiare in cerca di fortuna, e lo ottenni. Da allora girai il mondo. Vidi terre fertili, bagnate dal fiume, e villaggi che non conoscevano la fame. Così seppi che il mio popolo era nato debole, vittima dei predoni e ignaro della fortuna delle altre genti.»
Mentre il giovane parlava, i briganti bevevano, mangiavano ancora e si sbeffeggiavano l'un l'altro. Solo il capo sembrava attento alla sua storia.
«Quando tornai a casa, mi fu presto chiaro che erano questi i nemici che riducevano il mio popolo in povertà. Un popolo è come sabbia. Non ha forma. Se però è chiuso in un contenitore, come quell'otre, ne prende la forma. Il nostro otre è dato dal deserto, dal sole e dalle scorribande.»
I predoni reagivano con minor vigore. Si muovevano con lentezza, i loro versi erano privi di senso. Il capo, faticando a tenere l'occhio aperto, rombò: «Pensi questo, pastore? Ebbene, io ti dichiaro debole come eri quando hai lasciato il villaggio. Consegnami ciò che possiedi, poi potrai ritornare al villaggio sul fiume.»
Il capo si alzò agitando lo spiedo, che però gli sfuggì di mano. L'uomo  tentò di afferrarlo, ma si sbilanciò e rotolò anche lui a terra. Disteso sulla sabbia, guaì: «Cane! Cosa mi hai fatto?»
Kassir si avvicinò. Lentamente. Raccolse da terra lo spiedo e disse: «Non dare la colpa a me. Sei caduto vittima della tua stessa debolezza, accettando il dono di un innocuo pastore. Avresti dovuto prima ascoltare il racconto, ora io porrò fine al tuo comando.»
Pronunciate queste parole, Kassir lo trafisse e fece lo stesso con i suoi compagni. Dopo si riposò, lasciando passare le ore più calde. Verso sera si avviò verso le colline, portando via tutto ciò che di valore avevano i predoni.
Kassir aveva inferto un primo taglio all'otre.

Cratere di Aristonothos. Accecamento di Polifemo

martedì 25 dicembre 2012

Si spengono i fuochi - Un racconto di Natale

Gli scrittori regalano racconti. Non lo dico io, lo dice l'ultimo premio Urania (qui, per esempio) e io condivido appieno. Non solo, anche altri blogger condividono racconti natalizi. Così, pur non essendo uno scrittore - se non nell'accezione di "colui che scrive", ma a questo punto lo è anche chi compila una constatazione amichevole - voglio provare a regalare un racconto a tema natalizio. Non è la prima volta che ci provo e anche stavolta sarà una variazione sul tema con un pizzico di ironia.
E senza rime azzardate.
Buona lettura.

Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo. Foto di Marika.

Si spengono i fuochi

"[...] e  bianco il velo sul mondo[...]"

1.

Il freddo aveva ormai raggiunto il centro della sala grande, nel cuore del palazzo. Dalle vetrate la Principessa contemplare i fiocchi, che cadevano ormai su tutto il reame. «Tutto è perduto» mormorò, stringendo il mantello intorno all'esile corpo. Il suo stesso cuore, un tempo ricolmo di sentimento, si era quasi del tutto fermato.
Qualcuno, nella sala, si schiarì la voce. Tutti i servitori erano da tempo fuggiti; si trattava di un cadetto assegnato all'ultima linea di difesa. Non rammentava i suoi tratti, ma la guerra aveva reso i suoi sudditi tutti uguali: sporchi, stanchi, gli occhi irrequieti di chi teme la morte dietro ogni angolo. La Principessa si allontanò dalla finestra e avanzò verso il centro della sala.

sabato 15 dicembre 2012

Incontro fra due viandanti. Un racconto.

In questi giorni ho avuto poco tempo da dedicare ai nuovi post.
Per passare il tempo, così, un piccolo assaggio.


Alla ricerca della ricchezza

Quando la carovana raggiunse l'oasi, qualcuno li aspettava.
Un uomo, azzimato e ansante, si avvicinò e disse: «Salute a te, straniero. Vengo da una terra lontana, e ho intrapreso questo lungo viaggio per arricchirmi. Sono un mercante. Poiché non vedo altro che deserto in ogni direzione, puoi indicarmi un mercato dove vendere le mie sete e le spezie?»
Lo straniero, di parecchie lune più giovane, si alzò e rispose: «Salute a te, mercante. Sono un pastore. Vengo da quelle colline laggiù, anch'io sono in viaggio per arricchirmi. Proseguendo verso l'alba,troverete una terra rigogliosa, attraversata da un fiume, e una città i cui abitanti sono ricchi ma sempre bisognosi di mercanzie.»
«Non capisco, pastore» disse il mercante, stupito dalla risata del giovane. «Perché ti allontani da una terra così piena di opportunità, dopo aver lottato, come tu dici, su quelle aspre colline? Provo pietà per te, che manchi d'astuzia e non sai riconoscere la ricchezza.»
Il mercante concluse con uno sbuffo, la piuma ondeggiò sul suo copricapo.
«Io, invece, ti invidio» disse il pastore, con leggerezza. «Prima di raggiungere la città dovrai attraversare il deserto di Roq, e lì i predoni ti libereranno dal tuo fardello. Se ci incontreremo di nuovo sarai di certo più povero, ma anche più astuto. Addio!»
Pronunciate queste parole, il pastore si avviò verso il tramonto.
Il mercante si guardò intorno, spaventato. Era convinto di scorgere feroci predoni dietro ogni duna. Una volta tornato alla carovana, fece cenno ai carri di invertire la marcia.

venerdì 17 agosto 2012

Un racconto estivo

Quello che segue è un racconto sperimentale. L'ho abbozzato mentre leggevo i "Racconti umoristici" di Mark Twain, per cui non stupitevi se manca ogni riferimento al fantastico. L'ispirazione mi è venuta durante uno stage, per cui la vicenda, almeno in parte, è realmente avvenuta.
Poi ci ho messo due mesi a scriverlo, ma questa è un'altra storia...


Una perturbazione estiva

«Allora? Sei dei nostri?»
Soldini era sempre più pressante. Da una settimana circa veniva a tormentarmi durante la pausa di metà mattina, sporgendo con quel suo occhio bieco da dietro il monitor.
«Se compri adesso» diceva, «risparmi sulla spedizione. Possiamo averli già martedì, tutti e dodici. Se sei dei nostri, certo. Ne mancano solo tre e poi posso ordinare.»
Si riferiva, naturalmente, a un ordine di mini ventilatori USB, di quelli che costano poco e rendono poco, ma alla lunga va a finire che uno lavora meglio. Era un rito che si ripeteva ogni anno, per finire immancabilmente in un nulla di fatto. Faceva semplicemente troppo caldo per preoccuparsi del caldo.

giovedì 8 marzo 2012

Un fiore, un racconto

No, niente mimose.
E dato che di questo passo si finisce nel retorico (o nel melenso), ci appiccico un mini racconto, preparato in occasione del concorso del buon Ferruccio.

venerdì 17 febbraio 2012

Una storia di fantasmi

Eccoci infine giunti all'ultimo dei racconti da me tradotti tratti da "Tales of Wonder" di Lord Dunsany. Onestamente, quando ho pianificato i miei sforzi credevo che sarebbe stato più facile! Tradurre a mente durante la lettura è molto diverso dal trasmutare dalla lingua in cui è nato a un'altra. Tradurre è dannatamente difficile e credo che d'ora in avanti proverò un timore reverenziale per chi lo fa di mestiere.


Ricordo brevemente i due racconti già proposti: in "A Tale of London" abbiamo visitato la capitale del mondo industrializzato con gli occhi dell'immaginazione e un pizzico di salace, ma sana, ironia; in "Why the Milkman Shudders When He Perceives the Dawn" siamo resi partecipi di un gioco condotto magistralmente del buon barone, grazie alla sua mirabile capacità di creare atmosfera.
Vediamo adesso un assaggio delle tonalità più cupe e minacciose che si incontrano lungo i sentieri della fantasia. Non sarà un racconto particolarmente terrificante, ma verso la fine mi ha trasmesso un brivido, per il presagio di una sventura che incombe. In attesa del momento opportuno.

venerdì 27 gennaio 2012

L'Antichità secondo Lord Dunsany


Questo è stato decisamente più ostico del precedente. Ci sono delle frasi troppo lunghe e piene di coordinate, che non sempre ho potuto spezzare. In qualche punto mi sono preso delle libertà per meglio rendere l'atmosfera, evitando appesantimenti eccessivi, dato che la storia, di per sé, non è pesante. C'è poi l'aspetto storico, niente affatto trascurabile, che mi ha spinto a rifugiarmi nelle annotazioni in fondo.
Suggerisco a chi non l'ha fatto di leggere anche il racconto precedente.
Per farvi un'idea di Lord Dunsany, rimando alla mia breve introduzione.
Buona lettura!

sabato 21 gennaio 2012

Una visita a Londra


La strada di mattoni gialli ci porta al primo dei racconti di Lord Dunsany che voglio proporvi. Ho rischiato di inciampare in una o due occasioni, ma ne sono uscito incolume.
La storia è tratta da "Tales of Wonder", 1916.
La licenza è la solita, reperibile in fondo alla pagina.

mercoledì 28 dicembre 2011

Piccole oscillazioni

Vi propongo un racconto che avevo pensato per un concorso due anni fa di circa 500 parole. Doveva essere il soggetto per una tavola a fumetti, a patto che un disegnatore lo scegliesse. La triste verità è che non l'ho mai proposto, essendomi confuso con i mesi dell'anno e per un po' lo ho lasciato nel cassetto. Da tempo avevo in programma di modificarlo. Come risultato ho tagliato quasi metà del testo, togliendo le descrizioni e rendendolo più... fumoso.
La forma è più simile al poema in prosa che a un racconto canonico.

Ricordo a chi non fosse attento che uso una licenza Creative Commons BY-NC-SA.

Un'ultima cosa. I polinomi di Hermite sono uno strumento matematico che permette di risolvere l'equazione del'oscillatore armonico in meccanica quantistica. Ulteriori riferimenti richiederebbero una spiegazione più lunga del racconto stesso, e sono quindi lasciati alla sensibilità del lettore.

venerdì 17 dicembre 2010

Racconto di Natale

"Chi dice che il principe delle favole è azzurro? Io dico che è bianco. Bianca è la principessa, bianco il castello del regno. Il mondo perfetto è bianco, candido come la neve, che raffredda anche l'animo più acceso, pallido come la morte. Il mondo perfetto è un mondo di morte, e freddo. Tutto ciò che è vivo prende vita camminando sopra questo mondo innevato, e quando la vita tange la neve esso ne è deturpato, inesorabilmente deformato e distrutto. Alla fine ti accorgi che il mondo perfetto non esiste, forse non è mai esistito. Esiste soltanto la neve..."

Da questo paragrafo ho tratto una poesia che potete trovare qui.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...