lunedì 6 febbraio 2012

Come leggete?

Quanti di voi sanno che esistono diversi modi di leggere un testo? Probabilmente tutti, dato che il lettore contemporaneo è un esperto nel passare da una modalità all'altra a seconda del tipo di testo e dalle sue finalità. Per esempio, lo studio richiede maggiore attenzione rispetto allo svago, e così via. Voglio parlare di una distinzione che storicamente si colloca in età moderna, in seguito all'invenzione della stampa. Parlerò dunque della distinzione tra lettura intensiva e lettura estensiva...

... No, non credo c'entri qualcosa con l'agricoltura!

E pensare che un tempo era tutto su rotoli di papiro!


Lettura intensiva


Immaginate di avere tra le mani un vecchio manoscritto. Si tratta di un grosso volume, difficile da maneggiare, se siete sfortunati è in pergamena. Lo conservate insieme ad alcuni titoli altisonanti, prevalentemente opere filosofiche o di vario genere, di autori che sono considerati auctoritas, come Sant'Agostino, San Tommaso o gli autori latini. Il vostro approccio alla lettura è quello di chi si avvicina a un oggetto misterioso e potente, che racchiude al suo interno una sapienza di difficile comprensione. Vi ritrovate quindi a leggere e rileggere i passi più significativi, cercando di carpirne i segreti. Leggete poco per volta, mai dall'inizio alla fine. Può anzi capitare che per chiarirvi le idee vi affidiate a un commento illustre. Questa è la lettura intensiva, l'unico modo di leggere libri prima che la stampa li rendesse fruibili per un numero maggiore di persone.
Mi ha sempre colpito un testo di Dante tratto dal Convivio, dove lo scrittore fiorentino spiegava che esistevano "quattro sensi" nell'esegesi di un testo: letterale, allegorico, morale e anagogico (credo sia relativo a questioni teologiche). Un letterato dell'epoca adottava un tipo di lettura che si sviluppava in profondità, e mai in direzione di un numero di pagine sempre crescente.



Lettura estensiva

Ci troviamo ora nel cinquecento. L'accesso ai nuovi libri stampati fa si che le biblioteche private di una classe colta e benestante sia ricca di volumi di varia natura, acquistati dalla tipografia cittadina o da un commerciante ambulante. L'istruzione è alla portata di una classe sempre più ampia, che non trascura però la lettura d'intrattenimento. La diffusione di testi che oggi diremmo "di evasione" si verifica proprio grazie alla stampa, anche se va ricordato che le tipografie per un lungo periodo camparono principalmente di lavori commissionati dallo stato o dalle autorità ecclesiastiche. Alcuni autori, come Castiglione e Machiavelli, vivono a cavallo tra le due epoche e non sono entusiasti per la nuova tecnologia. In una lettera, Machiavelli parla delle sue letture e distingue due momenti: durante il giorno, sfoglia dei volumetti stampati nel suo giardino, di Dante o Petrarca, o di poeti latini; verso sera, legge nel suo scrittoio quei manoscritti che erano il "cibo per lo spirito" degli uomini dotti del Rinascimento.
Anche il libro stampato è un oggetto dotato di potere intrinseco, eventualmente malefico, come suggerisce l'intraprendenza degli inquisitori nella caccia ai libri proibiti: libri stampati, e quindi di facile diffusione tra una popolazione alfabetizzata in continuo aumento.


Una rivoluzione contemporanea


Oggi sembra che l'avvento degli ebook sia un'altra piccola rivoluzione, che influisce sul modo di leggere (o si adatta a un mutamento sociale già esistente) e a sua volta sulla tipologia di testi prodotti.
Ma dei libri digitali probabilmente parlerò la prossima settimana.

22 commenti:

  1. Forse il pdf può farci rivivere in qualche modo una sensazione della lettura del papiro.
    Nel senso che il libro è un supporto di memoria ad accesso casuale il pdf in genere invece si scorre in modo sequenziale.

    Inoltre come il papiro spesso si apre nella stessa posizione in cui lo si era chiuso l'ultima volta. Per lo meno se viene visualizzato con un pc e navigato con il mouse, immagino che con l'ebook reader l'accesso casuale sia molto più utilizzato.

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    1. Ora che mi ci fai pensare, i comuni formati per ebook reader (epub o mobi) perdono un po' il concetto di "pagina", che varia da lettore a pc, a un altro lettore, allo stesso lettore con impostazioni diverse. In linea di principio posso aprire a un punto specifico, o a una frase particolare, però dovrebbe essere lo stesso per i pdf che supportano il cerca parole.
      È una riflessione interessante, grazie!

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  2. Il Papiro è tattilmente affascinante quanto il libro.
    Le storie puoi quasi toccarle, tenerle in mano, annusarle se la carta è paricolarmente vecchia.
    D'altro canto il pdf o l'e-book sono la portabilità e lo scambio all'ennesima potenza, sono il futuro.
    Amo leggere libri di carta, ma quelli elettronici sono utili in viaggio, o se sei in ufficio e vuoi leggere, o lontano mesi da casa senza avere possibilità di portarti tutto dietro.
    In definitiva l'e-book è per me la libreria d'emergenza.
    La solennita o frivolezza della lettura dipendende dal testo...se devo leggere Shakespeare o Keats o Virginia Woolf ho un certo rituale, se devo leggere Pamela de Barres e le sue scorribande di letto con le rockstar sono più easy!
    Mi piace leggere sempre le ultime 3-4 righe del libro.
    Per citare Harry "così se muoio prima so come va a finire"

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    1. Conosco abitudini molto peggiori! Per esempio, George R.R. Martin scrive ogni capitolo da un diverso punto di vista (e una diversa location), e una persona che ho conosciuto legge le linee narrative personaggio per personaggio.
      Io sto ancora "costruendo" il mio rapporto con l'ebook, ma mi sono accorto che mi sono inconsapevolmente posto dei limiti, di cui parlerò quando ci sarà modo.

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  3. Non conoscevo questa distinzione, però, il mondo cambia e l'unica cosa positiva è che i libri sono sempre più accessibili a sempre più persone... sul valore poi dei libri moderni bisognerebbe fare una bella distinzione tra varie categorie! Ti confesso però che il fascino di un bel libro antico, decorato a mano, ingiallito, non mi lascia indifferente, anche se avrei una gran paura di rovinarlo!

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    1. L'autore del saggio da cui ho preso spunto infatti accenna anche all'evoluzione dei contenuti e del modo in cui vengono espressi. Non c'è dubbio che un [piazza il tuo autore preferito] sarebbe parso spazzatura agli "intellettuali" del Rinascimento.
      Anche io avrei una paura matta a toccare un libro antico. Ne ho visti di veramente eccelsi in un museo quest'estate. Gli amanuensi erano proprio un altro popolo...

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  4. Concordo con Romina, il fascino di un libro antico non ha paragoni.
    Sembra che le parole in esso racchiuse abbiamo un altro peso.

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    1. Allora andresti d'accordo con i dotti uomini del cinquecento. ^^

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  5. Io ho cominciato da poco tempo a sperimentare gli ebook.
    Devo dire che un ereader con e-ink non è affatto male come supporto per la lettura e dalla sua ha la leggerezza e la portabilità.
    A me piace leggere stando sdraiata o con la schiena appoggiata al cuscino, per cui i volumi enciclopedici tipo Eragon prima erano un po' difficoltosi da leggere per me, che sono miope, quindi per leggere devo togliermi gli occhiali; solo che poi per vedere cosa c'è scritto debbo avvicinare molto il libro e tenere in mano per tante ore certi volumoni sospesi a mezz'aria mi fa venire male alle braccia.
    L'ereader non ha questo problema. Posso leggere tutti i tomi fantasy che voglio, il peso è sempre quello e pure la maneggiabilità.
    Inoltre, è perfetto per viaggiare!
    L'ipad, che ha anche la funzione di prendere note e sottolineare gli ebook, sarebbe perfetto per studiare; peccato che saranno forse i miei figli, se non anche i nipoti, a fruire di questa possibilità.
    Ho provato anche a sperimentare la creazione di un ebook...ma mi sono resa conto che se sono facilmente fruibili per chi legge, non sono altrettanto facili da creare per chi scrive.
    Certo, Apple ancora non si era inventa iBooksAuthor qualche mese fa, quando ho cercato di convertire in formato epub i miei appunti d'esame di letteratura italiana. Perché se è vero che è facilissimo creare un pdf, non lo è altrettanto per quanto riguarda gli epub.
    Se non hai un programma che fa tutto al posto tuo, devi conoscere XML e intervenire direttamente sul codice per estirpare gli errori che fanno gli elaboratori di testi quando esporti in epub. Risultato?
    ...il libro veniva visualizzato completamente in bianco!
    Un difetto degli ereader più piccoli, poi (quelli da 6", che sono i più economici e probabilmente anche più diffusi) è che su di essi i pdf vengono visualizzati minuscoli, a meno di non attribuire al testo una dimensione assurda (18-24 anche 30 px) prima di esportarlo. Con tanti saluti all'impaginazione.

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    1. Anch'io ho sperimentato molte delle cose che hai detto, compresa la problematica degli occhiali. ^^

      Non ho invece mai provato a realizzare un ebook, però so che per evitare errori nel codice devono essere validati. Mi ero scaricato Sigil, che è open source e cross platform, ma devo ancora applicarmi.

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    2. Il problema è che il validator può solo indicare gli errori, ma non corregge il file; quest'operazione deve essere fatta manualmente.
      È un po' difficile se non si conosce XML o XHTML e se non si ha buon editor sul computer.

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    3. Non sarà più impestato di LaTex, spero! :)

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    4. In realtà XHTML è abbastanza facile da imparare. L'unica differenza rispetto ad HTML classico è che bisogna ricordarsi di scrivere tutto in lettere minuscole e chiudere sempre i tag.
      Su XML non saprei dirti...ho provato a cercare qualche manuale che ne parlava e ne avevo trovati anche di abbastanza semplici, ma poi, purtroppo, non ho trovato un editor che non fosse a pagamento per sperimentare.
      La teoria è che se il testo originale scritto in XHTL è corretto, poi anche il formato epub (che si basa sullo standard XML; ma che accetta anche l'XTHL come linguaggio per strutturare il file) è corretto.
      La pratica, purtroppo, dipende dalla bontà dell'editor o del convertitore con cui hai creato il file.
      L'errore più comune che si riscontra passandolo dentro un validator di solito ha a che fare con la dichiarazione XML e il doctype.
      Però è facile che procedendo nell'analisi si trovino anche degli errori meno comuni, che sono quelli difficili da risolvere, perché generalmente non sono segnalati come errori in una normale pagina XHTL, ma per qualche motivo lo sono in un documento epub.
      Va detto che l'epub non è ancora uno standard evoluto come può essere HTML 5 o XHTML, quindi ancora non sono state stabilite delle regole precise su come debba essere effettivamente strutturato il file e quali siano gli errori da evitare.
      Io ho trovato un ottimo editor che supporta tutti i linguaggi del web, ma che non supporta XML. Di quelli, in giro, ce ne sono una manciata e costano tutti una cifra, per qualche strana ragione...

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  6. niente e-book per me, se ci fossero i papiri penso che comprerei quelli, anche solo per sentirne il profumo....

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    1. I papiri hanno un loro indubbio fascino, ma prepararli era piuttosto faticoso! Ti stupirà, ma hanno inventato uno spray per profumare gli e-reader, in modo che i nostalgici spendano 10 euro l'anno.
      Benvenuta!

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  7. Io ho letto una riflessione interessante su questo tema su un libro intitolato Blog. PerQueneau. L'autore fa un parallelo tra le pagine web e il papiro e in effetti il suo discorso ha senso: le pagine web si 'srotolano' proprio come i papiri. Questa è la tesi che sostiene l'autore del libro e in effetti per leggere una pagina web fai 'scrolling'.
    A me è piaciuta molto come riflessione.

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    1. C'è un altro parallelismo. Così come il passaggio da papiro a libro ha generato gli indici, l'avanzata dei blog e siti strutturati come blog (grazie ai vari Drupal o Joomla) ha favorito altri modi di indicizzare i contenuti, per esempio i tag.
      Darò un'occhiata al volumetto che hai segnalato, anche se finisce molto in fondo nella mia coda di lettura infinita... :S

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    2. :-) Ne so qualcosa di code di lettura infinite...
      Io devo ancora leggere libri acquistati nel 2008!
      Nel volumetto c'è anche un'altra riflessione interessante; su oralità, scrittura, blog e multimedialità: "Mi piace pensare che la scrittura del futuro più che mantenere gli attuali rigidi e vecchi schemi tra oralità e scrittura, audiovisivo e libro, vada verso un'integrazione di tutte queste componenti in un linguaggio globale che sappia di volta in volta trovare il giusto equilibrio tra le varie componenti."

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    3. Chi può dirlo? Nel linguaggio scritto sul web c'è molta oralità rispetto alla carta stampata. Riguardo al linguaggio globale mi ricorda un vecchio racconto di Frank Herbert, che devo avere da qualche parte.

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  8. Se lo trovi, mi potresti dire il titolo? Mi incuriosisce.

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    1. Allora, si chiama "Ricorda!" ("Try to remember") all'interno della raccolta "La strada per Dune", che esiste in italiano, io l'ho beccata in un negozio di libri usati.
      Questo: http://www.fantascienza.com/catalogo/opere/NILF1038143/ricorda/

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