venerdì 28 settembre 2012

Immaginazione e fantasia secondo Coleridge

"There was a ship!" disse.
  "It is an ancient Mariner,
     And he stoppeth one of three.   
[...]
He holds him with his glittering eye—
     The Wedding-Guest stood still,
     And listens like a three years child:
     The Mariner hath his will."

Chi mastica un po' di inglese*, avrà riconosciuto l'incipit dell'opera più famosa del poeta Coleridge: The rime of the ancient mariner, in italiano La ballata del vecchio marinaio. Chi non la conoscesse consideri di rimediare al più presto, perché merita.


Fra Romanticismo e tradizione

Samuel Taylor Coleridge fu uno dei più importanti esponenti del Romanticismo inglese, insieme a quel William Wordsworth che pubblicò insieme a lui, nel  1798, le Lyrical Ballads, inclusa la suddetta Ballata. La storia, che coinvolge maledizioni, spiriti, mostri marini e la Morte che gioca a dadi per le anime, viene raccontata da un anziano (o antico*) marinaio a un poveraccio che si stava recando a una festa nuziale. Il malcapitato è catturato dall'occhio del marinaio, che non può far altro se non aspettare che la parlantina dell'uomo di mare si esaurisca.
Nulla a che fare con i narcisi**, insomma.

Alla fine, nonostante il comune intento rivoluzionario, Coleridge finirà per distanziarsi dall'opera dell'amico, con cui condivide il frontespizio delle Lyrical Ballads (le cui edizioni successive, se non erro, saranno curate proprio da Wordsworth). Tra i due, è lui quello più legato alla tradizione, a tal punto che la prima versione della Ballata contiene molti termini scritti con la grafia antica. Può essere utile ricordare che entrambi intrapresero la ricerca di una "lingua naturale" con cui esprimere i propri versi, giungendo a conclusioni molto distanti fra loro.
Coleridge scrisse anche la "Biographia Literaria", un testo che contiene interessanti riflessioni sulla sua poetica insieme rivoluzionaria e antica. Vediamo cosa era per il poeta l'immaginazione e come egli la distingueva dalla fantasia.

L'albatros è messaggero di speranza.

L'immaginazione come visione poetica

Che cos'è l'immaginazione per il poeta?
Innanzitutto, ce ne sono di due tipi: una primaria e una secondaria. Quella primaria è la facoltà con cui noi esseri umani percepiamo il mondo, ovvero attraverso i cinque sensi. La seconda, invece, è la visione poetica, un senso che ha riesce a "idealizzare e unificare" il mondo. La poesia, diversamente dalla prosa, non mira infatti al particolare ma all'universale, al tutto e non alle singole parti. Sia nei sentimenti sia negli avvenimenti narrati, in poesia vi è una connotazione ideale, che in qualche modo trascende il mondo che percepiamo attraverso i sensi e va oltre. L'immaginazione (secondaria) così definita è pertanto il senso attraverso cui il poeta raggiunge il suo scopo, che non è copiare blandamente la realtà, bensì imitarla, ri-crearla.

In parole povere, mentre tutti noi immaginiamo il mondo in base a ciò che vediamo, tocchiamo, ..., il poeta avrebbe accesso a un sesto senso, che gli permette di raggiungere l'oggetto unico e ideale a cui, astraendo, si possono ricondurre tutti gli oggetti sensibili di un dato tipo.
Come si differenzia questo super senso dalla più comune fantasia?


Anche la Morte gioca a dadi.
La fantasia, effimera e incoerente

La fantasia è inferiore all'immaginazione, con cui ha ben poco in comune. La fantasia è semplicemente la capacità del poeta di aggregare metafore, similitudine e altri strumenti a sua disposizione - quelle che chiamiamo figure retoriche, ma potremmo metterci anche tutte le varie tecniche espressive e narrative. Si tratta di un modo di assemblare una poesia, in modo meccanico e senza la possibilità di raggiungere veramente l'universale, poiché la fantasia crea un contenuto incoerente, che è governato dalle regole che ci siamo dati ma non ha la facoltà di avvicinarsi a come è il mondo: ne è solamente una copia.

Come nel caso precedente ai nostri cinque sensi il poeta sostituiva l'immaginazione secondaria, in questo egli dispone di una guida, di un cestino che contiene tutti gli strumenti tipici della poesia. Il risultato non è che una copia della realtà, abbellita da figure retoriche. L'immaginazione, invece, come abbiamo visto porta a ri-crearla, che è cosa ben diversa.

Ho trovato interessante il fatto che Coleridge, parlando della fantasia, usi il termine fancy anziché fantasy. In italiano li traduciamo entrambi con "fantasia", ma fancy ha una sfumatura diversa: suggerisce qualcosa di più effimero, passeggero. "Fantasticheria" forse si avvicina di più al suo significato autentico.


La fine del viaggio?
Risalire alle fonti

Come avrete intuito, l'ho messa giù semplice.
In realtà, dietro a questa concezione poetica ci sono due grandi scuole filosofiche: l'empirismo inglese e la filosofia idealistica tedesca. Argomentazioni più complete si trovano su qualsiasi edizione della Ballata che contenga un'introduzione. Io ho letto l'edizione BUR curata da Ginevra Bopiani, con le straordinarie illustrazioni di Gustave Doré.
Inarrivabile, il Doré.
(No, davvero. Sono semplicemente stupende!)

In alternativa, si può sempre ricorrere all'autore. La Biographia Literaria è scaricabile gratuitamente dalla pagina del progetto Gutenberg, in inglese, ma è sicuramente stata tradotta e potreste reperirla facilmente in una biblioteca.
Su Gutenberg trovate anche il testo originale della Ballata, in varie edizioni. Per chi fosse curioso del contesto letterario a cui ho fatto cenno e volesse leggere l'opera dell'amico Wordsworth, rimando alle Lyrical Ballads, che includono anche la Ballata.

________________
*
Ancient si può tradurre sia con "vecchio" sia con "antico". A parte questa ambiguità, su cui sono stati spesi fiumi di parole, eccovi una traduzione sommaria:

"È un vecchio marinaio,
E ferma uno di quei tre.
[...]
Lo afferra con il suo occhio luccicante
L'invitato [al matrimonio] rimane immobile,
E ascolta come un bimbo di tre anni:
Il Marinaio ha catturato la sua volontà."

**
"Daffodils" è l'altra poesia che mi hanno fatto leggere, sempre dallo stesso libro. No, non sono un suo ammiratore, ciononostante è senza dubbio uno dei numi tutelari del Romanticismo inglese.

11 commenti:

  1. Ah, il Doré... sono incondizionatamente innamorata di tutti i suoi lavori. Ho un'edizione della Divina Commedia con le sue incisioni e ho perso interi pomeriggi semplicemente sfogliandola!
    (Poi l'ho anche letta, eh.)

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    1. Ti invidio tantissimo. Io ho quest'edizione della Ballata, ma in formato piccolo non rende molto. Ho anche il Don Chisciotte, ma non è la stessa cosa.

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  2. Io ADORO Coleridge. Molto meglio di Wordsworth ^^

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    1. Wordsworth... dopo i Daffodils, ho perso ogni interesse! ^^

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  3. Un post veramente notevole... Una visione della poesia e del poeta veramente forti, mi piace

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  4. Gran bel post! Ho apprezzato sia l'analisi della poetica di Coleridge che i disegni di Dorè.

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  5. Un post proprio interessante! Ho scoperto tantissime cose. Bravo!

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  6. Grazie, grazie.
    Tra l'altro, mi sono accorto ora che è il mio centesimo post!

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    1. Wow! Che bel traguardo! Continua così, mi raccomando.

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  7. L'ancient mariner è la mia ballata preferita.
    A me piace anche Wordsworth. ;)
    Molto bello questo post.

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    1. Non so, io sono ancora traumatizzato dai Daffodils. Si nota?

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