No, non ho mai letto Lynch. È svanito in una nuvola di fumo più rapidamente di quanto il mio interesse ci ha messo a formarsi. Diciamolo, la copertina del primo libro non era delle più invitanti. Quanto al seguito, mi dicono che sia già introvabile. Non ci sarà un terzo, a sentire la Nord che non ne ha comprato i diritti. Perché ne parlo, quindi? Perché è uno di quegli autori che è importante avere sugli scaffali, per evitare l'inghippo di credere che il fantasy sia rimasto fermo agli anni '50. Lo cita Abercrombie in un'intervista, fra gli scrittori che a suo parere dovrebbero essere tradotti (e in effetti lo è stato). Si tratta di bilanciare la fuoriuscita di lettori, che sempre più spesso leggono direttamente in inglese.
Il basso livello di serietà sotteso a scelte di questo tipo, come interrompere una serie o non pubblicare titoli che altrove hanno avuto un buon riscontro di critica e pubblico, nuoce soprattutto ai lettori e riduce la qualità di ciò che troverete sugli scaffali delle librerie. Se gli editori credono che il lettore tipo di letteratura fantastica abbia 13 anni, sarà più difficile trovare tematiche adulte e si moltiplicheranno i casi in cui un cervo si tramuta, nel corso della traduzione, in un unicorno.
Sul serio, un unicorno! Non si tratta di una svista: è una chiara politica editoriale, di chi deve averci presi tutti per dei cretini.
Bestie magiche a parte, arrivo al punto. La Leggivendola, che con questo si è meritata un'etichetta, ha creato una petizione rivolta alla Nord per la pubblicazione del terzo libro della serie di Lynch, che l'editrice non intende pubblicare.
In seconda istanza, credo si potrebbe manifestare l'interesse a un altro editore, ma qui le cose si fanno più complicate e ci vogliono numeri che poi si traducano in acquisti.
Se avete un minuto da perdere, basta cliccare sul link che ho nascosto poche righe sopra!
