Qualche tempo fa, curiosando in rete, ero incappato in un forum dove una sedicente editor-non-di-professione dava consigli ai giovani sull'editoria fantasy in Italia. Il rivoluzionario di turno aveva in mente la sua idea di fantasy, con le solite razze con i nomi cambiati (da una buffa suddivisione esoterica) e linguaggio aulico, tuttavia rigettava con foga le "solite storie con messaggi anti guerra/razzismo/quant'altro". Al di là dell'aspetto sociale, è interessante l'osservazione che faceva la nostra editor, ovvero che nel fantasy questi argomenti non sono trattati così di frequente. Quindi, nonostante fossi inizialmente contrario a parlare di un libro che, oltre a non essere stato tradotto in italiano, non era neppure uscito* per il mercato anglosassone, mi sono finalmente deciso a farlo.
Tuttavia vi avverto: qui c'è il messaggio.
Ed è pure uno young adult (YA), per cui, se la cosa vi irrita, non sentitevi obbligati a continuare la lettura.
The Goblin Emperor di Katherine Addison** è un libro che si allontana dal fantasy a cui sono abituato. Non è epico, non c'è un campagnolo che deve salvare il mondo né una scuola di magia. Il protagonista è Maia, un mezzo goblin (e mezzo elfo, mezzo educato e con altre caratteristiche rigorosamente a metà) che si ritrova Imperatore delle Terre Elfiche (elflands). D'un tratto scopre di avere molti nuovi nemici e pochi alleati, la cui lealtà non è ancora in grado di giudicare. È giovane e gli è più facile ringraziare qualcuno, piuttosto che decapitarlo o esiliarlo come a suo tempo era accaduto a lui e al suo educatore. Insomma: non gli daremmo una settimana di vita. Invece, anche grazie alla sua indole e alle amicizie la sua strada sarà sufficientemente lunga da costruirne una storia.

