lunedì 1 ottobre 2012

The Slow Reading Manifesto

Più slow di così...
Di ebook ne avevamo già parlato.
Oggi parliamo di slow reading.
L'analogia è con Slow Food, un'organizzazione internazionale nata in Italia come risposta al dilagare dei fast food. La sua finalità è difendere e divulgare le tradizioni agricole ed enogastronomiche in ogni parte del mondo.
Insomma, mangiare bene.

Che cosa ha a che fare con i libri? È presto detto.
Come recita nel preambolo, il manifesto è un'iniziativa di Antonio Tombolini, fondatore di Simplicissimus Book Farm, azienda che si occupa di editoria digitale. È proprio l'avvento del digitale (ebook, ma non solo) sembra mettere a rischio l'esistenza di una modalità di lettura più tradizionale e sana.
La lettura di un libro, anche impegnativo o lungo, la condivisione e la discussione con gli amici.
Cose di questo tipo.
Così, pur accettando la diffusione dei nuovi formati e non negandone le prerogative e le opportunità, secondo Tombolini urge evitare che gli ebook si trasformino nell'equivalente di uno snack, di un cheeseburger. Insomma, se digitale dev'essere, meglio che l'ebook sia prima di tutto un libro.
E un libro non è uno snack da dieci pagine con scarso valore nutrizionale, sembra intendere.

Non so.
Scorrendo il manifesto, mi sembra ci siano degli spunti su cui riflettere, soprattutto se siamo dell'avviso che la digitalizzazione sia un processo "inevitabile e inarrestabile". Capisco i timori di Tombolini perché ho avuto tra le mani almeno un paio di ebook che rientrano nella categoria "cheeseburger". E mi fa riflettere anche perché a parlarne è uno dei pionieri del settore in Italia e non un purista nostalgico che rimpiange l'odore dei libri.

Però c'è qualcosa che non mi convince del tutto. Innanzitutto, siamo poi certi che questo snack reading sia iniziato con il digitale? E poi, cos'è veramente questo modo poco sano di avvicinarsi alla lettura?
Io reputo molto più dannose le piramidi sfumate che costellano le grandi librerie, i vampiri dal cuore tenero e le barzellette dei calciatori.
Qualche anno fa mi regalarono ben due libri umoristici a stampo calcistico.
Libri orribili e inutili, che probabilmente hanno venduto, in Italia, più di alcuni dei miei autori preferiti.

Non so se il digitale può effettivamente dare il colpo di grazia allo slow reading.
Un ebook riduce i libri di barzellette a trenta pagine scarse, neutralizzando trucchetti vari, come margini abissali e voragini al posto di un normale interlinea.
Mi è anche capitato di leggere ebook di trenta pagine di qualità elevata. Esistono storie, di lunghezza intermedia tra il racconto e il romanzo*, che trovano negli ebook un formato ottimale, perché in un'antologia rischiano l'anonimato e non sono abbastanza corpose da giustificarne la stampa - salvo trucchetti.

Insomma, ne riparliamo. Certi argomenti sono dei boomerang.
Voi pensate che lo slow reading sia morituro? Siete slow readers o preferite "un morso e via"?

______________
*
Una novelette ha un numero di parole compreso tra 7500 e 17500. Una novella da 17500 a 40000, secondo la definizione del premio Nebula.

20 commenti:

  1. Uhm ò_ò Personalmente non so se potermi definire 'slow reader', considerando che se un libro mi piace me ne abbuffo senza sosta, altro che 'assaporare' le parole...
    Comunque nemmeno io credo che l'ebook possa fare tutto questo danno al cosiddetto 'slow reading'... dopotutto le letture schife si trovano facile anche in cartaceo >_>

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    1. Secondo me l'aver aperto un blog in cui parli, fra le altre cose, di libri ti rende abbastanza slow. (Era un complimento!)

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  2. Non credo che l' ebook possa ammazzare la lettura slow. Da appassionato della carta non ho problemi a rapportarmi col digitale.
    Lo slow reading lo ammazzano i libri brutti,cartacei o digitali che siano.

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  3. Se per slow reading si intende il cartaceo (questo mi sembra di aver capito da uno sguardo sommario al manifesto), credo non vi siano pericoli.
    Il libro stampato cederà indubbiamente un po' di quote di mercato al digitale ma continuerà a sopravvivere.
    E' uno scenario completamente diverso da quello che è accaduto con la musica: il vinile aveva il suo fascino ma ad un certo punto anche gli appassionati hanno dovuto cedere a causa della mancanza dell'hardware necessario (leggi: il giradischi). Un libro non ha bisogno di hardware, per cui non c'è motivo per cui si debba passare per forza al nuovo supporto. Probabilmente un giorno si arriverà al print-on-demand ma, per la nostra gioia, sopravviveranno i mercatini di usato dove potremmo sguazzare liberamente in barba ai fanatici del digitale

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    1. Infatti, anche secondo me il libro in forma cartacea continuerà ad avere molta più diffusione del digitale. Anche perché, banalmente, non tutti si possono permettere l'hardware.

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  4. I lettori si accostano al libro prescelto - e-book o p-book - con in mente una procedura più o meno precisa. Abboffarsi velocemente, procedere lentamente, assaporare pagina per pagine ogni tanto. Chi leggerebbe nello stesso modo Il libro dell'Inquietudine di Pessoa e Tre uomini in barca di Jerome K, Jerome. Sacrosanto affermare che l'e-book azzera il problema dei formati di stampa, rendendo possibile anche la pubblicazione di novelle o di brevissime antologie. Qui, probabilmente, sta la vera e profonda novità dell'e-book.
    Onestamente, comunque, ho la sensazione che Mr. Tombolini sia alla ricerca di qualche facile onorificenza culturale...

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    1. Anch'io ho questa impressione, tanto che nella versione in inglese traspare nei commenti che ha allacciato rapporti con un professore inglese/americano autore del libro "Slow reading".

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  5. secondo me avrebbe più senso demonizzare il "merd-reading", organizzando una manifestazione in cui si gettino al rogo quelle porcate da supermarket che stanno alla letteratura come i Vanzina stanno al cinema.

    Ho il feticcio della carta stampata e son sicuro che quando dovrò comprare un ebook reader soffrirò molto per la mancanza di quella sensazione tattile e olfattiva che rende un orgasmo lo sfogliare un libro cartaceo. Ma tra Tizio che legge solo ebook sulla filosofia e Caio che ha acquistato da Feltrinelli il libro con le "barzellette di Totti", non avrei dubbi su chi buttare giù dalla torre.

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    1. Sei uno dei nostalgici?
      Casomai decidessi di comprare un ereader, potresti leggere in digitale libri che ci guadagnano: novelle, saggi brevi, etc. Oppure lo sterminato patrimonio culturale che è diventato di dominio pubblico, in quanto edito prima del... 1924?
      Dipende dalla legislazione, ma è davvero tanta roba!
      Insomma, ciò che è difficile se non impossibile reperire in forma cartacea.

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    2. Ti dico solo che colleziono macchine da scrivere ^^

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  6. Post davvero interessante. Io leggo molti libri cartacei, ma sto iniziando ad appassionarmi all'e-book reader: vuoi mettere portarsi dietro le "Mille e una notte" piuttosto che leggersele comodamente su e-book (e prendere note, segnare le pagine interessanti, pubblicare brani su web in tempo reale)... Due modalità di lettura differenti, ma entrambe appassionanti.
    Ti ho assegnato un premio sul mio blog, spero ti faccia piacere: http://librisucculenti.blogspot.it/2012/10/premio-blog-diamond.html

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    1. "Le mille e una notte" è anche sul mio scaffale virtuale, casomai mi decidessi a leggerlo!

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  7. I libri per me sono sempre slow, almeno la prima volta che li leggo. Poi li rileggo e in questo caso possono diventare anche snack, ma le cose importanti che mi ha trasmesso le ho dentro:-)

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    1. Sì, anch'io quando rileggo mi capita di sbocconcellare un capitolo o qualche momento particolarmente saporito.

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  8. Ho ebook brevissimi, ma anche altri che sono storie lunghe. Dipende da come viene vista la lettura e sopratutto da che tipo di lettore sei.

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    1. Lo penso anch'io. Conta molto di più l'atteggiamento.

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  9. In genere leggo libri brevi (per breve intendo sotto le 350 pagine), ma mi piace leggere prendendomi i miei tempi e leggere cose di qualità. Brevità non è sinonimo di banalità... altrimenti io non cercherei a tutti costi di acquisire la dote della sintesi che ancora non ho, non ti pare?

    Ci sono bei libri e brutti libri, libri lunghi e libri brevi, e-book e cartacei, ma tali variabili sono indipendenti le une dalle altre, secondo me!

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