martedì 18 settembre 2012

Il Maestro e Margherita

Infine, è giunto il momento di parlarne.
Data la mia allergia per l'impostazione tradizionale di una buona recensione, parto in questo caso avvantaggiato. Il Maestro e Margherita sfiora i limiti della recensibilità, perché ha una complessità tale da farlo rientrare con difficoltà in una struttura rigida. La trama, per esempio. Vi sembrerebbe strano se vi dicessi che Bulgakov, in soldoni, parla del problema degli alloggi nella Mosca degli anni '30?


L'autore


Nato a Kiev nel 1891, Michail Afanas'evič Bulgakov è uno dei maggiori scrittori russi del novecento. Drammaturgo e romanziere, molti dei suoi scritti furono pubblicati postumi, e il libro di cui parliamo non fa eccezione. Il Maestro e Margherita fu infatti pubblicato a puntate nel 1966 e nell'anno seguente in versione censurata, ventisei anni dopo la sua morte. Bulgakov aveva iniziato a lavorarci nel 1928, però distrusse la prima versione. Una versione non censurata uscì nel 1967, a Francoforte.
Bulgakov ebbe un rapporto altalenante con il regime e tentò più volte l'espatrio, che non gli fu mai concesso, per raggiungere i suoi fratelli. Stalin, dal quale era relativamente benvoluto, gli prospettò infine un impiego al Teatro Accademico dell'Arte di Mosca, ma non come drammaturgo, come egli avrebbe voluto.
Bulgakov scrisse romanzi, racconti e opere teatrali, spesso con intento satirico. Morì nel 1940 a 49 anni, ma negli anni '60 esplose il fenomeno Bulgakov e molte sue opere furono ripubblicate o pubblicate ex novo, come il romanzo di cui parleremo.


Quando il gatto c'è...


Parliamo ora un po' del libro.
A una prima analisi, Il Maestro e Margherita viaggia su due binari paralleli: la storia principale, che si svolge nell'ambiente della MASSOLIT, un'importante associazione letteraria sovietica, e la storia secondaria, un metaromanzo che racconta la storia di Ponzio Pilato nei dintorni della Crocifissione di un certo Yeshua ha-Nostri, volgarmente Gesù di Nazareth.
Ma questo a farla facile. Ma facile. Perché nella prima parte ci sono una serie di episodi che non sono neanche lontanamente complanari, ma si compongono a creare un'immagine il più possibile quadridimensionale, una specie di premessa per la seconda parte. La seconda parte, infatti, assume una struttura più lineare e segue principalmente le vicende dei due personaggi citati nel titolo. Il Maestro, in particolare, poco più che una comparsa, è però l'autore delle pagine su Ponzio Pilato, per certi aspetti autobiografico.

Ma torniamo all'inizio. Fin dalle prime pagine abbiamo il sospetto che qualcosa di strano stia succedendo a Mosca. Uno straniero, che parla un russo perfetto, si introduce nella discussione tra due letterati riguardo un poemetto che ridicolizzi la figura di Gesù. Lo straniero, un professore, si fa chiamare Woland ed è giunto in città per proporre uno spettacolo di magia. I suoi assistenti, si scoprirà, sono un tizio alto con una camicia a scacchi e un monocolo, tale Korov'ev, un gatto di nome Behemot (in italiano Ippopotamo, vabbè...), un tipo bassino coi capelli rossi e un incisivo sporgente, Azazello, e altri che non è opportuno citare. I nomi potrebbero aver fatto scattare qualcosa. Korov'ev e il gatto, in particolare, saranno autori di alcuni gustosissimi scherzi che porteranno scompiglio fra i moscoviti, indecisi se credere alle loro palesi capacità magiche o alla dottrina materialista imposta da funzionari e burocrati tutti d'un pezzo. La prima parte segue le vicende di questo strano gruppo, di alcuni letterati che hanno la sfortuna di incontrarli e, tangenzialmente, si parla anche di Ponzio Pilato.
La seconda parte, come già detto più lineare, segue la vicenda di Margherita, innamorata del Maestro, e si scopre qual è la vera identità di Woland e quale il suo scopo. La vicenda subisce un brusco rallentamento ma, rotti gli indugi, ci troviamo catapultati nello straordinario mondo del professore e dei suoi assistenti.

E alla fine?
Beh, Yeshua lo crocifiggono. Che vi aspettavate? Ma il romanzo è su Ponzio Pilato, non su Gesù. La vicenda del procuratore della Giudea è in un primo momento spiazzante, perché ricorre in tre o quattro capitoli piazzati a tradimento durante il testo, il primo dei quali è il secondo capitolo del libro. Non è quindi facile mettere insieme gli innumerevoli elementi che compongono questa storia, che non posso definire mosaico perché sarebbe una metafora riduttiva. Il Maestro e Margherita mi ha ricordato piuttosto un brano musicale, con diversi strumenti, ciascuno dei quali esegue un tema a se stante, con un ruolo preciso nell'economia del brano, che sia quello principale, la ritmica o una semplice armonizzazione. Solo verso la fine, guardando all'indietro, è possibile mettere insieme i pezzi e raggiungere la completezza, ma per farlo è necessario uno sforzo di sintesi.
Il Maestro e Margherita non è un libro che finisce con un punto.


Concludendo


Ho cercato il più possibile di darvi un'impressione di come ho vissuto la lettura di questo libro. Il mio giudizio è che si tratta di un capolavoro, senza mezzi termini. Ci sono quei libri, anche di genere, che schizzano subito allo status di "classico" e Il Maestro e Margherita è un classico moderno con tutti i crismi.  Pur essendo un testo di genere, un romanzo fantastico, non è per niente facile e in futuro vorrei rileggerlo. Magari dopo aver letto altri testi di Bulgakov.
Sono immensamente grato alla Leggivendola per avermelo imprestato e lo consiglio a tutti coloro a cui piace la letteratura fantastica, forse persino a chi non la apprezza.

22 commenti:

  1. Sai che è un libro che ho in lista di lettura da decenni e ancora non l'ho fatto:-(

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    1. Verrà il momento giusto anche per te!

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    2. Idem io.... Bel blog! Molto interessante!

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    3. Sei in buona compagnia. Grazie e benvenuta!

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  2. La tua rece mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano il libro. Lo lessi a metà, infatti, in ospedale qualche anno fa ma dovetti gettare la spugna. Fa coppia con la rece di Davide uscita ieri su Gormenghast, altro libro - anzi 3 libri - ripescati in libreria e sistemati sul tavolino da notte. Beh, se per un po' non scrivo nulla sul mio blog sapete perché.

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    1. Eh, infatti. Anch'io purtroppo (o per fortuna) ho adocchiato Gormenghast e non mi dispiacerebbe averlo tra le mani.

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    2. Sai che anch'io l'ho in lista da anni, forse decenni? ma questa tua analisi mi ha incuriosito più di tante recensioni che via via ho letto, forse adesso è la volta buona. Grazie

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    3. Oddio, "analisi" è troppo. Diciamo che mi sono preso un po' di tempo per pensarci su. Non è un libro che si possa riassumere in un paragrafo, ma allo stesso tempo se uno inizia a sezionarlo e separare le parti perde molto del suo fascino.
      (Io in compenso ho scoperto della sua esistenza grazie alla catena di lettura, per cui è stato in lista giusto pochi giorni!)

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  3. Sicuramente una lettura non facile, ma quello d'altra parte era un po' il modo di scrivere dell'epoca. Con un pizzico di cinismo ho l'impressione che molti dei più grandi romanzieri facessero un po' a gara per dimostrare l'uno all'altro quanto fossero bravi. Detto questo è sicuramente un capolavoro, non oserei mai affermare il contrario. Non mi stupisce tuttavia quanti (tanti) lo abbiano nella loro wish-list e quanti (pochi) lo abbiano davvero letto.

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    1. Certo, alcuni autori lavoravano al "capolavoro" per tutta la vita. A volte ci riuscivano, e forse Bulgakov è uno di questi. Lo scopo poteva essere conformarsi a una certa poetica, realizzare un'opera d'arte o rompere i canoni e realizzare qualcosa di nuovo. Non dubito che molti capisaldi della nostra cultura siano nati così. Va detto che i classici di oggi molto spesso non erano i best seller di allora.

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  4. Beh, complimenti xD Nonostante sia uno dei miei libri preferiti in assoluto, non ho mai tentato di recensirlo. Troppo vorticoso e incostante e corale. Perciò complimenti :) Estremamente lieta che tu abbia apprezzato.

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    1. Sì, sarei scettico a qualsiasi tipo di recensione se non l'avessi scritta io. Grazie a te per il suggerimento!

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  5. Mi devo aggiungere alla lista di coloro che hanno cominciato a leggere Bulgakov e poi lo hanno lasciato.
    Mi sa che il tuo post potrebbe essere uno stimolo per riprenderlo in mano.

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    1. Potreste organizzare un gruppo di supporto.

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  6. L'ho comprato qualche mese fa, ma non ho ancora iniziato a leggerlo.
    Me ne hanno parlato in termini entusiastici, son convinto che lo apprezzerò molto.

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    1. Io all'inizio non sapevo proprio come aspettarmi. È un libro che ti stupirà, questo te lo assicuro. Però, come vedi, non pochi lo abbandonano a metà, quindi posso solo sperare che piaccia anche a te.
      Benvenuto!

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  7. Bellissima recensione... prima o poi lo leggerò anch'io. L'ho messo in lista la scorsa volta che ne hai parlato.

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  8. Finalmente! Lo sai che aspettavo questo commento ;)

    Non ne sono rimasta delusa. Penso di aver intuito le difficoltà che t'impedivano di parlarne "a caldo" - ma penso anche che tu abbia scritto un ottimo commento. E soprattutto, non puoi dirmi che non è un libro che finisce con un punto, perché mi viene voglia di mettere in pausa tutto quello che devo fare e andare subito a leggermelo!

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  9. Ringrazio il "Ti potrebbero anche interessare..." perchè questo libro mi interessa e anche tanto. Ho letto il post a pezzi, saltando la parte centrale perché nonvogliosaperecomevalastoria! Non l'ho ancora letto e sto aspettando il momento giusto da un sacco di tempo. Il problema è che ho questo libro in un'edizione bellissima: pagine gialle, copertina rigida rossa, in lingua rumena pubblicato durante il regime. E' emozionante solo sfogliare il Maestro e la Margherita ma la lettura delle prime pagine mi ha messo in crisi a causa di un lessico davvero troppo difficile. Non ho provato a guardare altre edizioni ma credo che questa difficoltà sia data proprio da questa particolare traduzione che mi è capitata fra le mani. Penso di riprovare un'altra volta, poi se va male compro davvero un'edizione "moderna" in italiano!
    La letteratura russa è spettaccolare, ogni libro che leggo mi innamoro sempre di più... non posso far aspettare Bulgakov ancora molto!

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    1. Penso che dipenda proprio dalla traduzione. Però vuoi mettere una bella edizione datata rispetto a un tascabile fresco di stampa? Ti suggerisco di ritentare!

      Anch'io apprezzo la letteratura russa. Ho letto pochi libri, ma tutti superlativi!

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  10. L'ho letto un millennio di anni fa ma non lo ricordo molto, devo assolutamente recuperarlo :)

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