Finita l'ebbrezza del NaNoWriMo, si ricomincia con la programmazione. Come di consueto, proporrò i prossimi quattro post che pubblicherò. Tuttavia, per ragioni che non dipendono da me bensì dal calendario, il palinsesto potrebbe essere "rotto" da qualche post abusivo.
Spero di non abusarne.
Ecco quindi cosa vi aspetta:
Uno dei miei romanzi preferiti tradotto in musica.
Mini-recensione di un ebook.
Post noioso: parliamo un po' di inerzia e della vita reale (e di internet).
Recensione di un classico della fantascienza.
Poiché sono stato recentemente citato in un meme, il premio UNIA - il cui significato si perde nella notte dei tempi, mi sembra giusto rispondere alle domande poste, che per una volta sono in topic.
Ringrazio quindi Narratore e rispondo, subito dopo il break.
Ecco, dicevamo, il NaNoWriMo. I miei buddies si sono già accorti che, dopo un inizio non straordinario ma in linea con i miei propositi, l'asticella è rimasta ferma a 3849 parole.
Cosa è successo?
Per farla breve, è venuto meno lo slancio iniziale. Mi sono accorto che la storia non si sta sviluppando come immaginavo, e ho preferito fermarla e riflettere un altro po' su come strutturarla. Così com'è, sinceramente, non mi soddisfa. E dato che in questa storia c'è un pizzico del sottoscritto, preferisco che il lavoro resti incompiuto piuttosto che aggiungere elementi posticci.
Sorry, my fault.
Questo non significa che avrei comunque raggiunto il traguardo. La scorsa settimana è stata stancante e nel weekend ho fatto tutto fuorché scrivere.
Ho anche dovuto cambiare OS, perché nonostante i buoni propositi proprio non riesco a reggere Windows - con cui, purtroppo, ci devo lavorare 5 giorni su 7.
Il lato positivo è che posso concentrarmi sulla prossima impresa.
A pianificare la prossima impresa, magari un po' meglio di quanto ho dimostrato di fare!
Non è per piangerci addosso!
È giusto per dedicarci, una volta tanto, una canzoncina struggente e meno rumorosa del solito.
"Prima disegnai il simbolo terrestre per il nulla. Subito sotto disegnai il simbolo terrestre per il tutto. Tutto è nulla, con una torsione."
"Everything is nothing, with a twist."
Questa me l'ero persa, è veramente favolosa. Vi ho già detto come Vonnegut abbia messo in un solo libro così tante idee, così tante trovate che mi è stato difficile parlarne in modo coerente e strutturato. Questa citazione visiva, pescata chissà dove, mi ha folgorato.
Forse cela un significato recondito?
O forse mi è sfuggito perché nella mia edizione non c'è questo disegno?
Così va la vita.
Qualche tempo fa, su un noto social network qualcuno chiedeva: "Ma è possibile, al giorno d'oggi, riuscire a campare scrivendo?"
La mia risposta era possibilista, nel caso di giornalisti, sceneggiatori, copywriter e tutti i vari mestieri di cui probabilmente ignoro l'esistenza. Se si pensa, invece, al Romanziere con accezione un po' ottocentesca, direi un secco "no". Secco perché, a parte i nomi che vendono vagonate di copie, dubito che con i soli diritti si raggiunga una condizione economica sufficiente a tagliare con altri lavori. Ho preso la pagina su wikipedia di un Camilleri a caso, che è stato anche sceneggiatore e regista. Altri scrittori sono o sono stati giornalisti, insegnanti, ricercatori universitari... Insomma, era un discorso su cui ero abbastanza convinto.
Il fatto è che nel corso della mia odissea di ritorno da Lucca ho conosciuto uno scrittore.
Uno che coi suoi libri ci vive, o almeno così sostiene.
E che dice: "Questo è il mio lavoro, che poi lavoro non è!"
Primo, la delusione di dover aspettare fino al 2013 per la seconda parte di Mardi-Gras Delleceneri (di cui parlerò prossimamente). Poi, la notizia che due fumetti sbarcheranno sul grande schermo: Universal War One di Bajram e quel Locke & Key che invero non ho ancora letto, ma di cui tutti parlano bene. La lettura di Ferro Sette e l'incontro fortuito con il suo autore a uno stand altrimenti anonimo.
La scoperta che esistono manga per ogni stagione, in cui i protagonisti giapponesi hanno tratti asiatici e capelli decenti. Che esistono gekiga, una letteratura - oddio, si può dire? - seria e senza effetti speciali, rivolta a un pubblico adulto.
Resto bloccato in una stazione per un disguido e mi trovo a discorrere con uno scrittore di professione, uno che con i suoi libri riesce a viverci ma che non ritiene la scrittura un lavoro. "Un lavoro non è" dice, forse perché la vede come una passione? E ancora, chi dice che il lavoro debba essere un susseguirsi di monotonia e sofferenza? Chi fa un lavoro che gli piace è da considerarsi choosy?
Sano e salvo, di nuovo a casa.
Non è stato affatto facile.
C'erano anche Jay e Silent Bob!
Lucca è sempre un'esperienza coinvolgente. Quest'anno più delle altre, per alcune scelte logistiche del sottoscritto, discutibili ma non del tutto fallimentari - ecco, magari da rivedere. E riuscire a organizzare per tempo, una santa volta!
Dicevo, la due giorni è stata fantastica, a parte l'epilogo di cui non parlerò finché le emozioni sono ancora accese. E poi, non interessa a nessuno. Ma la fiera, dicevo, è stata al pari delle attese. Del resto, anno dopo anno le variazioni sono pochine.
Lamentele per l'assembramento negli spazi espositivi, soprattutto il sabato, sono all'ordine del giorno. Ma la gente è tanta, davvero tanta, e basta un Cristo compagnone a far sì che tutti vogliano una foto e blocchino il flusso di visitatori fra gli stand.
Perdonate se non uso le mie foto, ma la qualità è pessima e attualmente non ho a disposizione un sistema operativo con software serio.
Se leggete questo messaggio, significa che oggi è sabato e che io mi sto perdendo tra le vie di Lucca, o più probabilmente sono in fila per ritirare quel dannato braccialetto che con 3.04 euro tra prevendita e commissioni avrebbero anche potuto farmi stampare da casa.
Ma tant'è...
Sarò di sicuro piuttosto eccitato e desideroso di sfogliare/acquistare/girare senza troppe preoccupazioni.
Sono fermo al day 1,5 del NaNoWriMo. Ovvero, mentre tutti continueranno a scrivere fino al 4, io ricomincerò lunedì sera, ma questo lo sapevo già. Peccato, perché questo ponte sarebbe stato perfetto per accumulare un po' di vantaggio - e invece sono già indietro (ma non così tanto) sulla mia personalissima tabella di marcia.
L'obiettivo per un inizio soft era di 2500 parole. Posso dire con una certa soddisfazione di averlo raggiunto, anche se non quando me l'aspettavo. Possibile che riveda leggermente la tabella, soprattutto perché ho previsto sessioni anche più impegnative!
Quanto alla scrittura, ho trovato difficile non tornare indietro sul già scritto, anche quando sapevo che si trattava di fesserie senza capo né coda. Non posso trattenermi dal fermarmi a riflettere su dove sto andando, ma una volta preso il ritmo è importante non perdere il contatto con i binari e procedere fino alla successiva stazione.