venerdì 28 dicembre 2012

Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

Non volevo scrivere questo commento, perché Lo Hobbit è uno di quei libri che hanno segnato la storia, se non dell'umanità, della letteratura. Molte persone lo hanno letto da giovani, altri l'hanno scoperto in età avanzata. Vero è che questo romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1937*, è sbarcato in Italia nel 1973 ed è semplicemente troppo noto e importante per sottostare alle consuete limitazioni a cui un buon (?) recensore dovrebbe attenersi.
Siete stati avvertiti.
In ogni caso, non parleremo del libro. E non sarà neanche una recensione, a voler fare i pignoli, ma una serie di impressioni messe giù un po' alla rinfusa.

I nani! (Thorin al centro.)
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, va detto subito, non è semplicemente la trasposizione cinematografica del libro. È piuttosto un prequel de Il Signore degli Anelli dello stesso Peter Jackson. Lo si nota da come la storia sia stata integrata da citazioni, ammiccamenti e frammenti presi dalle temute Appendici del capolavoro di Tolkien. Questo è palese fin dai primi momenti, in cui incontriamo un Bilbo già anziano e il caro, vecchio Frodo, subito prima dell'arrivo di Gandalf per la festa di compleanno che apre le danze a La Compagnia dell'Anello.
Inizio sottotono, o almeno così mi è parso. Si nota fin da subito un certo stiracchiamento, che verrà meno solo quando sarà sostituito da altri riempitivi, come alcuni combattimenti. (Ce ne sono di epici, come quello contro i tre troll.) Resta comunque il fatto che, finché la telecamera non si sposta da Hobbiton, il film è molto fedele al libro. E proprio nella caverna di Bilbo c'è una delle scene più suggestive dell'intera - se si può dire - esalogia:


Incontriamo però anche i primi scricchiolii.
Lo Hobbit era un libro per ragazzini. Scritto semplice e senza troppi giri di parole, se escludiamo quelli con cui il professore cerca di tranquillizzare il lettore quando descrive la barbarie degli orchi**. I nani sono più simili a quelli di Biancaneve, con il loro cappuccio a punta e praticamente disarmati - cosa che stona se pensiamo a Gimli figlio di Gloin, che si batte con un Troll fra le rovine di Moria. Ecco, i nani hanno avuto un upgrade e sono più simili a Gimli. Ma tutto il resto, orchi compresi, hanno subito uno scivolamento verso un tono più leggero e canzonatorio.
Elrond, figuratevi, sorride. Quasi.
Gandalf, il caro vecchio Gandalf, è sempre lo stesso. All'inizio è un po' troppo burbero, a tratti in modo esagerato - come quando zittisce di prepotenza tutti i nani, come un qualsiasi gradasso - ma ritorna presto al suo spleen, tormentandosi per salvare il mondo.
C'è poi Radagast, che in Tolkien compare forse in mezza riga de Il Signore degli Anelli, il terzo dei cinque maghi della Terra di Mezzo nonché l'ultimo, dopo Gandalf e Saruman, ad avere un nome. Si tratta di un sosia di Gandalf, solito a consumare allucinogeni. Il suo unico ruolo è quello di fare da ponte a quelle che saranno presumibilmente le avventure di Gandalf nei prossimi film. Per rinfrescare la memoria, Dol Guldur.

Ci sono poi i nani. Li ho citati prima, ma va detto che sono bellissimi. Non quanto per l'aspetto, questo lo lascio giudicare alle signorine, quanto per il loro essere nani. Siamo seri, gli elfi dopo un po' stancano. Ma i nani, forti e cocciuti, grandi guerrieri e avidi possessori di tesori, sono sempre stati figli di un dio minore*** e sbeffeggiati persino dall'agente Smith Elrond.
In questo film mi piace molto come sono stati resi. L'unica cosa... ne parliamo dopo.
Va anche detto che alcuni di essi sono nani solo per modo di dire, con quel filo di barba. Ciò è parzialmente giustificabile, dato che molti nani sono, anche nel libro, piuttosto giovani.
Nano dell'anno è di sicuro Thorin Scudodiquercia, leader carismatico e guerriero - qui ci si allontana dal libro. Fili e Kili sono dei gran simpaticoni. I miei preferiti, però, sono Balin e quello con la faccia un po' da fessacchiotto di cui ignoro il nome.
Mi stupisce, invece, che Bombur compaia pochissimo, nonostante abbia un gran potenziale comico (perlomeno nel libro).

Bilbo è riuscitissimo. Meno lamentoso del nipote, deve tuttavia faticare non poco per ritagliarsi uno spazio nella compagnia. Memorabile è la scena centrale nella caverna dei Goblin, in cui incontra Gollum. Lo sgorbietto è esattamente come ce lo ricordavamo, fa persino tenerezza quando scopre di aver perso l'anello, probabilmente per sempre.
Inutile, invece, e del tutto gratuita la scena in cui Bilbo si scaglia contro un orco con il suo Pungolo. Ora, non che dovesse starsene in pace... ma con quell'orco, in quel momento? No, non era proprio il caso. Bilbo non è un guerriero né lo diventerà, nonostante i suoi antenati  del ramo Tuc.

La scena dei giganti di roccia merita una menzione a parte.
La mia reazione è stata: «Chi? E questi cosa diamine sono?»
I giganti di roccia compaiono in mezzo paragrafo del romanzo, in lontananza, durante una tempesta. Nel film monopolizzano la scena, una sequenza che probabilmente ha la sua ragion d'essere nella proiezione in 3D a 48 fps, che il sottoscritto non ha avuto il piacere di vedere.
Probabilmente è un'esperienza da fare, ci penserò per il secondo film.

Affrontiamo quindi quello che per me è il vero difetto della sceneggiatura.
Ora, è chiaro cosa hanno voluto fare. PJ vuole dare l'impressione che il raccontato non sia solo un terzo della storia, ma qualcosa in più. Per questa ragione, la storia è stata ritoccata e puntellata in più punti. Questo non è di per sé un male, perché nella precedente trilogia il gioco era riuscito. In questo caso, però, sono state fatte alcune modifiche veramente pesanti.
In primo luogo, la profezia. Profezia? Quale profezia?
Non c'è nessuna profezia. La ragione per cui i nani si radunano, è perché è quello il momento in cui Thorin entra in possesso della mappa. Quanto alla ragione per cui vogliono raggiungere Erebor, non è riconquistare casa propria: in tredici contro un drago, vi pare sensato?
Lo scopo è recuperare il tesoro, o parte di esso. Forse per costruire una casa altrove, chi lo sa. È per questo che i nani cercano uno scassinatore, altrimenti avrebbero cercato un esercito. I nani vogliono l'oro. Benché nel prologo all'inizio si intuisca che i nani cadono facilmente preda dell'avidità, non vorrei che PJ (s)cadesse nella facile soluzione di dare la colpa all'Archenpietra... Ma questo lo scopriremo tra uno o due anni.
Mi sembrano, insomma, cambiamenti di un certo peso.

Tutto qui.
Il film si arresta al confine di Bosco Atro, lasciando il dubbio su come si ripartirà il resto della storia nei due restanti film. Un'ideuzza ce l'ho, ma questo sarebbe davvero spoiler e mi astengo.

In conclusione, il mio giudizio sul film non è così negativo come si potrebbe intendere da come ne ho parlato. Gran parte delle critiche nascono dal fatto che mi è piaciuto moltissimo leggere e rileggere il romanzo da cui è tratto, facendo nascere aspettative di un certo tipo. Il film mi è piaciuto, ma e è stato inferiore alle attese. Per il momento preferisco ancora la prima trilogia, il che è un peccato perché Lo Hobbit è di sicuro più adatto di ISdA a una trasposizione su pellicola.
Confido che le cose migliorino.


_____________
*
Lo so, sto barando, concedetemi qualche imprecisione!
**
Capiamoci: orchi, orchetti e goblin sono, in Tolkien, la stessa specie. I Troll, a seconda delle traduzioni, li incontrate come Vagabondi (?) oppure Uomini Neri (?). Anche qui potrei citare dotti studi tolkieniani, ma risulterei più pedante di quanto non intenda essere.
***
Letteralmente! Ne Il Silmarillion, Tolkien li fa creare da Aule, un dio minore. Gli elfi, gli umani e, in una certa misura, gli orchi sono stati creati da Iluvatar/Dio.

17 commenti:

  1. Io preferisco senz'altro i nani tosti e guerrieri ^^ E preferisco il tono più epico - non privo di ironia, anzi: l'ironia per me è fondamentale in una storia o si finisce a prendersi troppo sul serio - rispetto a quello più infantile del Tolkien "per bambini", con le filastrocche ecc. Per questo avrei preferito, almeno una volta lasciata la Contea, una scelta decisa in questa direzione, piuttosto che un "sì ma ci ficchiamo anche la figuraccia dei nani lì, ok ma piazziamo una battuta cretina qui". Perché le battute, e le aggiunte, spesso non mi sembrano riuscite come invece le modifiche apportate a suo tempo al SdA.

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    1. Giusto, le battutine. Nel libro c'era solo Bombur, più volte ripreso perché grasso (che fantasia). Qui c'è Radagast, che è una battuta vivente!

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  2. Ho cominciato a leggere il libro in questi giorni, mi ci sto tuffando; il film invece non mi attira, confido in quello che hai scritto te, grazie!

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    1. Il film guardalo solo dopo che hai finito il libro, che è invero molto bello. A te dovrebbe interessare, perché la versione originale è il primo tentativo di Tolkien di trasformare le fiabe che raccontava ai suoi figli in qualcosa di nuovo. Dalla sua aveva la Terra di Mezzo, a cui lavorava (se non m'inganno) fin dai tempi della guerra, e gli studi di letteratura anglosassone. Infatti ne Lo Hobbit, ancor più che in ISdA, ci sono elementi fiabeschi come i giganti di roccia, che non trovano spazio nel resto della produzione.
      So di essermi dilungato anche troppo, buona lettura!

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  3. Io ho letto il libro qualche anno fa, quando hanno cominciato a parlare del film, perché non mi piace vedere prima il film e poi leggere il libro. De "Il signore degli anelli" conosco i film a memoria ma non ho mai letto il libro.
    Prima o poi vedrò "Lo hobbit", per ora ho letto solo una decina di recensioni!

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    1. Le recensioni si sprecano. Se ti capita, guardalo con tranquillità. E non farti problemi a leggere ISdA, perché è ragionevolmente diverso dai film.

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  4. Ridiamo dignità ai nani e alla loro monarchia proletaria, che diamine, dopo 9 ore di film a fare da spalla comica ad un elfo fighetto...

    Mi associo in tutto (anche perché ne abbiam parlato tutta una sera con buona pace di chi era con noi) e aggiungo solo che, ma questo lo pensavo anche prima di rileggere il libro tutto d'un fiato per cercar le differenze (moltissime e a volte sostanziali), i cambiamenti che il vecchio (beh vecchio, facciamo ricco) Peter ha apportato hanno talvolta reso il film più credibile. Non so se mi spiego, ma son sicuramente scelte cinematograficamente più azzeccate di una trasposizione più fedele.

    Concludo con una grande impazienza per i prossimi 2 film, in particolare per l'ultimo (ma quello perché sono un power player) e con dei grandi evergreen:
    - l'alta definizione ha rotto, gli dei han deciso che nella vita vera le cose avessero una certa definizione e lì ti devi fermare.
    - Thorin Scudodiquercia è il re delle epiche camminate e mazzate tra i denti, Thorin è la vera spalla comica.

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    1. Al tuo manifesto aggiungo solo: birra nanica!

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  5. Grazie per la gentile rece. Ho letto il libro più o meno un ventennio fa e onestamente lo ricordo poco, ma ne ho un vago ricordo piuttosto positivo. Viceversa non sono ancora andato a vedere il film perché qui a Torino pare impossibile vederlo non in 3D. E io mi stufo quasi subito degli occhialetti... Aspetterò il suo decadere a sole due dimensioni.

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    1. Qui c'erano solo due sale a trasmetterlo in 2D, pensa, non è stato facile! A parte cinema di parrocchia, si intende.

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  6. grandissima recensione, bravo!!

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    1. Mi ero perso questo commento, grazie! ^^

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  7. Gli altri due istari (i famosi stregoni blu) si chiamano Alatar e Pallando.

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    1. Grazie per la precisazione. Sinceramente, spero di non vederli mai sul grande schermo perché sarebbe la prova che gli sceneggiatori hanno esaurito le idee.

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    2. Concordo. Già ne Lo Hobbit cinematografico Radagast è quasi eccessivo, anche se è stato un inserimento abbastanza simpatico. Mi dispiace di più vedere che nel successivo film sia stato inventato il personaggio di Tauriel, inserito per le stesse sbagliate motivazioni di Arwen.

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    3. Sai, credo che l'abbiano inserito per la stessa ragione delle altre modifiche, come la faccenda della profezia. Per creare un arco narrativo in ogni singolo film, hanno puntellato ricorrendo a biechi espedienti ben collaudati. :)

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    4. Per quanto riguarda Lo Hobbit, secondo me è dovuto al desiderio (in parte commerciale) di fare una trilogia, quando due soli film potevano essere sufficienti. Allora, per forza di cose, devi mettere più materiale, quindi ecco Radagast e Dol Guldur.
      Tauriel è stata inserita solo per le quote rosa. Un film senza presenze femminili di primo piano? Inconcepibile.
      A parte questo e altri dettagli, per me Lo Hobbit è un grandissimo film, e al cinema mi sono divertito persino di più di quando ho visto il SdA,

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