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giovedì 22 maggio 2014

Come e perché affrontare le elezioni europee

... ovvero, il post che potete ignorare Il fatto è che c'è questa grossa cosa in arrivo, le elezioni per il parlamento europeo. Mi sentirei già abbastanza in colpa per aver seguito pochissimo la campagna elettorale e praticamente ignorato i programmi elettorali, se non fosse che ho realizzato che in queste settimane se ne è parlato poco e male. In qualche modo lo percepisco come meno importante nel caso di elezioni nazionali, poiché in fin dei conti la campagna elettorale è spesso il momento in cui si esibiscono vecchi slogan e colpi di scena da pagare poi negli anni a venire.

L'Europa è diversa, soprattutto in questo momento storico.
Questo fine settimana si va a leggere il Parlamento Europeo, l'organo rappresentativo e democratico la cui composizione può determinare la direzione che prenderà l'UE in futuro. L'Europa di oggi, lontana e identificata più con la Troika che con l'organo democraticamente eletto? L'Europa futura, più integrata e con sempre maggiori competenze? Oppure l'Europa del passato, ritornata alle monete nazionali e alle frontiere? Io non lo so se il bivio è qui dietro l'angolo o se si tratta di un abbaglio, ma la sensazione è persistente e non riesco a ignorarla.

Non riesco a pensare di potermi basare nella decisione sulla politica nazionale, non questa volta.

Come superare le carenze dei maggiori canali di informazione? I programmi sono disponibili un po' ovunque; non dovrebbe essere difficile trovarli sul web. Voglio però suggerire un utile strumento per aiutarvi a chiarire le idee: VOI SIETE QUI!

Sono anni che questo semplice strumento, realizzato dall'associazione openpolis sulle posizioni delle varie liste, ci prende. Nel mio caso, almeno. Incidentalmente, segnalo che su openpolis trovate altri ottimi strumenti per tenere d'occhio gli eletti (anche a livello locale!) grazie alla raccolta di dati pubblici e dando senso pratico a una parola spesso abusata: la trasparenza.

No, sul serio, andateci. Io non lo faccio e ogni volta che ci torno me ne pento, perché viene aggiornato e migliorato costantemente. Se tuttavia, dopo aver spulciato le schede dei vostri candidati, siete rimasti delusi - è arrivato il momento dell'indicazione di voto - non temete, perché c'è sempre la carta X. Un voto per il futuro.


mercoledì 27 febbraio 2013

Così va la vita

Immagine di Vandiemenlander

Piccola interruzione post-elettorale.
Non credo che succederà spesso, ma dato che questa è essenzialmente una pagina personale, mi ritaglio un piccolo spazio per riflettere sull'esito delle elezioni. Lo segno in neretto così chi si lascia cogliere da  facile isteria al suono di "voto", "politica" o affini può tranquillamente passare ad altro blog - oppure a un altro degli articoli qui ospitati, dato che di "politici" nel senso comune* ce ne sono due in totale.

Primo inciso. Io vivo e lavoro in Lombardia, per cui la tensione si è prolungata su due giorni. Non è un mistero che si tratta di una regione di centro-destra e che, avendo assistito al regno ininterrotto di Formigoni per 18 anni, non si sia abituati a vere elezioni. Per cui, sì, nel mio caso la tensione è stata, se non due, almeno una volta e mezzo quella di un cittadino di altre regioni.
Secondo inciso. Per la prima volta ho votato anche la scheda gialla. È stato un momento importante per me, anche se non molto gratificante visti gli esiti.
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